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Ciao, buon lunedì.

Da piccolino, intorno ai 4 o 5 anni, ogni volta che accompagnavo mia Mamma al mercato di Filottrano (il paesino delle Marche dove sono nato e cresciuto) finivo sempre per trascinarla nel negozio di giocattoli.

Lo ricordo ancora, si chiamava Brugnoli.

Arrivati lì davanti, mettevo in atto la più evoluta strategia di persuasione infantile conosciuta dal genere umano: le frigne.

Nonostante il mio notevole impegno “frignone”, devo dire di non aver mai avuto particolare successo nel convincerla.

Ad eccezione di una volta.

Presa per sfinimento, un giorno mia Mamma mi fece la tanta agognata domanda:

Va bene Andreuccio, cosa vuoi prendere?“.

E io, prontamente risposi:

Tutto, voglio tutto Mamma!”.

Ricordare questo episodio mi strappa sempre un sorriso.

Ho voluto però parlartene per un motivo ben preciso.

Stavo infatti ripensando a tutte quelle volte in cui ho rimandato la sveglia, ho saltato un allenamento, ho procrastinato un impegno.

In ognuna di queste occasioni una vocina si è insinuata tra i meandri della mia mente, una vocina lamentosa ed insistente, una vocina maledettamente simile alle frigne di quel bambino di 4 o 5 anni che voleva tutto e subito!

Ecco…

Se non r

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