Scritto da Andrea il 27 giugno 2011
Parliamo di: Libri
4 Ore alla Settimana
Timothy Ferriss – 4 Ore alla Settimana.
“Ricchi e felici lavorando 10 volte meno.”
Timothy Ferriss.
Anche questo mese voglio dirti la mia su un best-seller di crescita personale. Per il mese di giugno ho scelto: 4 Ore alla Settimana di Timothy “Tim” Ferriss.
Tanto per evitare qualsiasi dubbio, ti dico subito cosa penso di questo libro: il libro di Ferriss è scritto male e tradotto peggio, ma i consigli che propone l’autore sono così buoni, che se non hai ancora letto questo libro, stai perdendo un’occasione. Ma vediamo di conoscere meglio Tim ed il suo libro.
L’autore
Tim Ferriss è una figura talmente poliedrica che definirlo in poche righe è praticamente impossibile. Cercherò comunque di fare uno sforzo di sintesi… vediamo cosa ne viene fuori!
Tim è nato il 20 Luglio del 1977 ad East Hampton, nello stato di New York. Nel 2001, a soli 23 anni, Tim ha fondato la BrainQUICKEN, un’azienda on-line per la vendita di integratori alimentari; la stessa azienda è stata venduta nel 2009 ad una cifra imprecisata ad un fondo di Private Equity londinese.
Nel 2007 arriva l’anno della notorietà per Tim: con la pubblicazione di 4 Ore alla Settimana, Ferriss raggiunge la fama mondiale, piazzando il suo libro al primo posto di numerose classifiche, tra cui quella del Wall Street Journal e di USA Today.
Grazie al suo best-seller, Tim intraprende l’attività di business angel, investendo in società online del calibro di Twitter, Posterous, DailyBurn, e molte altre. Ma come detto Tim Ferriss è una figura estremamente poliedrica e può vantare nel suo palmares conquiste come: un guinness dei primati per il più alto numero consecutivo di rotazioni in un minuto nel ballo del tango, un titolo di campione mondiale di kickboxing cinese nel 1999, nonché numerosi riconoscimenti da parte di riviste come Wired o l’Istituto Aspen.
Insomma… un personaggino decisamente interessante. Ma come già detto, Ferriss è soprattutto famoso per il suo best-seller: 4 Ore alla Settimana. Vediamo di cosa parla questo libro e perché dovresti leggerlo, se non lo hai già fatto.
Il libro
Quattro Ore alla Settimana ha rappresentato una vera e propria ventata di aria fresca nell’industria della crescita personale (e non solo).
Per la prima volta un autore (semisconosciuto) è riuscito a cogliere le nuove tendenze che si sono affermate nel mondo del lavoro e dello sviluppo personale a partire dal 2000: temi come il downshifting, il reddito passivo, il telelavoro, i virtual assistant, i nuovi ricchi, i business online, i viaggi low cost attorno al mondo, il self-marketing ed il branding personale, rappresentano i pilastri portanti del nuovo stile di vita proposto da Ferriss.
Nel suo libro Ferriss tratta decine di tematiche e a mio avviso lo fa anche in maniera caotica, ma in ognuna delle 350 pagine del libro si respira una brezza di entusiasmo e novità che, almeno per quanto mi riguarda, non percepivo da molto tempo. Ferriss non propone un metodo semplice e lineare, ma piuttosto un ventaglio di nuove strategie, suggerimenti estremamente pratici e risorse che ci permettono di costruire lo stile di vita che abbiamo sempre sognato:
- Meno ore di lavoro.
- Più tempo per le nostre passioni.
- Maggiore libertà finanziaria.
- L’importanza di coltivare l’ignoranza selettiva avviando da subito una dieta mediatica (ecco dove l’ho sentita per la prima volta!).
- Come applicare la Legge di Parkinson per diventare il padrone del tuo tempo.
- Trovare una musa per creare il tuo primo reddito passivo.
… e tanti altri ancora.
