Nei giorni passati ho condiviso sui nostri canali social questa immagine:

Beh, di questo acronimo, c’è stata una parola che non è piaciuta proprio ad alcuni utenti!
Riesci ad indovinare qual è?
Eh già, quel “sacrifici” ha fatto storcere il naso a più di un commentatore.
Nella nostra società, il termine “sacrificio” ha ormai acquisito un’accezione negativa. Alcune persone direbbero che si tratta di un’espressione… “tossica“.
Ma è davvero così?
Per quanto avessi dei seri dubbi all’epoca, in realtà le lezioni di latino al liceo scientifico hanno avuto la loro utilità 😅
Il termine “sacrificio” deriva infatti dall’unione delle parole latine “sacrum” e “-ficium” (verbo “facere“).
Sacrificio significa quindi, letteralmente: “rendere sacro.“
Ogni volta che facciamo dei sacrifici per qualcosa o qualcuno a cui teniamo, che sia una persona, un progetto o un obiettivo, gli stiamo dando valore, ne riconosciamo la sacralità e l’importanza nella nostra vita.
Rinunciare alla seconda porzione di tiramisù è un sacrificio che rende sacra la nostra scelta di rimetterci in forma.
Smettere di fumare è un sacrificio che rende sacra la nostra scelta di tutelare la nost
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