Ciao, buon lunedì.

L’altro giorno ho condiviso nel gruppo di EfficaceMente questa frase del filosofo Baruch Spinoza:

“Essere ciò che siamo e divenire ciò che siamo capaci di divenire è l’unico scopo della vita. Non si piange sulla propria storia, si cambia rotta.”

La frase contiene un’apparente contraddizione.

Come possiamo accettare il nostro essere e, al contempo, lavorare sul nostro divenire?

Pensa al seme che dà vita ad un maestoso albero.

Le informazioni genetiche dell’albero sono già presenti in quel seme, da questo punto di vista, il seme è già l’albero.

Serve però tempo, acqua e sole perché quel seme manifesti l’albero nella realtà materiale.

Lo stesso vale per noi esseri umani: dobbiamo innanzitutto prendere consapevolezza di ciò che siamo veramente (“essere ciò che siamo“), ovvero un miracolo della natura che ha al suo interno il potenziale della grandezza.

Una volta acquisita questa consapevolezza non possiamo però sederci sugli allori, ma dobbiamo curare il nostro seme con “tempo, acqua e sole“, affinché quel potenziale si concretizzi (“divenire ciò che siamo capaci di divenire“).

Questo è il reale significato della frase di Spinoza e mi auguro che ti accompagnerà per il resto della settimana.

A lunedì prossimo.

Andrea Giuliodori.

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