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Ciao, buona settimana.

In questa puntata della newsletter del lunedì di EfficaceMente parliamo di pinguini… 

pinguini nichilisti 🐧

(Ti prometto che tra qualche minuto tutto questo avrà un senso 😅. Continua a leggere).

Nelle ultime due settimane è tornato virale un video tratto da “Encounters at the End of the World”, documentario del 2007 diretto dal regista Werner Herzog.

Nello spezzone ripreso da molti account social si vede un pinguino staccarsi dal gruppo e iniziare a camminare da solo verso le montagne dell’Antartide.

But why?” è la domanda che si fa e fa allo spettatore la voce narrante del documentario: “ma, perché?

Perché…

Invece dell’istinto di sopravvivenza.
Invece della sicurezza del branco. 
Invece del richiamo del cibo.

…lui ha scelto l’ignoto?

Molti hanno letto questo gesto come l’atto romanticonichilista controcorrente di chi sceglie di non conformarsi, di mollare tutto e intraprendere la propria strada, anche se apparentemente irrazionale e piena di insidie.

Ecco, questa narrazione romanzata che è stata fatta sui social non dice nulla sul pinguino, ma dice molto su di noi.

Quel pinguino probabilmente era malato edisorientato. Senza la sua colonia, senza fonti di cibo, senza riparo, è andato incontro a morte certa.

Eppure quella scena, riproposta in mille salse in mille reel e TikTok, ha toccato una corda profonda di milioni di persone.

Perché tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo sentito il bisogno di staccarci dal branco, di uscire dal coro, di essere la “pecora nera“.

Vedere quel pinguino lasciarsi alle spalle il “gruppo” e le scelte dettate dalla società, ci fa sentire capiti.

Perché in fondo, noi vorremmo essere quel pinguino.

Perché ci sono giorni in cui vorremmo davvero mandare tutti al diavolo, liberarci dalle zavorre delle aspettative e delle responsabilità e poter finalmente viaggiare verso l’ignoto.

Il successo del meme del “pinguino nichilista” racconta lo spaccato di una società che oggettivamente non ha mai avuto tanti agi e comodità, ma soggettivamente sente il bisogno di fuggire da doveri e responsabilità.

Questo meme, però, ci racconta anche qualcos’altro…

È molto più semplice mettere mi piacecommentare o ricondividere la scena romanzata e resa epica di un povero pinguino disorientato, piuttosto che fare davvero i conti con quello che non va nella nostra vita.

Continuare a scrollare e passare a quello che sarà il prossimo meme in tendenza è solo un modo per nascondere le nostre emozioni e i nostri bisogni sotto il tappeto dell’inconscio.

Se vogliamo che le cose cambino davvero nella nostra vita dobbiamo risvegliarci dall’effetto anestetico del consumo compulsivo di contenuti e iniziare a generare reale trasformazione nella nostra esistenza.

Da cos’è che sentiamo il bisogno di fuggire?
Qual è il branco che vogliamo abbandonare?
Qual è la montagna che ci chiama?

Se il meme del pinguino ha risuonato con noi, dobbiamo avere il coraggio di rispondere sinceramente a queste domande, ma soprattutto dobbiamo avere il coraggio di iniziare ad agire, di iniziare a dirigerci verso quella fott*ta montagna.

…altrimenti arriveremo al termine della nostra vita avendo consumato decine di storie e racconti di chi è uscito dal branco, senza però aver mai avuto il coraggio di uscire dal perimetro asfittico del nostro giardinetto del comfort.

Quale avventura stai rimandando, mentre vedi la tua vita scrollare via?

A lunedì prossimo,

Andrea Giuliodori.

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