Perché dovresti leggerlo
Se sei stanco dello stile di vita che ci hanno insegnato i nostri genitori, che ci vuole tutti: laureati, con un posto fisso che ci impegna dalle 9 alle 17, un mutuo, poi in pensione ed infine morti… questo è il libro che fa per te.
il libro di Ferriss offre decine di idee per spezzare gli schemi classici e smettere finalmente di ripetersi il discorso tipico dello schiavo.
L’ho già detto, non credo che questo libro sia scritto bene, né nella versione originale in inglese, né in quella italiana
: ma i suoi contenuti sono in grado di ispirare a tal punto che si può perdonare questo ed altro all’autore. Beh, spero di essere riuscito a convincerti della validità di questo libro e spero vorrai lasciarmi un commento una volta che lo avrai letto ;-)
Timothy Ferriss – 4 Ore alla Settimana.
Ps. ho già inserito nella mia Lista dei Desideri di Amazon il nuovo libro di Ferriss: The 4 (Four) Hour Body. Qualcuno lo ha già letto? Pareri? Commenti? Opinioni? Grazie!


















Marzio
Ho finito di leggerlo proprio ieri, nella versione italiana. Forse non tutti possono applicare completamente quello che scrive, però è vero che fornisce tantissimi spunti.
Molto interessante il discorso che non serve essere ricchi per fare una vita migliore.
Non posso che consigliare la lettura di questo libro.
Andrea
Grazie Marzio,
concordo appieno.
Andrea.
stefania
non riesco a trovarlo in nessuna biblioteca della mia zona!
Francesco Di Lorenzo
A tal proposito come non segnalarvi questa magnifica presentazione finita su Hacker News ieri: http://www.slideshare.net/nomadznu/nomadznu4.
Andrea
Molto bella Francesco.. il tema del lavoro “location independent” mi affascina molto.
Grazie per averla condivisa.
Andrea.
Umberto
Non avendolo ancora letto non posso esprimere giudizi, mi auguro solamente che non si tratti dell’ennesimo libro che spiega 100 cose da fare senza però entrare in merito nemmeno ad 1 di queste.
Secondo me chi acquista libri del genere vuole scoprire il COME fare qualcosa e non il cosa: c’è bisogno di un chiaro e semplice elenco di passaggi da seguire per emergere in qualcosa, che sia un business on line, network marketing, trading, immobili o qualsiasi altro tipo d’investimento.
Sostanzialmente tutti trattano la parte psicologica – e sono d’accordissimo su questo punto – e le varie cose che si possono fare per dare una svolta alla propria vita, poi però lasciano a te il compito di provare, sbagliare e ritentare.
Probabilmente una guida chiara che indichi la strada da seguire potrebbe arricchire molte più persone di quante non si arricchiscono già oggi.
Ho letto già diversi libri del genere e l’impressione è che molti di questi siano dei fastidiosi “copia e incolla” tanto odiati (giustamente) dal lettore.
Andrea
Sai Umberto,
sono d’accordo con te quando dici che ci dovrebbero essere più libri che scendano nel dettaglio, che spieghino il “COME”, nel mio piccolo cerco di farlo con articoli dal taglio molto pratico; non a caso il motto del Blog EfficaceMente è “Crescita Personale: esempi pratici”, proprio perché come appassionato ho sempre sentito l’esigenza di acquisire e sviluppare tecniche immediatamente applicabili nella vita quotidiana.
Ma… (c’è sempre un ma)
…a volte puoi spiegare nei minimi dettagli il come (devo dire che Ferriss da questo punto di vista è abbastanza dettagliato), ma se il lettore non è ancora pronto, non avverrà comunque nessun cambiamento. Quindi il “COME” è importantissimo, ma il “PERCHE’” lo è ancor di più: paradossalmente chi ha una fortissima motivazione può raggiungere un risultato anche attraverso un “come” completamente diverso e nuovo.
my 2 cents,
Andrea.
