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Milwaukee, Stato del Wisconsin.

Una donna entra nello studio della terapeuta Insoo Kim Berg.

All’epoca, l’approccio terapeutico più diffuso aveva un focus ben preciso: lavorare sul problema vissuto dalla persona. Dove nasceva, perché si era sviluppato, quali eventi lo avevano causato. 

A volte funzionava. Spesso, però, il paziente finiva per passare mesi (o addirittura anni) a girare intorno al proprio dolore senza mai riuscire a fare dei veri progressi.

Quella donna, appena entrata nello studio a Milwaukee, ne era l’esempio perfetto. 

Seduta di fronte a Berg, dopo mesi in cui non riusciva a immaginare nulla di diverso (di migliore) per la propria vita, pronunciò la frase che ispirò Insoo e il marito e collega Steve de Shazer a ideare l’approccio oggi noto come Solution-Focused Brief Therapy (SFBT):

Forse solo un miracolo potrà aiutarmi.

Quella frase traspirava rassegnazione, ma aveva in sé anche la soluzione ai problemi della donna.

La terapeuta, infatti, appena la sentì pronunciare, ebbe un’intuizione e pose alla donna una semplice domanda:

“Ok. Supponiamo che stanotte, mentre stai dormendo, questo miracolo avvenga davvero e il tuo problema sia finalment

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