Ciò che è facile, è stupido.
Ok, questo lunedì mattina partiamo così… belli strong! 😃
C’è un motivo però, promesso…
Qualche tempo fa su LinkedIn, ho condiviso una mia riflessione sulla proliferazione di post scritti con l’intelligenza artificiale e senza alcun tipo di rielaborazione o tocco personale.
Sia chiaro, lungi da me atteggiarmi a luddista: negli ultimi due anni abbiamo integrato l’utilizzo avanzato dell’AI in tantissimi processi di EfficaceMente e sindromi virali permettendo 😅, non vedo l’ora di rilasciare ai nostri abbonati la masterclass “AI Accelerator“.
Ciò che criticavo, però, era la “sciattezza” con cui certe persone utilizzano questi strumenti, senza un minimo di impegno o creatività.
Non a caso una delle obiezioni che ho visto ripetuta più spesso nei commenti si può sintetizzare così:
“Conta l’idea, l’AI serve per facilitare, velocizzare e rendere più immediata la scrittura!”
Ecco, questa ricerca compulsiva della scorciatoia e della strada facile e veloce, mi ha riportato alla mente una massima di Charlie Munger:
“Non dovrebbe essere facile.
Ciò che è facile, è stupido.”
Il leggendario socio di Warren Buffet la usò per la prima volta in rifer
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