Dexter
Andrea grazie per la segnalazione. Da come lo hai descritto Ferriss sembra un tipo abbastanza “generalista”. Per esperienza personale ho imparato che questo tipo di personaggi hanno spesso degli ottimi consigli da condividere.
Credo che sarà il mio prossimo acquisto.
Buona giornata a tutti.
Emanuele "ToX" Toscano
E’ passato qualche mese da quando ho letto questo libro, ecco le mie impressioni (anticipo subito che NON sono positive, se dovessi dargli un voto sarebbe 4: 8 per i consigli e 0 per tutto il resto):
Il libro contiene davvero spunti interessanti e riflessioni che vale la pena prendere in considerazione, però quando l’ho letto mi è sembrato un libro più che altro incentrato sul “ma quanto son bravo, ma quanto son figo”.
Arriva quasi a sfiorare il patetico quando spiega, tutto baldanzoso, come è riuscito a vincere quel torneo di kickboxing disidratandosi in modo folle per rientrare in una categoria più leggera della sua, per poi iperidratarsi per tornare essere molto più pesante del suo avversario. Si parla di lui e di questo episodio anche in un articolo di Wired di qualche tempo fa, tra l’altro.
Insomma ho trovato l’autore di una tristezza infinita, ed il libro è la sua perfetta rappresentazione… ha degli ottimi consigli, come dicevo, ma basterebbero una manciata di pagine per racchiuderli tutti senza lesinare sulle spiegazioni.
Secondo me non vale la pena leggere il libro per intero, sono sicuro che gli stessi consigli ci sono anche altrove… può valere la pena leggerlo solo per vedere quanto bene si è appresa la tecnica di lettura veloce :)
Andrea
Ciao Emanuele,
grazie per il commento duro e crudo: ci vogliono, altrimenti sembra che pubblichi solo quelli positivi ;-)
Come ho scritto anche nell’articolo, anche io ne avrei parecchie di critiche da fare all’autore, ma un tizio che riesce a piazzare il proprio libro (scritto male, ripeto), ai primi posti del WSJ e di USA Today per non so quante settimane, beh… a me almeno incuriosisce! Senza dubbio Tim è pieno di risorse ed è molto incentrato sugli obiettivi, anche a costo di adottare strategie non ortodosse.
Grazie ancora per il commento!
Andrea
Ilaria Cardani
Cielo! Tim Ferriss spiega anche come non finire “morti” alla fine?! Allora è assolutamente da leggere!
Battute a parte, di questo libro ne ho sentito parlare, appena uscito, nell’ambiente degli infomarketer e, appena qualche giorno dopo, il mio compagno, di ritorno da uno dei suoi consueti viaggi di lavoro negli Stati Uniti, in un assolato pomeriggio d’estate lo tira fuori dalla valigia e mi dice: “Guarda questo libro, strano e interessante, me lo sono letto un po’ in aereo…”
Ne ho letto circa metà seduta stante, mentre prendevo il sole, e sono stata molto “disturbata” dalla pessima scrittura – Andrea sei il primo a dirlo, e condivido pienamente – tant’è che, dopo quel pomeriggio l’ho mollato e mai più ripreso.
Di certo l’ho trovato rivoluzionario nell’approccio e nei contenuti – questo, insieme al marketing, è secondo me la ragione del suo strepitoso successo. Ma i libri sono una delle mie più grandi passioni e per quasi vent’anni sono stati anche il mio mestiere: non riesco a leggere la (troppo) cattiva scrittura…
Anch’io, analogamente a Emanuele “Tox” Toscano avevo trovato i contenuti un po’ al limite del credibile. Ma lo spirito di Ferriss di sicuro ha molto di positivo.
Daniele
Comprato! Ne ho sentito parlare troppo in giro per non leggerlo.
Sara’ di certo un po’ “iperbolico” ma servira’ come reminder che il nostro obiettivo dovrebbe essere lavorare il meno possibile massimizzando la resa del lavoro…la vita non e’ fatta per lavorare!
