Ci sono due giovani pesci che stanno nuotando in mezzo all’oceano.
Ad un certo punto incrociano un pesce più anziano che arriva dalla direzione opposta.
Il pesce anziano li saluta e dice loro: “buongiorno ragazzi, com’è l’acqua questa mattina?”.
I due giovani pesci sorridono, ricambiano il saluto e proseguono per la loro strada.
Ad un certo punto, però, uno di loro si gira verso l’altro e gli dice: “cosa diavolo è l’acqua?!“.
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Inizia così uno dei più celebri discorsi ai laureandi del saggista americano David Foster Wallace (poi ripreso e ampliato nel libro “Questa è l’acqua“).
La morale è semplice:
“Le realtà più importanti della nostra vita sono quelle che spesso riusciamo a vedere meno.”
…e non perché siano misteriose o indecifrabili, ma perché ci siamo talmente immersi e da talmente tanto tempo, da non accorgercene più.
Secondo Wallace, l’oceano più vasto in cui non ci accorgiamo di essere immersi è l’insieme delle “impostazioni di default” della nostra mente:
- Le nostre abitudini.
- Le nostre convinzioni.
- I nostri giudizi e pregiudizi.
- Le nostre reazioni impulsive.
- Le storie
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