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Leadership: le 7 leggi del potere che un leader non può ignorare

Avere una posizione di leadership (o inseguirne una) richiede il rispetto delle regole fondamentali del potere. In questo articolo ti spiego quali sono.

leadership

“La leadership è l’arte di far desiderare agli altri di aiutarti a realizzare ciò che tu desideri.”

D. Eisenhower.

Se segui EfficaceMente da un pochettino saprai che a 18 anni mi sono avvicinato al mondo della crescita personale grazie ad un libro ricevuto in regalo da un imprenditore: “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie.

Il testo di Carnegie è una lettura obbligatoria per tutti coloro che desiderano sviluppare la propria leadership personale e creare relazioni di valore con colleghi, partner, clienti e collaboratori.

Molti però non sanno che sugli argomenti leadership e potere sono stato influenzato anche da un altro testo. Un testo molto controverso, che mi è stato prestato da uno dei miei primi mentori quando ero ancora uno stagista in PwC.

Se il libro di Carnegie può essere paragonato alla “Via della Forza”, questo secondo libro appartiene senz’altro al “Lato Oscuro”

Il lato oscuro della Leadership

Si tratta di un libro estremamente ricco di contenuti, che ripercorre la storia del potere, da Sun Tzu a Casanova, passando attraverso le gesta di Alessandro Magno e la corte del Re Sole.

Ma cosa ancor più interessante, si tratta di un libro che è in grado di distillare millenni di intrighi, lotte e scontri epici per il potere in un insieme di leggi pratiche (e a volte decisamente spregiudicate!).

Sto naturalmente parlando delle “48 Leggi del Potere” di Robert Greene.

Trovare l’edizione italiana non è facile e se anche ci riuscissi, ti troveresti a dover digerire un bel mattoncino di 7-800 pagine. Per questo motivo, delle 48 leggi, ho pensato di riportati in questo articolo quelle che reputo le 7 più importanti, regole che nessun vero leader (o chi aspira a diventare tale) può ignorare…

Legge #1: Non mettere mai in ombra il maestro

Leadership: non mettere mai in ombra il tuo maestro

Il miglior modo per bloccare la tua ascesa al potere è quello di mettere in ombra, o peggio in cattiva luce, il tuo maestro o mentore.

Potresti trovarti in questa situazione anche involontariamente: se ad esempio ti pavoneggi troppo per far colpo sui tuoi superiori, questi ti vedranno come una potenziale minaccia e faranno di tutto per ostacolarti.

Cerca al contrario di non perdere occasione per mettere in buona luce un tuo superiore e per riconoscerne l’autorità. Quando i tempi saranno maturi, sarai premiato.

Galileo Galilei dimostrò di conoscere molto bene questa legge quando, in cerca di fondi per le sue ricerche, dedicò la scoperta delle quattro lune di Giove a Cosimo II de’ Medici, affermando, non senza astuzia, che i quattro satelliti rappresentavano il Gran Duca di Toscana e i suoi tre fratelli, mentre Giove raffigurava il padre Cosimo I.

Legge #4: Non parlare mai più del necessario

“Il silenzio è una delle argomentazioni più difficili da confutare.”

J. Billings.

Quando cerchi di impressionare gli altri con le parole, più parli e più ordinario appari; più parli e con più probabilità dirai qualcosa di stupido.

Le persone di potere, al contrario, sono spesso in grado di esercitare il proprio carisma pronunciando poche parole, selezionate con cura.

Il silenzio può essere inoltre un’eccezionale strumento per esercitare la nostra forza di volontà (ti spiego come in questo articolo).

Legge #8: Fai in modo che siano gli altri a venire da te

Quando costringi gli altri a venire da te (e non viceversa), sei tu ad avere il controllo e avere il controllo significa avere potere.

Se sono infatti gli altri a cercarti, tu sei nella posizione di dettare le condizioni.

Ricorda poi che essere un leader significa mantenere l’iniziativa (to lead = guidare). Obbliga quindi i tuoi oppositori a mettersi sulla difensiva e a reagire alle tue mosse.

Legge #9: Vinci con le azioni e non con le discussioni

Leadership: vinci con le azioni e non con le discussioni

Qualsiasi vittoria tu ottenga attraverso una discussione sarà sempre un vittoria di Pirro.

Il risentimento che l’altra persona proverà nei tuoi confronti avrà la meglio su qualunque argomentazione logica tu sia in grado di mettere sul tavolo.

È molto più efficace dimostrare la validità delle tue argomentazioni attraverso le azioni. Insomma, lascia che siano i fatti a parlare per te e non le tue parole.