ElegantUniverse
dovremmo insomma lavorare efficaceMente!! ;-)
Lino
Molto “americano”, buon marketing, scrittura pessima; qualche idea interessante tuttavia difficilmente applicabile nel nostro contesto lavorativo medio, dove anche il semplice telelavoro è considerato ancora un tabù.
Andrea
Ciao Lino, concordo sui primi 3 punti. Sull’applicabilità, è vero che noi italiani arriviamo sempre un pelino tardi, ma questo non significa che i concetti descritti da Ferriss non siano applicabili.
Recentemente ha riscosso un discreto successo un libro intitolato Wwworkers
(i nuovi lavoratori della rete), che parla proprio di chi è riuscito a creare (in Italia) la sua “musa” online.
A presto e grazie del commento,
Andrea.
Gionata
Ciao a tutti, pur seguendovi da tempo è la prima volta che posto un commento. Prima di esprimere la mia opinione lasciatemi fare i complimenti ad Andrea per l’interessante blog e a tutti voi per la pacatezza e la costruttività delle discussioni, insomma qui si “respira davvero una bell’aria”.
Leggendo questo post ed altri simili, anche su altre fonti, mi sono posto la seguente domanda: potrei vivere così, senza dover fare le “8 ore”, scorrazzando libero per il grande mondo? La risposta ke mi sono dato è “sì, se qualcuno lo fa… potrei farlo anke io” però mi sorge un’altra domanda (tanto x cambiare ;-)) ma se lo facessero tutti… cosa succederebbe?
Il buon Diogene possedeva solo una ciotola e si permetteva di dire ai re di spostarsi per non fargli ombra ma per mangiare doveva sperare nella generosità dei suoi concittadini che si dovevano fare il “mazzo” tutti i giorni. Sì può vivere come Diogene? E si può avere un mondo di “Diogene”?
Scusate se ho espresso il mio pensiero in modo troppo arzigogolato :-)
Andrea
Ciao Gionata,
innanzitutto grazie del commento ;-)
provo a risponderti dal mio punto di vista: Ferriss suggerisce un nuovo stile di vita, che non preveda di lavorare 8 ore al giorno chiusi in un cubicolo, ma di creare fonti di reddito a partire dalle proprie passioni, e godersi la libertà di tempo e spazio. Questo non significa non lavorare, non contribuire alla società o semplicemente scorazzare liberi per il mondo. Tutt’altro.
Credo che il punto chiave sia quello di creare una “musa”, come la chiama Ferriss, ovvero una fonte di reddito, a partire dai propri talenti e dalle proprie passioni. Questa è la vera libertà.
Citando Diogene tu dici che i suoi concittadini si fanno il mazzo, mentre lui vive della generosità altrui. Ma tu sei certo che tutte le persone ultraindaffarate che vediamo ogni giorno (magari noi stessi) stiano facendo qualcosa di veramente utile? Io mi sono fatto spesso questa domanda, immaginandomi quali fossero le figure veramente indispensabili in uno scenario post-apocalittico: avremmo bisogno di avvocati? politici? consulenti? impiegati? manager? operai? commercialisti? etc. etc.? La società in cui viviamo, i ritmi che sosteniamo, i falsi obiettivi che rincorriamo, sono un’illusione.
Provo ora a riformulare la tua domanda: come sarebbe un mondo fatto di individui che vivono grazie ai propri talenti e alle proprie passioni, invece di rinnegare se stessi in un lavoro, che genera profitti per pochi, ma che di fatto è inutile per la società in generale?
Ps. Un ottimo esempio pratico di cambiamento radicale del proprio stile di vita, lo trovi in questo articolo del corriere, in cui si parla di due ragazze che hanno abbandonato un ottimo lavoro nella moda per fare le contadine. Probabilmente ora lavorano ancor di più di prima, ma sono “libere”, sono libere perché stanno seguendo le loro passioni, sono libere perché stanno lavorando per se stesse e al contempo stanno contribuendo positivamente alla società.
