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Ciao, buon lunedì.

Da alcuni mesi ho deciso di concludere la mia doccia quotidiana stando almeno 2 minuti sotto l’acqua gelata.

No, tranquillo, non sono impazzito! :-D

Esistono numerosi studi sui benefici ​​​​delle “cold showers” (le “docce fredde”) e la terapia del freddo è recentemente tornata alla ribalta, anche grazie a personaggi come Wim Hof.

Eppure la mia scelta non è dettata (solo) da motivazioni salutiste.

Quei 2 minuti al giorno sotto l’acqua gelata sono per me soprattutto un allenamento mentale, una vera e propria palestra per la mia forza di volontà.

Ho infatti odiato ogni singola doccia fredda fatta finora e ogni giorno, prima di girare la manopola verso il blu intenso, la mia mente inizia a fare decine di razionalizzazioni:

  • “Dai, oggi non è il caso, sarà una giornata pesante, ti meriti almeno la coccola di una doccia calda”.
  • “Alla fine puoi ottenere gli stessi benefici anche se non le fai proprio tutti, tutti i giorni”.
  • “Magari oggi la facciamo tiepida, che dici?”

Queste razionalizzazioni evita-doccia-fredda sono un ottimo esempio di quella che Steven Pressfield chiama la “Resistenza“, ovvero quella forza cosmica che opera costantemente in contrapposizione alla nost

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