Se vuoi davvero esercitare la tua leadership evita di entrare nelle fila degli “spiegatori”.

Legge #10: Evita gli infelici

“Non lamentarti delle cose che non sei disposto a cambiare.”

Anonimo.

Spesso sentiamo il dovere di ascoltare chi si lamenta di continuo, riversando sul mondo intero la propria sfortuna ed infelicità. Lo facciamo perché vogliamo comportarci da bravi amici, figli, fratelli, ma la verità è che sopportare questi continui piagnistei non aiuta né chi si lamenta, né chi quelle lamentele le subisce (ho spiegato nel dettaglio il perché in questo post del gruppo Facebook).

Le interminabili frigne degli altri sono come virus: ci infettano e ci trascinano verso il baratro.

Nel tuo percorso di crescita personale evita sempre gli infelici e i frignoni.

Se poi te ne ritrovi uno davanti allo specchio ogni mattina, significa che stai commettendo almeno uno di questi quattro errori.

Legge #34: Comportati come un Re

L’opinione che hai di te stesso influenza profondamente l’opinione che gli altri hanno di te.

Non so se ci hai mai fatto caso, ma a me ha sempre sorpreso notare come carismaleadership e confidenza trasudino da certi individui molto prima che questi ricoprano posizioni di potere.

Insomma, se vogliamo essere trattati come Re, dobbiamo comportarci come tali ancor prima di diventarlo.

Questa, oltre ad essere una delle regole fondamentali per accrescere il nostro potere personale, è anche uno dei principi chiave per rafforzare la nostra autostima.

A pagina 170 del mio manuale APP – Autostima Passo Passo spiego nel dettaglio una tecnica pratica basata proprio su questo principio e tra le più efficaci per migliorare la fiducia in te stesso.

Legge #43: Conquista il cuore e la mente degli altri

Leadership: conquista il cuore e la mente degli altri

Obbligare gli altri o imporre l’autorità dettata dal nostro ruolo è senza dubbio il peggior modo per esercitare la nostra leadership.

Per guidare un gruppo nella direzione verso cui vogliamo andare, dobbiamo essere in grado di conquistarne il cuore e la mente.

Il cuore proponendo loro una visione più grande di quanto abbiano mai sognato. La mente indicando in modo chiaro qual è la strada per realizzare quella visione.

Per far sì poi che ogni componente del gruppo sposi la nostra causa senza riserve, non dovremmo mai dimenticarci di far leva sulle ambizioni e sulle paure del singolo individuo.

Cosa devi ricordare di questo articolo sulla leadership

Mi auguro che questo articolo ti sia piaciuto, ma mi auguro soprattutto che si rivelerà utile nella tua carriera e in generale nella tua strada verso il successo.

Questi sono i punti chiave che devi tenere a mente:

  • Il potere è un’amante capricciosa. Se ne rispetti le regole lo potrai accrescere, se non lo farai, ti sfuggirà via.
  • Fare sfoggia delle tue abilità con i tuoi superiori può essere un’arma a doppio taglio. Non mettere mai in ombra il tuo maestro, anzi approfitta di ogni occasione per riconoscerne la superiorità.
  • L’abbondanza di parole non fa altro che sminuire il nostro potere. Prediligi il silenzio e lascia che siano gli altri a riempire con la fantasia ciò che non dirai.
  • Costringi gli altri a venire da te, se necessario usa l’inganno: ti ritroverai immediatamente in una posizione di vantaggio per contrattare.
  • Limita al massimo gli scontri verbali. Anche se ne uscissi vincitore, l’altra persona continuerebbe a provare risentimento nei tuoi confronti. Dimostra il tuo punto di vista attraverso le azioni e non attraverso le argomentazioni.
  • Evita infelici e frignoni come la peste.
  • Fake it, till you make it. Comportati da subito come la persona che desideri diventare.
  • Ricorda che un vero leader è colui che si fa seguire dagli altri, non colui che è costretto a trascinare gli altri.

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In concomitanza con la pubblicazione di questo post, ho inviato agli iscritti di EfficaceMente il link per scaricare la lista completa delle 48 leggi del potere di Robert Greene. Se già ricevi le mie email controlla pure la tua posta elettronica.

Se invece non sei ancora iscritto, puoi scaricare subito (a gratise!) questo bel documentino che ti ho preparato, cliccando qui.

