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APATIA: Cosa Fare Quando Non Hai Voglia di Fare Niente

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori - aggiornato il 22 agosto 2018 Home » Motivazione 80 commenti

L’apatia è una brutta bestia. In questo articolo vedremo esattamente di cosa si tratta, quali sono i suoi sintomi, ma soprattutto quali sono i rimedi più efficaci per sbarazzarcene e tornare a rincorrere i nostri obiettivi con ritrovato entusiasmo.

apatia

“Non è l’odio il contrario dell’amore, ma l’apatia.”

Leo Buscaglia.

“Salve mi chiamo Marco e ho 22 anni. Da più di un anno non ho voglia di fare niente, né di andare all’università, né di lavorare, né di vedere amici o di fare qualsiasi altra cosa. Le giornate sono tutte uguali, le passo a non far nulla in casa. Ho smesso anche di fare sport e non ho nessun hobby o interesse.” (Marco).

Ultimamente sento di avere davvero poche energie. Ho un sacco di cose da fare, quelle principali sono lo studio e il lavoro. Non posso evitarle, devo farle. Ma vorrei solo mollare tutto e tutti e starmene per conto mio.” (Laura).

“Sono anche io in una fase simile. Infatti sono in ufficio e passo molto tempo su Internet, mia unica distrazione. Ho cambiato lavoro da poco e quindi non posso nemmeno lasciarmi andare del tutto. In realtà non vorrei fare nulla, preferirei solo scomparire.” (Gianni).

‘Na botta de vita!

‘mazza André, ‘sto articolo lo abbiamo iniziato proprio con ‘na botta de vita, eh?!

Quelle che hai appena letto sono solo 3 storie anonime delle tante che si trovano su forum e siti internet. Spesso ne ricevo di molte simili anche via email o le leggo tra i commenti di EfficaceMente.

Sono storie di ragazzi e adulti che hanno perso l’entusiasmo: non hanno voglia di studiare, non hanno voglia di lavorare e, a dirla tutta, non hanno voglia di fare niente.

Nei casi più gravi, dietro queste storie si nascondono stati depressivi o altre patologie, che richiedono interventi da parte di un medico o di uno psicoterapeuta.

A tutti noi è però capitato almeno una volta nella vita uno di questi periodi grigi.

Ci sentiamo completamente scarichi, spenti, senza la benché minima motivazione.

Si chiama apatia.

In questo articolo cercheremo di capirne qualcosina in più, ma soprattutto vedremo quali sono le strategie più efficaci per liberarcene e ritrovare motivazione e voglia di fare.

In particolare modo ti parlerò di…

Let’s get started!

Cos’è l’apatia: la definizione che non ti aspetti

“Apatico, agg. derivante dalla parola lat. apathīa, gr. ἀπάϑεια «insensibilità», comp. di ἀ- priv. e πάϑος «passione». Def.: sposato da sei settimane.”

Ambrose Bierce.

Poche parole hanno cambiato radicalmente significato nel corso dei secoli come la parola apatia.

Nell’antica Roma, durante il periodo d’oro della filosofia stoica, l’apatia era considerata una virtù.

La massima aspirazione dello stoico era infatti quella di non esaltarsi, né abbattersi di fronte agli accadimenti della vita, consapevole che ogni evento, anche il più spiacevole, avrebbe comunque portato con sé una lezione positiva.

L’apatia, intesa come impassibilità e liberazione dalle passioni, era dunque uno stato d’animo a cui aspirare.

apatia e stoicismo

Nella sua accezione moderna, il termine apatia ha assunto invece una connotazione decisamente negativa.

Ecco la definizione che ne dà Wikipedia:

“Condizione caratterizzata da una diminuzione o dall’assenza di qualsiasi reazione emotiva di fronte a situazioni ed eventi della vita di tutti i giorni.

Si esprime spesso sotto forma di indifferenza di fronte a situazioni che normalmente dovrebbero suscitare interesse o emozioni, e di inerzia fisica.

