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Ciao,

l’altro giorno parlavo con un mio amico dei nostri progetti per il 2026 e ad un certo punto lui se ne esce con questa perla:

Non puoi cavalcare due cavalli con un solo c*lo.
Difficile dargli torto 😅

Allo stesso tempo, però, anche se razionalmente sappiamo che disperdere il nostro focus e le nostre energie su più progettiobiettivi o buoni propositi è controproducente, c’è una vocina dentro di noi che ci ripete ogni santo anno…

“ma sì, vedrai che questa volta sarà diverso, questa volta ce la faremo: da quest’anno si cambia tutto!”.

…e puntualmente non cambia un ca**o!

Parafrasando l’account satirico @disappointingaffirmations:

1° gennaio: devo assolutamente sistemare ogni singolo aspetto della mia vita che non va e devo farlo immediatamente.

2 di gennaio: ok, chissene frega, alla fine va bene così”.

Fa sorridere, ma fa anche riflettere 😅

Ecco, ripensando a quella chiacchierata con il mio amico, credo di aver finalmente capito perché ci ostiniamo a voler cambiare tutto e subito, invece di concentrarci su un progetto, un obiettivo o un’abitudine alla volta.

…ed è esattamente il motivo che non ci permetterà di raggiungere i nostri obiettivi nel 2026.

Siamo infatti convinti che esista una relazione lineare tra il nostro impegno e i risultati che otteniamo:

“Se mi alleno un po’ di più, mangio un po’ meglio, sto un po’ meno al cellulare, leggo un po’ di più, mi sveglio un po’ prima, medito un po’ più a lungo, etc. darò finalmente una svolta radicale alla mia vita.”

peccato che la trasformazione personale e il raggiungimento degli obiettivi non funzionino così.

Quel “un po’ di questo e un po’ di quello” è la più grande trappola in cui possiamo cadere nel 2026 e rischia di essere la causa primaria dei nostri fallimenti.

Gran parte dei nostri obiettivi personali e professionali hanno una SOGLIA.

Finché non cumuliamo la quantità e la qualità sufficiente di azioni necessarie a superare quella soglia critica, nulla cambia davvero e rischiamo solo di sprecare tempo e fatica.

Alcuni esempi?

Possiamo andare in palestra per mesi, ma se passiamo svogliatamente da un attrezzo all’altro, stando per gran parte del tempo allo smartphone e senza allenarci con la giusta intensità, nulla cambierà davvero.

Possiamo cercare di migliorare il nostro inglese per anni usando una di quelle app che ci promettono progressi in 10 minuti al giorno, ma se non ci immergiamo mai davvero nella lingua e non pratichiamo lo speaking in situazioni di vita reale, nulla cambierà davvero.

Possiamo iniziare a postare sui social nella speranza di farci conoscere e raggiungere nuovi potenziali clienti, ma se pubblichiamo post senza una chiara strategia, senza curare davvero i contenuti e senza costanza, nulla cambierà davvero.

È questo il motivo “matematico” per cui ci dobbiamo concentrare su pochi obiettivi alla volta, idealmente uno al trimestre (o come diciamo in 365un #mantra per ogni “anno di 12 settimane”).

Se per innescare una reale trasformazione un obiettivo richiede il 70% o l’80% del nostro tempo e del nostro impegno (la famosa “soglia critica” di cui ti parlavo), ma noi continuiamo a frammentare le nostre energie un po’ di qua e un po’ di là, dando il 15% all’obiettivo x, il 40% all’abitudine y, il 30% al progetto z, etc…

…non dobbiamo sorprenderci se alla fine nulla cambia davvero nella nostra vita, anche se sentiamo di esserci impegnati molto.

Certo, possiamo imparare a gestire meglio il nostro tempo.

Certo, possiamo rafforzare il nostro muscolo della volontà.

Certo, possiamo gestire meglio le nostre energie.

…alla fine, però, la coperta sarà sempre corta.

O impariamo finalmente a focalizzare le risorse (limitate) che abbiamo per superare la “soglia critica” di un obiettivo alla volta, così da generare reali cambiamenti nella nostra vita, o continueremo a vivere un anno fotocopia dietro l’altro.

Rinunciare a cambiare tutto e subito è l’unico modo che ci permetterà davvero di cambiare tanto e per sempre.

Buon 2026.

Ci rileggiamo lunedì prossimo con la newsletter gratuita di EfficaceMente.

A presto,

Andrea Giuliodori.

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