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Infelicità: i 4 errori che stai commettendo se ti senti infelice

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori Home » Felicità 174 commenti

Siamo convinti che essere infelici sia qualcosa che ci accada. In realtà scegliamo di esserlo ogni volta che commettiamo questi 4 errori.

infelice

“Niente e nessuno può renderti infelice, a meno che tu non glielo permetta.”

E. Roosevelt.

Sei infelice? No, sei un salame!

Oh, cicciobello! Non siam mica qui a farci il vento in faccia con lo stuzzicadenti! Sì è vero, in questo periodo non sprizzo gioia da tutti i pori, ma salame lo dici a qualcun altro! Capito mi hai?!

Se può consolarti, allora siamo due salami.

Anche per me queste ultime settimane sono state dettate da frustrazione, delusione ed insoddisfazione.

In poche parole: infelicità.

Ma la sostanza non cambia: siamo entrambi dei salami, perché essere infelici è una nostra scelta.

Sì, hai letto bene.

Siamo noi a scegliere, più o meno consciamente, felicità o infelicità; ed ogni volta che commettiamo uno dei 4 errori di cui ti parlerò in questo post, di fatto stiamo dicendo a noi stessi: “voglio essere infelice“.

Nello specifico, in questo articolo vedremo:

Bene, partiamo!

Prima di vedere le 4 trappole dell’infelicità (e come evitarle), vorrei convincerti del fatto che l’infelicità non è qualcosa che ci accade, ma piuttosto qualcosa che scegliamo.

Il modello ERE: ovvero perché scegliamo di essere infelici

Scommetto che se ti chiedessi perché sei infelice, sapresti esattamente che risposta darmi:

  • magari è per via dei soldi.
  • magari il problema è il lavoro frustrante (o peggio assente).
  • forse hai problemi con lo studio e sei rimasto indietro con i tuoi esami universitari.
  • ah no, aspetta, ho capito: problemi di cuore!

Soldi, lavoro/studio e amore sono generalmente al centro dei nostri pensieri e sono spesso causa della nostra infelicità: o almeno è quello di cui siamo convinti.

Sia mai che le cose vadano storte a causa nostra! Naturalmente è sempre colpa (in ordine): della crisi, del professore/capo bastardo, di quello str**zo/a del mio/a ex. Giusto?! Sbagliato…

Siamo convinti che ad ogni evento segua inevitabilmente una nostra emozione.

Ma non sono gli eventi a scatenare le nostre emozioni… sono le nostre personali reazioni ad essi a determinare cosa proveremo.

Il modello ERE dice esattamente questo: ogni evento origina una reazione; ogni reazione dà vita ad una determinata emozione.

Il modello ERE

Se vogliamo avere il controllo sulle nostre emozioni, in primis la felicità, dobbiamo innanzitutto prendere consapevolezza delle nostre reazioni (rileggiti il post sulla consapevolezza).

Uhm… interessante questo modello ERE. Devo ammettere, André, che non mi suona del tutto nuovo, ma così è spiegato molto bene. Solo una domanda: ma che min**ia sono queste reazioni?!

Le reazioni sono l’insieme dei pensieri e delle azioni con cui rispondiamo ad un determinato evento esogeno (ahhh! che soddisfazione, erano almeno 5 post che volevo utilizzare il termine “esogeno“! Il prossimo articolo è il turno di “sinergia” :-D).

Tornando a noi, se sei infelice dipende dai tuoi pensieri e dalle tue azioni.

In definitiva, come ti dicevo, è una tua scelta.

Esistono, in particolare modo, 4 reazioni errate alla base dell’infelicità. Se le conosci, le eviti.

1. Le tue aspettative non sono in linea con la realtà

“Felicità = Realtà – Aspettative.”

Tom Magliozzi.

Gran parte della nostra infelicità è legata alle aspettative.

C’è chi sostiene che per essere felici dovremmo abbassare le nostre aspettative.

Non sono d’accordo.

Preferisco portare la mia realtà allo stesso livello delle mie aspettative; o meglio, preferisco che la mia realtà superi di gran lunga le mie più rosee aspettative.