Il soggetto apatico registra una riduzione dei comportamenti finalizzati, l’assenza di spirito di iniziativa e una quasi totale mancanza di motivazione.”

Insomma, da impassibilità, l’apatia è diventata sinonimo di indifferenza.

L’apatia però NON è depressione.

Chi è apatico infatti non prova una particolare sofferenza per la propria condizione (non gli interessa!), mentre chi è depresso spesso vive la propria situazione con ansia, stati d’animo negativi e addirittura la totale assenza di piacere nella vita.

Bene, ora che conosciamo il nostro “nemico”, vediamo sotto che forma sferra i suoi “attacchi”!

I sintomi dell’apatia

apatia-homer

Hai presente i post dei forum con cui ho iniziato questo articolo?

Facendo qualche ricerca all’interno di gruppi e siti web, ne puoi trovare a decine, tutti molto simili tra loro.

Ho però scelto proprio quei tre perché mettono bene in evidenza i sintomi tipici dell’apatia:

  • Totale mancanza di voglia di lavorare, studiare o fare qualsiasi altra attività (“non ho voglia di fare niente“).
  • Desiderio di isolarsi e sfuggire ai doveri e alle responsabilità (“vorrei mollare tutto e tutti e starmene per conto mio“).
  • Livelli di energia sotto le suole delle scarpe (“ultimamente sento di avere davvero poche energie”).

Come detto l’apatia può anche degenerare in forme patologiche con sintomi ben più gravi, addirittura di carattere neurologico: in questi casi, lo ripeto, è necessario rivolgersi ad un medico specialista.

Diciamo però che la tua sia semplicemente… voglia di non fare una beata cippa fritta!

E diciamo anche che inizi ad essere stufo di questa situazione. Insomma, vuoi reagire, ma non sai bene da dove iniziare.

Ecco allora i rimedi più efficaci per combattere l’apatia (si tratta di 3 paroline che devi stamparti a fuoco nella mente dopo aver letto questo post).

Rimedi per l’apatia: la formula segreta per ritrovare la motivazioneperduta

“I ricercatori hanno annunciato di aver finalmente trovato una cura per l’apatia. Purtroppo i pazienti non sembrano interessati.”

George Carlin.

Sono 3 gli elementi essenziali che devono essere presenti nella nostra vita se vogliamo sconfiggere l’apatia e ritrovare motivazione e voglia di fare.

1. Uno scopo che ci metta il pepe al culo

So esattamente cosa stai pensando.

Come te, ne ho le palline di ping-pong piene dei vari para-guru di crescita personale che continuano a menarcela con questa storia del nostro scopo nella vita, delle passioni da inseguire, dei sogni da realizzare, etc. etc.

Parole tanto belle, quanto vuote.

Purtroppo non possiamo avere tutti le idee chiare come Elon Musk, che fin dall’età di 10 anni ha avuto il sogno di rendere la razza umana una specie multiplanetaria.

apatia-musk

Per questo motivo, nel corso degli anni ho cercato di fornirti strumenti pratici per tradurre queste parolone fumose in qualcosa di decisamente più concreto.

Ne ho parlato in questi articoli:

Queste strategie possono sicuramente aiutarti a schiarirti le idee. Però non bastano. Ecco perché oggi vorrei aiutarti a fare un passettino in più:

ESCI. DALLA. TUA. TESTA.

Trovare la propria strada non è un processo lineare, e di certo non può essere un processo puramente mentale.

Non puoi mica sederti su una poltrona per 2-3 ore, chiederti che ci fai al mondo e sperare in un’improvvisa illuminazione trascendentale.

Se vuoi davvero trovare uno scopo che ti metta il pepe al culo e uscire finalmente dal tuo stato di apatia, devi sporcarti le mani.