Non condivido tutte le leggi proposte da Greene, ma anche se non siamo d’accordo su qualcosa non significa che quel qualcosa non funzioni. Per questo è importante comunque conoscere e studiare queste regole del potere. Se non fosse altro per difenderci quando vengono usate contro di noi ;-)

A me non resta che salutarti e augurati una settimana da… leader ;-)

Ps. non dimenticare il report con la lista completa delle 48 leggi del potere di Robert Greene! Per scaricarlo ti basta iscriverti gratuitamente ad EfficaceMente usando il pulsante arancione qui sotto (se sei già iscritto non serve fare una doppia iscrizione: ti ho già inviato il link per il download):

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A presto. Andrea.

Foto di Kenishirotie

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  • Ambra Bertozzi

    Andrea, questo sì che è forte!
    Meriterebbero un approfondimento i punti “constringere gli altri venire da te” e “farsi seguire e non trascinare”. Mi chiedo come ci si possa riuscire! Ci fai un articolo per la prossima settimana? :P

    • Chissà, magari ne riparleremo in qualche futuro articolo… qualche chicca a riguardo da condividere ce l’ho ;-)

    • follettoibleo .

      Se crei valore gli altri ti cercano

  • Stefania

    Vista la premessa mi aspettavo di trovare chissà che regole ciniche ed invece mi sembrano tutte assolutamente chiare e ovvie. Riuscire poi a metterle in pratica è un’altra storia certamente.

    • Diciamo che nel post pubblico ho messo le più… condivisibili. Leggi pure il report gratuito dove le ho raccolte tutte, poi ne riparliamo ;-)

      • Ilaria Cardani

        Ce l’ho in inglese quel libro, un mattone incredibile, concordo, per giunta scritto piccolino e non l’ho mai letto se non a spizzichi e bocconi anche perché alcune leggi sono da far accapponare la pelle e confesso che a parte un gusto per l’orrido (peraltro notorio) non suscitano più di tanto entusiasmo. Poi alcuni passaggi non sono nemmeno tanto logici, molto opinabili. Ti dirò Andrea, come fai presente tu, anch’io lo ritengo un distillato di regole alla Machiavelli e anche di “leggi del potere” del mondo classico, più “dritte” per la manipolazione che si possono trarre da fatti storici e romanzi classici noti, da Le Relazioni Pericolose fino ai I Promessi Sposi e Il Padrino.
        Ciò detto trovo interessantissima la regola sul fare in modo che gli altri vengano a te: è una basilare regola della seduzione che molte donne vogliono ignorare convinte che ormai ci sia la parità dei sessi e che anche loro abbiano il “diritto” di fare il primo passo, credendo di poter “entrare in controllo” della situazione. Invece si entra in controllo solo quando ci si fa cercare. E in molte avrebbero grande vantaggio dall’applicare questa regola :). Grazie per lo spunto “laterale”.

      • Ah, sul tema potere e seduzione si apre un mondo: spesso anche lo stesso Greene ne parla e se non sbaglio ci ha scritto un intero testo a riguardo.

      • Ilaria Cardani

        Sì s’, il “famigerato” L’Arte della Seduzione, altro agile testo ;) . Nel libro che citi tu nell’articolo – non ce l’ho sotto mano per verificare – se non ricordo male spiega anche come entrare nelle grazie di un uomo ricco e potente usando gli esempi (immoralissimi) delle favorite di Luigi XIV. Beh, seduzione e potere sono le due facce della stessa medaglia, da trattare entrambe con cautela. Nel senso che vanno comprese approfonditamente. Sai cosa? Sempre come fai notare giustamente tu (mica ti voglio mettere in ombra ;)) credo che il senso della lettura di questi testi, del tuo articolo, della visione di certi film e serie televisive che rappresentano il potere, sia proprio quello di “insegnare” il minimo necessario di cinismo a chi ne è sprovvisto, proprio con lo scopo di smascherare inganni e manipolazioni. Quella di smascherare inganni e manipolazioni è una competenza sempre più importante nel mondo contemporaneo, in cui non si si può affidare a regole certe ma sempre di più solo alla propria capacità di adattamento e di comprensione del reale. Per questo mi è piaciuto, a maggior ragione, il tuo articolo.

      • Stefania

        Ok!

  • Osva Meda

    Mi piace tantissimo l’ultima:
    “Conquista il cuore proponendo loro una visione più grande di quanto abbiano mai sognato. La mente indicando in modo chiaro qual è la strada per realizzare quella visione”
    Ho anche occasioni per metterla in pratica, alcuni clienti demoralizzati e troppo passivi che si stanno un po’ perdendo. Comincerò subito a lavorarci, ripasserò anche la regola del Vinco-Vinci per essere prontissimo!
    Grazie Andrea!