Se sei d’accordo come me, allora smettila di concentrarti sulle tue aspettative ed inizia a focalizzarti sulla realtà.

Questo significa spostare il focus dai risultati che otterrai in un ipotetico domani, alle azioni che devi compiere oggi stesso.

Non puoi avere il pieno controllo sui risultati che otterrai tra 1, 2 o 5 anni, ma puoi sempre decidere cosa farai oggi per ottenere quei risultati.

Ma vediamo la motivazione/re-azione #2:

2. Sei un frigno-frignonis

“Se hai tempo per lamentarti, hai tempo per cambiare ciò di cui ti lamenti.”

A.J. D’Angelo.

Scegliamo di essere infelici ogniqualvolta ci comportiamo da frigno-frignonis.

Lamentarci continuamente, infatti, non fa altro che accrescere il nostro senso di insoddisfazione e frustrazione.

Pensi davvero di poter cambiare il tuo stato d’animo focalizzandoti continuamente su ciò che non funziona?

In bocca al lupo…

Io ti propongo un approccio più efficace: ricordi quando ti ho detto che la vita è un’arancia?

Se in questo momento uno degli spicchi è fonte di frustrazione, smettila di accanirti su di esso.

Lascialo da parte per qualche settimana, concentrati su quegli “spicchi” che stanno andando alla grande: quando tornerai ad occuparti dello “spicchio problematico“, lo potrai fare con nuove energie (e nuove idee).

3. Hai l’autostima di un bradipo nano

“Credi nei tuoi sogni per realizzare te stesso. Credi in te stesso per realizzare i tuoi sogni.”

Anonimo.

Non è un caso che chi ha scarsa autostima tenda anche ad essere infelice.

Gli insicuri, più di chiunque altro, mettono in atto reazioni errate di fronte agli eventi esterni:

  • Si preoccupano ossessivamente di ciò che pensano gli altri.
  • Sono terrorizzati dai fallimenti.
  • Ripensano continuamente ai loro errori del passato e ai pericoli del futuro.

Gran parte della tua felicità deriva dalla capacità di credere in te stesso; ed ancora una volta, credere di più nei tuoi mezzi è una tua responsabilità.

Molti sono convinti che l’autostima si accresca con il successo ed il denaro: io ho parlato di autostima, non di palloni gonfiati.

La vera autostima non deriva infatti dagli status symbol, ma da una radicata convinzione di poter affrontare qualsiasi situazione ti si presenti.

Questo tipo di sicurezza la si può maturare solo grazie alla pratica quotidiana: perché non inizi ad applicare almeno una di queste 16 strategie rafforza-autostima.

4. Sei un procrastinatore seriale

“Se oggi non stai vivendo i tuoi sogni è perché ieri hai deciso di rimandare a domani.”

Andrea Giuliodori.

Ammettilo, in questo post speravi di cavartela senza un accenno alla procrastinazione?!

Mi spiace deluderti, ma se dopo più di un anno di bombardamento continuo non hai ancora capito che smettere di rimandare a domani è la chiave di volta del tuo percorso di crescita personale, beh… dovrei darmi seriamente all’ippica :-D

Siamo infelici, eppure non siamo minimamente sfiorati dall’idea che forse (dico forse) solo grazie all’azione possiamo davvero cambiare la nostra attuale situazione.

Ci ritroviamo così a procrastinare bellamente, indulgendo in distrazioni e falsi piaceri.

Sai che ti dico, se vuoi continuare a raccontarti balle, accomodati: è la tua vita.

Se invece sei stanco di buttare le tue giornate nel cesso, se ne hai le scatole piene di infelicità, frustrazione e insoddisfazione, insomma, se vuoi davvero dare una svolta alla tua vita: impara, una volta e per tutte, come smettere di procrastinare.

Conclusioni

Ogni volta che ti sentirai frustrato, demotivato ed infelice, spero ti ricorderai di questo articolo, ma soprattutto spero ti ricorderai che puoi avere il controllo delle tue emozioni, che puoi scegliere le tue reazioni e prendere in mano il timone della tua vita.