Sperimenta ogni giorno qualcosa di nuovo. Leggi un articolo o un libro su un ambito a te totalmente sconosciuto. Cerca di parlare con persone che abbiano avuto un percorso di vita singolare. Inizia a praticare un nuovo hobby. Viaggia. Impara una nuova lingua.

Spesso infatti troviamo la nostra strada non continuando ad immaginare un ipotetico futuro, ma guardandoci alle spalle e mettendo insieme quei puntini (leggi: “esperienze”) che hanno caratterizzato la nostra vita fino a quel momento.

apatia-puntini

Più esperienze significative e variegate sarai in grado di accumulare, più facile sarà per te individuare un percorso che tu senta davvero tuo, un percorso unico che ti doni ogni giorno entusiasmo e voglia di vivere.

E questo bagaglio di nuove esperienze puoi iniziare a costruirtelo oggi stesso, tra pochi minuti, appena finito di leggere questo articolo.

No, non devi partire per un viaggio mistico in India. Queste sono le scuse dei mediocri che continuano a rimandare la propria vita pensando che a contare siano solo le esperienze pre-confezionate che ci vendono in TV o sui social network.

Vuoi iniziare a collezionare esperienze che ti scrollino di dosso l’apatia?

Oggi cerca di parlare con una persona che abbia più di 75 anni e chiedile quali siano i suoi più grandi rimpianti nella vita. Vedrai come ti metterà il pepe al culo questa semplice chiacchierata…

2. Un’instancabile ricerca dell’eccellenza

“L’eccellenza consiste nel fare cose ordinarie in modo straordinario.”

John W. Gardner.

Non ne ho le prove, ma ho più di un sospetto sul fatto che l’epidemia di apatia che sembra aver colpito le giovani generazioni sia dovuta agli standard di perfezione con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno.

Prova a pensarci…

Oggi se hai vent’anni e non hai fondato almeno una start-up da 1 miliardo di dollari, non hai la Ferrari parcheggiata sull’eliporto del tuo Yacht attraccato in Sardegna e hai meno di 10 milioni di followers su Instagram, beh… non vorrei dirtelo, ma praticamente sei uno sfigato! :-D

apatia-rich-kids

E indovina un po’ cosa succede quando i nostri termini di paragone sono così alti e così distanti?

Ci blocchiamo.

Il nostro cervello inizia ad avere vere e proprie crisi di rigetto: preferisce isolarsi, evitare qualsiasi responsabilità e nascondersi in uno stato di nulla-facenza auto-indotto.

C’è però un modo per non cadere in questa insidiosa trappola.

Se infatti l’ossessione per una vita da copertina perfetta di fatto ci induce alla paralisi, la ricerca dell’eccellenza nelle nostre esperienze quotidiane rappresenta invece uno dei più potenti antidoti contro l’apatia.

Confuso?! Lascia che ti spieghi…

Fare progressi in un determinato ambito della nostra vita è l’ingrediente essenziale per riaccendere la nostra motivazione.

Lo sanno bene, ad esempio, gli appassionati di videogiochi.

Passare al livello successivo, conquistare nuovi poteri, sbloccare schemi segreti, sono tutti meccanismi psicologici che ci tengono incollati allo schermo.

Lo stesso vale nella nostra vita: quando ci dedichiamo incessantemente a migliorare una specifica abilità, il senso di progresso e padronanza che proviamo sono inebrianti.

Se vuoi sbarazzarti dell’apatia devi dunque individuare un’attività che ti appassioni e che non sia né troppo facile, né troppo difficile; ma soprattutto un’attività che ti “costringa” ad allenarti quotidianamente in un’incessante ricerca dell’eccellenza.

apatia-strumento

Mi vengono in mente decine di queste attività:

  • Suonare uno strumento musicale.
  • Migliorare le proprie abilità fotografiche.
  • Apprendere un linguaggio di programmazione.
  • Praticare uno sport.
  • Allenare la propria scrittura.

E vuoi sapere qual è la parte più bella? Perfezionare queste abilità potrebbe addirittura aiutarti a scoprire qual è il tuo famoso scopo nella vita!