Andrea.
Daniele
Ciao Gionata.
Interessante riflessione.
Forse, potremmo avere un mondo di “Diogeni”, se impariamo ad utilizzare l’automazione che la nostra tecnologia permette al meglio.
Un esempio è un e-commerce: lo costruisci una volta e va avanti da solo, soprattutto se vendi beni digitali. Ovviamente quello è vero fino ad un certo punto perché hai bisogno di fare della manutenzione.
E devi anche di rispondere a domande degli utenti…ma se crei una buona sezioni di FAQ facilmente accessibile, avrai molte meno email da utenti a cui rispondere ;-)
Andrea
Grazie Dan,
io mi sono fatto prendere un po’ dalla filosofia… vedo che tu sei andato molto più sul pratico! ;-)
Daniele
Di nulla, Andrea. Grazie a te per lo spunto più filosofico :-)
E’ vero…a volte il lavoro è visto soltanto come una fonte di reddito, piuttosto che anche come una forma di crescita personale e della società.
Ilaria Cardani
:) La questione posta da Gionata è una delle grandi questioni filosofiche, economiche, sociali e, anche, psicologiche (“il disagio della civiltà”) e francamente, Dan, se tutti usassimo solo tecnologia e automazione, quanto sostenuto da Gionata varrebbe ancora di più. Penso a certi pomodori succosi o a certe zucchine che mangiamo in questa stagione, a certi fantastici abiti su misura, alle meravigliose guglie del duomo di Milano o a una superba cena di pesce di quelle che – ad esempio – si possono gustare nei ristoranti delle vie dietro a Stazione Centrale… (ma anche a certo gelato artigianale, a certe torte o a certe “macchine” tecnologiche: chi le farebbe?) Se tutti volessero tecnologizzare e automatizzare, uhm…
Del resto sottoscrivo quanto detto da Andrea su tutte le persone che sono convinte di farsi il mazzo e invece…
Credo che il messaggio importante di Ferriss (che non è una sua invenzione) sia quello di tornare alla natura profonda del valore del proprio lavoro e delle proprie idee. Imparare a riconoscere il proprio valore e saperlo veicolare nel modo più efficace (anche con il supporto indispensabile dell’automazione e della tecnologia) è il passo importante da compiere: a quel punto diventa superfluo – oltre che stupido – vendere il proprio tempo (che è la propria vita) per il denaro.
Daniele
Ciao Ilaria.
Grazie per la tua osservazione.
Hai ragione, non sono stato molto chiaro. Quello che intendevo è che l’ uso dell’automazione e della tecnologia in modo intelligente ci permetterebbe di lavorare meno ore e avere più tempo per altre cose.
Ritengo che anche i contadini (che creano i pomodori succosi di cui parlavi) beneficino da automazione e tecnologia (per irrigazione, aratura, …) e che questo abbia migliorato le loro condizione di vita.
Quello di cui parlo non è di smettere di lavorare e di lasciare tutto alle macchine. Quello di cui parlo è utilizzare le macchine dove possono farci risparmiare tempo.
Daniele
Un’altra riflessione. Non so chi abbia deciso che dobbiamo lavorare 8 ore al giono in ufficio.
Forse se si lavorasse veramente 4 ore alla settimana in ufficio il mondo andrebbe avanti lo stesso, e anche meglio.
Ci sarebbe meno disoccupazione senza dubbio.
Ilaria Cardani
Dan, ti sembrerà strano ma l’avevo intuito…
Volevo porre l’accento su come spesso si “generalizzi” e generalizzando si perdano i dettagli, che spesso sono importantissimi…
Gionata
Mi scuso con voi se sono andato fuori tema, esulando dal libro di Ferriss che confesso di non aver letto.
Andrea sono perfettamente d’accordo con te quando dici che è importante seguire le proprie passioni e cercare di farle diventare la propria fonte di reddito primaria. Quello che cercavo di sottolineare parlando di Diogene è come l’adattarsi a certi compromessi sia indispensabile in una società strutturata come quella in cui viviamo. In cui ognuno deve fare la sua parte per creare benessere agli altri, per far funzionare la collettività.