Buona settimana. Andrea.

Foto di jasohill

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174 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Leonardo
    Leonardo ha detto:

    Ottimo aricolo Andri, mi piace soprattutto il punto 1!

    “..o meglio, preferisco che la mia realtà superi di gran lunga le mie più rosee aspettative.”

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Ciao Leo, con la scusa del fuso americano sei sempre il primo a commentare!!! Grazie!
      Non avevo dubbi che ti sarebbe piaciuto il primo punto ;-)

      Rispondi
  2. Avatar di Giesse
    Giesse ha detto:

    Andrea, ci ragionavo l’altro giorno. Il modello mi è venuto semplificato. EVENTO -> PERCEZIONE. L’obiettivo era aiutare una persona nell’analisi di una situazione lavorativa. Ottimo spunto il tuo. Quasi la scomposizione della percezione in reazione ed emozione. Grazie

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Prego!

      Il modello ERE è quello che preferisco per interpretare determinati fenomeni.

      Andrea.

      Rispondi
  3. Avatar di Pamela
    Pamela ha detto:

    Grazie Andrea, leggere i tuoi post il lunedì mattina è sempre un ottimo stimolo a non mollare!

    Rispondi
  4. Avatar di Silvia
    Silvia ha detto:

    Ciao Andrea, una bellissima settimana anche a te! :-) Sono perfettamente d’accordo con il fatto che siamo artefici della nostra felicità. Coraggio di essere onesti con se stessi(difetti/qualità) ed essere orgogliosamente se stessi (scusa la ripetizione) in ogni situazione sicuramente contribuiscono a darci quella sensazione di benessere interiore che qualche volta chiamiamo felicità :-) Silvia

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Ciao Silvia,
      il tema della responsabilità personale è un tema su cui insisto molto. Per quella che è la mia esperienza è proprio quando si smette di incolpare il “fato”, gli altri o l’universo intero che le cose cominciano a cambiare (in meglio ;-).

      Andrea.

      Rispondi
  5. Avatar di Silvia
    Silvia ha detto:

    Io ho dei problemi di cuore…. anche questi ci volevano!!!! adesso mi ritrovo single mio malgrado… e ti toglie veramente tutta la voglia di andare avanti. Io non so se dipenda da me o cosa ma è così difficile… soffrire per amore è una cosa che non augurerei nemmeno al peggiore dei miei nemici (o forse sì..)perchè è il peggio del peggio.

    Rispondi
    • Avatar di Lucia
      Lucia ha detto:

      Ciao Silvia, so cosa provi, ci son passata qualche anno fa, ma poi dopo un anno di autoflagellamento ho veramente imparato ad apprezzare la vita da single, la tua felicità sei tu, non chi ti è accanto. Si dipende troppo dall’idea di una relazione a tutti i costi senza cogliere i lati positivi dello stare con sè stessi! E poi in fondo se ci pensi bene, se chi ti era accanto ora non c’è significa che non è più la persona giusta per te, volta pagina e vai avanti, la vita è tua non di una presupposta metà! Quando sarai single per scelta allora si che troverai la persona “giusta”, perchè solo allora sarai libera veramente di scegliere senza vincoli di dividere la tua vita con qualcuno.

      Rispondi
      • Avatar di Andrea

        Cara Silvia, non saprei davvero cosa aggiungere alla risposta di Silvia.

        Andrea.

    • Avatar di Corrado
      Corrado ha detto:

      Chi sta bene da solo/a poi sta bene anche con gli altri, anzi se prendi il bicchiere mezzo pieno vedrai che lo stare assieme prenderà in futuro un sapore diverso e migliore … Fidati

      Rispondi
    • Avatar di george
      george ha detto:

      Prosegui nel tuo cammino con nuove forze,troverai un nuovo amore ,perche’ lo stai aspettando,sorridigli quando lo incontrerai ….ed anche lui ti sorridera’ ,e percorrete assieme un nuovo sentiero,che Vi portera’ alla felicita’ …..

      Rispondi
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