Attenzione però: il mondo è pieno di dilettanti che si appassionano di questo e di quell’altro, per poi abbandonare il percorso a metà strada quando le cose si fanno difficili.

Non voglio che tu diventi un collezionista di hobbies.

Abbiamo visto che variare le proprie esperienze è importante, ma ad un certo punto devi decidere di superare la soglia della mediocrità e dedicare tutto te stesso alla tua “arte”, percorrendo fino in fondo i 3 stadi dell’eccellenza.

Vediamo ora l’ultimo punto.

3. Un profondo senso di controllo

Può sembrare paradossale, ma come abbiamo visto, l’apatia a volte può essere una risposta del nostro cervello a situazioni stressanti.

Anzi, per essere più precisi… a situazioni su cui abbiamo l’impressione di non avere il controllo.

Se infatti ci convinciamo che, nonostante i nostri sforzi, non potremo mai e in nessun modo modificare la nostra realtà, arrenderci è la nostra reazione naturale.

Ecco perché il terzo elemento essenziale per ritrovare entusiasmo e motivazione è il controllo.

apatia-controllo

Riappropriarti infatti del tuo senso di controllo, anche se in una piccola sfera della tua vita, ti darà gli strumenti necessari per ritornare in carreggiata.

Nello specifico, se vuoi provare nuovamente questo senso di controllo, devi introdurre nelle tue giornate una qualche attività o abitudine, di cui puoi decidere in massima autonomia questi 4 aspetti:

  1. Quando poterla praticare.
  2. Come poterla praticare.
  3. Con chi poterla praticare.
  4. Cosa fare per praticarla.

Indovina un po’?! Ho in mente esattamente l’attività che ti darà il pieno controllo su questi 4 aspetti e che può letteralmente rivoluzionarti la vita.

I vecchi lettori di EfficaceMente la conoscono molto bene… sto naturalmente parlando dell’ora sacra.

Introdurre un’ora sacra, ovvero 60 minuti della giornata completamente dedicati a te stesso e alla tua crescita personale, può seriamente aiutarti a sbarazzarti dell’apatia.

Avrai infatti la libertà di…

  1. Decidere quando praticare la tua ora sacra (al mattino appena sveglio o alla sera al rientro dal lavoro, a te la scelta).
  2. Scegliere come investire questi 60 minuti al meglio.
  3. Stabilire con chi farla: da solo o con una persona speciale.
  4. Definire esattamente cosa fare durante questa ora sacra: meditare, leggere, fare sport, praticare il tuo famoso hobby di cui abbiamo parlato al secondo punto, etc.

Come ripeto spesso a chi mi segue: non devi credermi sulla parola, ma prova l’ora sacra anche solo per 7 giorni di seguito e ti assicuro che sentirai davvero di aver ripreso il controllo della tua vita.

Ricapitolando…

Se sei arrivato fino alla fine di questo articolo di quasi 2.500 parole, beh, lasciatelo dire: hai dato la tua prima “picconata” all’apatia e hai iniziato a cancellare dal tuo dizionario l’espressione “non ho voglia di fare niente”.

Naturalmente, per ritrovare davvero entusiasmo e motivazione, non basta leggerlo questo articolo: devi metterlo in pratica.

Ecco allora una sintesi di ciò che dovrai fare appena chiuderai questa pagina:

  • Inizia a pensare alla direzione che vuoi dare alla tua vita. Puoi utilizzare gli articoli che ti ho linkato per schiarirti le idee, ma ricorda che per trovare il tuo scopo nella vita, devi sporcarti le mani e uscire dalla famosa zona di comfort.
  • Nel momento in cui inizierai a fare nuove esperienze, metti da parte gli standard perfezionistici con cui ci bombardano ogni giorno, e concentrati piuttosto sulla quotidiana ricerca dell’eccellenza. Perditi ogni giorno in un’attività che ti appassioni, ti stimoli e ti sfidi a dare sempre il tuo meglio.
  • Infine non dimenticare di riprendere il controllo della tua vita. Un ottimo modo per farlo è quello di introdurre l’abitudine dell’ora sacra: 60 minuti della giornata completamente dedicati a te stesso, in cui, ad esempio, praticare l’attività vista nel punto precedente.

