6 min

Lo ammetto, 

essendo diventato papà da qualche mese, questa storia ha risuonato particolarmente con me.

Credo però che sia talmente potente che non potrà non ispirare anche te…

È il 1962, siamo nella cittadina di Holland nel Massachusetts, Stati Uniti.

Il primo ricordo che Dick Hoyt ha di suo figlio Rick è nell’incubatrice, mentre lo guarda fare quelli che sembrano dei piegamenti sulle braccia.

Dick pensa che suo figlio diventerà un grande atleta ma purtroppo quelli di Rick sono gli spasmi dovuti alla tetraplegia causata dal cordone ombelicale troppo stretto al collo al momento del parto.

I medici non lasciano molte speranze a Dick e sua moglie Judy: il piccolo Rick non potrà mai avere una vita “normale“. 

È destinato ad essere un “vegetale” (questo il termine utilizzato dagli specialisti dell’epoca) e consigliano di metterlo in istituto.

I coniugi Hoyt rifiutano la sentenza dei medici e scelgono di riportare Rick a casa, dove lo aspettano i suoi fratellini e la promessa di una vita quanto più simile possibile a quella di tutti gli altri suoi coetanei.

Insieme, vanno ovunque: in campeggio, in piscina, nei parchi nazionali.

Ad 11 anni arriva però la

Registrati gratis per continuare a leggere. Iscrivendoti riceverai anche l’esclusiva newsletter del lunedì di EfficaceMente

Altri lettori trovano interessante