Pienamente d’accordo con te quando dici che spesso ci perdiamo rincorrendo falsi obiettivi (a ciascuno i suoi) ed aggiungo che la falsità dei medesimi emerge ancor più distintamente quando veniamo posti di fronte alle prove “dure” della vita. Tali illusioni però credo abbiano un pro, cioè ci permettono di credere (o illuderci) che la vita abbia un senso.
Non so se dopo una catastrofe atomica ci sia bisogno di avvocati, ma quasi sicuramente dopo qualke decennio e qualke diatriba finita male si sentirebbe la necessità di risolvere tutto più pacificamente. In fin dei conti, con tutti i suoi difetti, la società moderna è frutto di un lungo percorso di adattamento alle necessità dell’uomo. Comunque ben vengano i miglioramenti!
Detto questo sembrerebbe che io sia in disaccordo con Andrea, in realtà la penso come lui su tantissime osservazioni riguardanti il ripensarci come esseri umani.
Ultima cosa per Daniele che mi parlava di e-commerce, visto che sono il proprietario di un portale internet che opera nel turismo (non faccio il nome per non essere accusato di pubblicità occulta :-)) mi sento di dirti che non va avanti da solo ma c’è un mare di lavoro dietro, e ci si spacca la testa sui problemi ogni giorno: bug del sistema, inserzionisti, commercialista, tasse, pubblicità posizionamento SEO… e se vendi prodotti tecnologici aggiungi: giacenze, prezzo di acquisto, concorrenza grossi gruppi… ecc ecc
Scusate la lunghezza del post ma è un piacere dialogare con voi :-)
Fab
Ciao Andrea,
ho letto il libro di Tim Ferriss tempo fà!! Davvero interessante ma scritto male, come dici tu un pò troppo caotico!!
DOMANDA x ANDREA:
Hai mai pensato, di fare l’Online Business Manager per il mercato italiano?
E gestire il tutto da una meravigliosa località turistica in Italia o in Europa?
Io se fossi al posto tuo ci penserei!!
Il CV ottimo lo hai, sei pure uno mooolto sveglio, e che te manca??
Un pò di voglia in più e sano coraggio?
Non lo so perchè non ti conosco!!
Comunque secondo me in Italia il mercato c’è!!
Poi se ti rompi a lavorare da solo come OBM dalla Costa Azzurra ad esempio, fai sempre in tempo a tornare in Italia e fondare una società di OBM con tuoi collaboratori e fatturato a 6 cifre!!!!
Ciao!
Fab
Fab
Ciao Andrea,
comunque ti avevo segnalato il link per il discorso Online Business Manager segnalato nel post precedente.
Il Post ( con il link incluso ) era stato pubblicato con la dicitura:
“in attesa di moderazione” o qualcosa di simile, non ricordo.
Ora lo vedo pubblicato senza link che ti avevo segnalato.
Che dire?
Peccato! Ti avrei voluto segnalare un altro link per una business idea da sviluppare online che uno in gamba come te se avesse la voglia, lo potrebbe fare tranquillamente!!
Ma visto che non accetti links, non mi sembra il caso!!
Per quanto riguarda me, ovviamente anch’io ho un progetto di business online e un altro di riserva.
Sul primo ci sto lavorando ma è abbastanza impegnativo e quindi ci vorrà tempo per realizzarlo!!
Ciao!
Fab
Andrea
Si Fab, ed è stato moderato: se sento il vago odore di link spammoso, anche se sbaglio… modero :-)
Fab
Ciao Andrea,
Tim Ferriss parla di fare downshifting tramite la creazione di rendite online.
Comunque c’è un altro modo per farlo secondo me più intelligente!!
Ossia quello che dici tu: fare delle propria passione il proprio lavoro!!
E se lo puoi fare online, hai fatto Bingo!!