Bene, voglio concludere questo articolo con una citazione tratta da uno dei miei film preferiti: Se7en, interpretato da Brad Pitt e Morgan Freeman:

“È che non riesco a continuare a vivere in mezzo a gente che abbraccia e coltiva l’apatia come se questa fosse una… una virtù. […] L’apatia è una soluzione, insomma è più facile stordirsi con qualche droga piuttosto che dover affrontare la vita; è più facile rubare quello che si vuole piuttosto che guadagnarselo. È più facile picchiare un figlio che educarlo. Diamine! L’amore costa, costa impegno, lavoro…”

Det. Somerset (Se7en).

Ps. Nei prossimi giorni pubblicherò all’interno del gruppo Facebook di EfficaceMente un TED talk legato a questo articolo.

È stato tenuto da uno dei massimi esperti mondiali sul tema della motivazione. Ti piacerà ;-)

Buona settimana: mi auguro davvero che tu riesca a dare una bella scrollata alla tua vita nei prossimi giorni. Ci rileggiamo presto! Andrea.

Ah, dimenticavo! Se ti va di condividere questo post sul tuo social preferito (trovi i pulsanti di condivisione qui sotto) non mi offendo eh! :-D

Foto di Stokkete

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80 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Gabriela Liz Gomez
    Gabriela Liz Gomez ha detto:

    Grazie Andrea, mi sono svegliata senza voglia di far niente, oggi già stavo pensando di rimandare lo studio in biblioteca poi mi sono detta vediamo la mail, magari c’è la mail di efficacemente che mi tira su meglio di una tazza di caffè!! Grazie

    Rispondi
    • Avatar di Andrea Giuliodori
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Yeay! ;-)

      Rispondi
    • Avatar di TheOmniaplayer
      TheOmniaplayer ha detto:

      Però… XD

      Rispondi
    • Avatar di Corrado
      Corrado ha detto:

      Nel APATIA CI sono ancora dentro da quando ho avuto la depressione NEL 2013 e mi sono rotto la schiena in particolare una vertebra e TIBIA E PERONE PIEDE SINISTRO NEL 2015 non ce la faccio uscire anche perché non ho amici a parte uno e prendo MEDICINE che intontiscono…m

      Rispondi
  2. Avatar di Giuseppe
    Giuseppe ha detto:

    Una grande Spinta!!!

    Rispondi
    • Avatar di Andrea Giuliodori
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Mi fa piacere Giuseppe ;-)

      Rispondi
  3. Avatar di Pippi
    Pippi ha detto:

    il primo caso, secondo me, non è solo apatia, ma proprio una depressione maggiore

    Rispondi
    • Avatar di Andrea Giuliodori
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Probabile, ma non sono uno specialista e non posso sbilanciarmi.

      Quello che ho notato però è che negli ultimi anni vengono usati sempre più spesso nomi di patologie in maniera appropriata: se siamo tristi, subito parliamo di depressione; se siamo nervosi, subito di ansia, e così via.

      Questo atteggiamento mi ricorda l’operazione di una casa farmaceutica che per ampliare il mercato, impose ai medici di abbassare le soglie di un esame clinico: così erano tutti malati!

      Rispondi
  4. Avatar di Marco
    Marco ha detto:

    Mitico Andrea !!!💪💪💪💪

    Rispondi
  5. Avatar di luca arcuri
    luca arcuri ha detto:

    Bell’articolo, molto motivante e concreto 😊

    Rispondi
    • Avatar di Andrea Giuliodori
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Grazie Luca!

      Rispondi
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