  • Leonardo

    Che ci piaccia o non ci piaccia, la regola n1 è fondamentale… Attaccare il capo, o peggio mostrarsi superiori a lui, ce lo farà prendere prima in odio e poi (se lo stesso è uno squalo e non ha un carattere docile) ci farà terra bruciata intorno…
    Raga le regole da millenni sono le stesse, rispetta gli altri, fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te… E non lo dicevo certo io ma una Persona nata 2000 anni fa…

  • Von Calypso

    essendo iscritta alla newsletter ho potuto scaricare anche il regalino e sono d’accordo con Andrea: sono davvero le più condivisibili quelle che ha pubblicato!
    Purtroppo le altre le ho sempre viste fare dagli altri e ne ho pagato spesso le spese e penso di non essere l’unica. Questo fa si che, a parte pochi con molto pelo sullo stomaco, la maggiorparte delle persone possa avere rigetto verso certe regole e il concetto di potere stesso…e io credo che non ci sia nulla di male nel non voler ingannare il prossimo per il proprio vantaggio.

    Sono più vicina al modo di vedere di Dale Carnegie (che mi sono letta) anche se anche lui a tratti mi ha dato una sensazione di manipolazione, credo che molte delle 48 regole del report siano per un mondo di squali e che gli effetti li vediamo oggi. Credo anche che se il potere fosse distribuito meglio tutte le persone starebbero bene e in pace col prossimo piuttosto che perennemente in guerra e diffidenti.

    Perchè se c’è una cosa che non viene menzionata nelle 48 leggi è che il leader è anche lui un essere umano ed è spesso in una situazione di assoluta solitudine e non si tratta di una solitudine “buona”: quella che scegli per occuparti di te e rigenerarti: insomma anche un leader è una persona che ama avere tutto sotto controllo, che ha emozioni e dubbi e avrebbe bisogno di amici con cui confidarsi, solo che non si può fidare di nessuno, men che meno degli amici…

    La serie televisiva House Of Cards comunque è un buon esempio di applicazione di queste regole… direi dalla prima all’ultima.

    • Sì, come detto, qui nell’articolo pubblico ho condiviso le mie 7 preferite, con quello che è il mio adattamento.

      Quelle originali di Greene sono decisamente più spregiudicate.

      Questo però non significa che le possiamo ignorare o che possiamo limitarci a sperare in un mondo fatto di arcobaleni ed unicorni.

      Credo che ci siano tratti della natura umana che esistono dalla alba dei nostri tempi e che perdureranno fino al tramonto della razza umana.

      Il nostro compito è indagarli, neutralizzarli quando vengono usati contro di noi e sfruttarne (alcuni) a nostro vantaggio per portare avanti le cause in cui crediamo.

      • Von Calypso

        claro que si! concordo con tutta la tua risposta. Direi che vale la pena iscriversi per poterle leggere tutte. Appunto per difendersene.

  • Molto istruttivo questo articolo, e anche il report con le altre regole. In passato io ho infranto involontariamente molte volte la regola n.1. Mai con l’intenzione di mettere in ombra qualcuno, ma solo per eccesso di zelo. Sono sempre stata molto ingenua e l’ho pagata cara. Mi ero sempre detta che sul lavoro dovevano esistere delle regole implicite che io non conoscevo e per questo mi mettevo sempre nei guai. Ma non avevo idea che qualcuno invece le avesse codificate così bene :)

  • Francesco Nieri

    Leggo il tuo blog ormai da qualche anno e lo trovo sempre di grande ispirazione. La procastinazione putroppo non mi consente di seguire alla lettera tutti i tuoi consigli ma ogni volta che leggo la tua newsletter mi sento carico di energia per affrontare la giornata. Quindi ti volevo ringraziare di cuore per quello che fai e per la passione con cui lo fai. Buonagiornata

  • Giuseppe

    Woww davvero interesante!! Sono d’accordo con te Andrea perché, in fin dei conti, tutto ruota sul concetto di padronanza di sé, fiducia delle capacità e concretezza nei fatti.

    Infatti credo che molte persone, quando cercano un consiglio per ottenere un risultato, molto spesso vanno a cercare aiuto da chi sta più incasinato di loro e così, invece di tornare con una soluzione nuova tornano con un problema in più sulle spalle.

    Ottimo per la concretezza nello scrivere e l’originalità del contenuto Andrea!

    Quindi un altro consiglio che mi sento di dare è: “se vogliamo ottenere risultati e vogliamo essere leader o persone di successo, allora andiamo ad imparare da chi ha ottenuto risultati concreti, visibili e replicabili”

    Sembra scontato, ma non lo è affatto.

    Alla prossima :)

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