Perchè potrebbe essere gestito online da una qualsiasi città italiana o europea!! E soprattutto ti piace quello che fai e non hai capi e budget che ti rompono le balle!!
Un libro a tale proposito (fare delle propria passione il proprio lavoro e farlo online ) davvero interessante è il seguente:
Recensione:
La potenza della rete ti permette di trasformare i tuoi veri interessi in un’impresa di successo. È quello che è capitato all’autore: Gary lavorava nel negozio di famiglia ed era un appassionato di vini. Un giorno ha acceso una videocamera, ha postato il suo video su internet e – a poco a poco – è diventato un mito della rete. Ha fatto del suo entusiasmo un marchio di fabbrica, e oggi l’azienda fattura 60 milioni di dollari.
Titolo:
“Buttati! Ora o mai più. Trasforma la tua passione in soldi
”
Autore: Vaynerchuk Gary
Editore:Sperling & Kupfer
Mio commento: sono 150 pagine fatte benissimo, una specie di “Padre Ricco, Padre Povero” per l’online business ma più sintetico!!
Un altro testo utile per mettersi in proprio online oppure in modo tradizionale e facendoli entrambi con il cuore (e non per fuga ) è il seguente:
“La chiave di svolta
”
Autore:Seth Godin
Editore:Sperling & Kupfer
Recenzione:
Questo libro ci insegna quello che nessuna scuola e nessun corso di formazione sono in grado di fare: in un mondo profondamente cambiato, dove i vecchi ruoli professionali hanno perso significato, tocca a te prendere in mano il tuo talento, cogliere l’occasione giusta e diventare “la chiave di svolta”. Il primo libro «motivazionale» di Seth Godin: una vera rivelazione.
Mio commento: davvero rivoluzionario, non a caso lui è Seth Godin, un guru del nuovo marketing!!
Poi ovviamente fra il dire e il fare c’è in mezzo il mare!!
Ma se si è generosi di natura, questo è il libro per mettere a frutto nel migliore dei modi la propria generosità!!!!
Per chi non lo è manco lontanamente: moooolto lavoro da fare e luuuungo lavoro da fare!!!! Ma a piccoli passi, se pò fà!!
Ciao!
Fab
Andrea
Grazie per i libri suggeriti.
Conosco entrambi gli autori per fama; per quanto riguarda Vaynerchuk è indubbiamente IL guru del business online. Non sapevo avesse scritto un suo libro.
Grazie!
Fab
Dimenticavo:
ho letto anche il nuovo libro:
“Wwworkers, i nuovi lavoratori della rete
” di Giampaolo Colletti, Gruppo24ORE.
170 pagine, 18 euro.
Mio commento:
rispetto a tutta la pubblicità che gli è stata fatta, nà mezza delusione!!
Anche perchè sul sito http://www.wwworkers.it , le case history ci sono e il libro si limita a offrire a carissimo prezzo qualche spunto in più!!
Insomma io al posto suo e a quel prezzo, avrei cercato di offrire qualcosa di meglio!!
Poi ovviamente: de gustibus …!!
Ciao!
Fab
Fab
Ciao Andrea,
grazie delle risposte!!
Comunque il link che ti avevo segnalato, mi era stato segnalato da Tim Ferriss !!
E’ nel suo libro che hai commentato in questo post!!
Comunque fra il libro di Vaynerchuk e quello di Seth Godin che ho segnalato, ho preferito quello di Seth Godin!!
La filosofia di business sottostante è più segnificativa anche se ovviamente molto impegnativa!!
Ciao!
PS però a una domanda non hai risposto!!
Never mind!!
Già hai dato tanto e dai tanto col tuo Blog!!
Congratulations!!
Fab
Ciao Andrea,
dimenticavo il link sul OBM, oltre a essere segnalato nel libro di Tim Ferriss, è anche il sito di riferimento per gli OBM in USA e il suo fondatore è:
Tina Forsyth
Author of Becoming an Online Business Manager
Founder of the International Association of Online Business Managers
Ciao!
