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32,2 km al giorno (ovvero il segreto del successo)

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori - newsletter inviata il 18 Marzo 2019

Ciao, buon lunedì.

Oggi ti porto a fare un viaggio…

Immagina di partire con un tuo amico per l’avventura della tua vita: la traversata a piedi degli Stati Uniti.

Quasi 5.000 km dall’Oceano Pacifico all’Oceano Atlantico, attraversando deserti, catene montuose e sconfinate pianure.

Partite entrambi dalle soleggiate spiagge di San Diego e vi date appuntamento al faro di West Quoddy Head, nello stato del Maine.

Avete infatti deciso di intraprendere il viaggio in solitaria, ognuno al proprio ritmo.

Preparando il percorso, tu decidi di seguire un passo costante, completando ogni giorno 32,2 km (20 miglia).

Il primo giorno arrivi appena fuori San Diego. Il secondo giorno fai altri 32,2 km. Il terzo giorno ti addentri nel deserto che si estende tra la California e l’Arizona.

Fa un caldo del diavolo, più di 40°, e tutto quello che vorresti è riposarti al fresco di un’ombra, ma vai avanti, finché non completi i tuoi 32,2 km quotidiani.

Lo stesso fai nei giorni seguenti.

Man mano che ti addentri nell’entroterra statunitense, il clima inizia a rinfrescarsi, un piacevole venticello soffia alle tue spalle e potresti tranquillamente percorrere anche 40-50 km al giorno, ma risparmi le energie e continui con il tuo passo costante.

Arrivi sulle montagne del Colorado e ti ritrovi in mezzo ad una tempesta di neve e vento, con temperature ben al di sotto delle zero.

L’idea di startene rintanato nella tua tenda è molto allettante, ma decidi comunque di alzarti: hai davanti a te 32,2 km di camminata, non uno in meno.

Raggiungi finalmente le grandi pianure: è primavera e cammini circondato dai profumi della natura.

Il tuo passo è leggero, macini chilometri senza fatica, ma rimani comunque focalizzato sul tuo obiettivo: 32,2 km al giorno, non uno in più.

Tempo qualche settimana a passo costante e finalmente scorgi il faro di West Quoddy Head illuminato da un glorioso tramonto.

Ce l’hai fatta, sei arrivato alla tua meta.

Tornando indietro di qualche settimana…

Il giorno della partenza, quando siete entrambi ancora a San Diego, il tuo amico sceglie invece di non seguire un piano prestabilito, ma piuttosto di organizzarsi di giorno in giorno, in base alle sue condizioni fisiche e alle condizioni meteo.

Eccitato dal viaggio che lo aspetta, il primo giorno percorre più di 60 km, arrivando da subito ai confini del deserto.

Il giorno dopo si sveglia esausto e completamente zuppo di sudore: decide di aspettare che le temperature scendano; recupererà nei giorni successivi.

Continua con questo ritmo erratico man mano che si sposta lungo gli Stati Uniti occidentali: quando le condizioni sono buone, percorre decine e decine di chilometri, quando le condizioni sono cattive, rimane rintanato nella sua tenda a lamentarsi.

Poco prima di arrivare in Colorado, approfitta di una bella giornata per fare quasi 75 km, ma viene travolto da una tempesta di neve a fine giornata, quando è ormai distrutto dalla stanchezza.

Si ammala e rimane nella tenda per diversi giorni, in attesa che le sue condizioni e quelle meteo migliorino.

Quando la primavera finalmente arriva, indebolito e frastornato, inizia a scendere verso le grandi pianure.

Non riesce neanche ad arrivare a Kansas City quando scopre che tu lo stai già aspettando al faro di West Quoddy Head.

Scoraggiato prosegue la sua marcia raggiungendoti dopo parecchi giorni.

Il principio della marcia della 20 miglia

Questa storiella di fantasia è ispirata ad un passaggio del libro “Great by choice” di Jim Collins, in cui, tra le altre cose, viene spiegato il principio della marcia delle 20 miglia (32,2 km).

Collins e i suoi colleghi, per anni hanno analizzato centinaia di aziende alla ricerca dei fattori critici di successo che distinguono le aziende eccellenti, da quelle appena mediocri.

Da queste analisi è emerso che la capacità di rimanere focalizzati su un singolo obiettivo misurabile e portarlo avanti con costanza, nonostante le avverse condizioni esterne, è indubbiamente uno degli elementi che più fanno la differenza tra gli individui, i team e le aziende che hanno uno straordinario successo e gli individui, i team e le aziende che invece rimangono indietro.

Che tu sia uno studente, un professionista o un imprenditore, se vuoi davvero realizzare i tuoi obiettivi più ambiziosi, non puoi lasciarli alla mercé delle tue condizioni interne (es. motivazione), o di quelle esterne (es. un imprevisto inaspettato).

Se continuerai ad impegnarti in maniera erratica, alternando maratone di studio / lavoro a prolungati periodi di fancazzismo, distrazione e svogliatezza, ti ritroverai continuamente esausto e in ritardo.

Scegli piuttosto la tua marcia delle 20 miglia, ovvero rimani focalizzato su un preciso target quotidiano che possa avvicinarti costantemente al tuo traguardo, e impegnati a raggiungerlo ogni santo giorno, nonostante tutto e tutti.

  • Scegli quanti pomodori studiare ogni giorno e completali costi quel che costi.
  • Scegli quanti chilometri correre ogni mattina e macinali sia che piova, sia che splenda il sole.
  • Scegli quanti clienti contattare ogni giorno e non lasciare l’ufficio finché non avrai fatto l’ultima telefonata.

Il punto è che…

Non possiamo controllare i nostri professori.
Non possiamo controllare i nostri colleghi.
Non possiamo controllare i nostri clienti.
Non possiamo controllare i nostri concorrenti.
Non possiamo controllare il meteo.
Diamine, non possiamo controllare neanche i nostri pensieri!

…ma possiamo controllare le nostre azioni e possiamo decidere su cosa scegliamo di impegnarci ogni maledetto giorno.

Scegli quindi la tua marcia delle 20 miglia e svegliati ogni mattina consapevole che qualunque cosa accada tu percorrerai quei fottuti 32,2 km, non un metro in meno.

Buona settimana.

Andrea Giuliodori.

 

Ps. Mi auguro che la newsletter di oggi ti sproni a ritrovare focus e costanza; se però senti il bisogno di passare al livello successivo, di moltiplicare i tuoi risultati ed imparare finalmente a gestire il tuo tempo come una vera macchina da guerra, ho una buona notizia per te.

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Voglio partecipare al pre-corso introduttivo di Crea Tempo (clicca qui)

Ti aspetto a bordo,

Andrea.

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