“Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è dato.”
J. R. R. Tolkien.
Questa frase di Gandalf, rivolta ad uno sconfortato Frodo, è in assoluto uno dei miei passaggi preferiti de “Il Signore degli Anelli“.
…ed è l’incipit perfetto per quello di cui voglio parlarti nella newsletter di EfficaceMente di questa settimana.
Iniziamo.
Gli antichi Greci avevano due parole diverse per descrivere il tempo: Chronos e Kairos.
Chronos è il tempo nella sua accezione quantitativa.
È il tempo che abbiamo catturato e scandito nei secoli con clessidre, calendari e orologi.
Chronos è misurato in secondi, minuti, ore, giorni…
Kairos, invece, è il tempo nella sua accezione qualitativa.
È il tempo che abbiamo tentato di descrivere nei secoli attraverso dipinti, poesie e canzoni.
Kairos è misurato in respiri profondi, risate, abbracci, tramonti…
Il frate francescano e autore Richard Rohr ha definito Kairos come l’insieme di quegli istanti in cui sentiamo una profonda connessione con il resto dell’universo e sussurriamo sottovoce:
“Questo momento è perfetto”.
Tutti noi abbiamo vissuto almeno una volta nella nostra vita uno di questi momenti
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