PS in un bel Blog del genere come potrebbe venire in mente di segnalare links anche lontanamente spammosi? A me no di certo!!
Però capisco che è capitato e quindi le tue precauzioni!!
Fab
Ciao Andrea,
a parte Vaynerchuk Gary, guru del business online, in USA c’è un esperto di business online ( ancora di più di Gary anche perchè partiva più favorito!! ) di origini francesi che ha un suo sito e vale la pena dargli un’occhiata.
Non è minimamente spammoso e siccome penso che ti possa e possa interessare i frequentatori del tuo blog, ti invio il link:
http://www.fabricegrinda.com/
E’ stato anche business consultant for McKinsey & Company.
Comunque se hai progetti di business online internazionali e per i quali ci vogliono capitali di un certo tipo, ti puoi rivolgere anche a lui visto che è un angel investor di un certo standing!!
Fra i links all’interno del suo sito, ne ho trovato uno, la cui tematica si addice per il tuo Blog:
http://www.fabricegrinda.com/happiness/happiness-summarized/
Ciao!
Fab
Andrea
Grazie Fab,
si non preoccuparti, adesso non è che sia fissato con lo spam.. però, visto che a volte ci provano, preferisco prevenire.
Grazie.
Canni
scritto male, patetico, scontato, farcito di banalità e semplici norme di buon senso….tutto quel volete e che in parte condivido.
Ma voglio portarvi la mia esperienza personale. Per me questo è stato due anni fa il libro del risveglio. L’ho letto in un momento particolare e di certo ero più che predisposto ma senza dubbio mi ha dato il la per iniziare una nuova fase della mia vita. una nuova stagione che mi sta portando a cambiare gradualmente i paradigmi che avevo assunto fino ad ora. Sono un piccolo imprenditore per il quale questo libro ha avuto un grosso valore terapeutico
Mauro Bertolino
Caro Andrea e cari amici, sono nuovo del blog. Gli ultimi libri che ho letto sono proprio quello di Ferris e appena prima quello di Harv Eker “I segreti della mente milionaria”. Be’, dopo alcune letture del genere vi sottoporrei una domanda, noi che siamo della categoria “proviamo a migliorare”: ma tutti questi libri non ci hanno fatto ancora capire che dentro di noi sappiamo esattamente quello che dovremmo fare? Sono o no un appiglio per poter andare a dormire e dire “cavolo, ma qualcuno ce l’ha fatta davvero”?
Bene leggere, bene crederci, ma ragazzi, se non si da il massimo….be’ io credo che sia proprio questo il messaggio.
Un caro saluto a tutti e complimenti per il blog che da un sacco di input positivi.
Andrea
Caro Mauro,
mi capita spesso di ripeterlo… leggete meno libri di crescita personale e mettete in pratica i consigli. Paradossalmente, per cambiare vita basterebbe leggere 1 solo libro (buono) di crescita personale, ma poi applicarlo senza remore.
A presto e grazie del commento.
Andrea.
Ivan
Anche questo mi tocca ordinarlo online! Quando cercavo la via del guerriero di pace era finito, e ora che è arrivato hanno finito questo! E’ un complotto! Comunque mi incuriosisce molto questo libro, anche se da come si presenta questo tizio sembra un dio in terra!
Moreno
E’ uno dei libri i cui contenuti mi hanno cambiato la vita. Certo, non è un romanzo di Tolstoj, ma lo spirito di cui è infarcito, e la forma mentis che “può” generare, è senza dubbio di alto valore.
Per quanto riguarda ll tema del Location Independent, forse conoscerai Lea Woodward, probabilmente colei che ha coniato questo termine. Ha una guida molto interessante, tradotta in italiano dal sito italians in fuga, che aiuta a fare maggiore chiarezza, per coloro che desiderano diventare dei locator independent (acquistata e letta).
E poi, tra poco, uscirà anche il mio articolo, che tratterà questo tema, anche a me molto caro. ;)