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Questa te la devo raccontare.

Qualche tempo fa, mentre facevo delle ricerche per un progetto di EfficaceMente, mi imbatto in questo studio del 2009 dei ricercatori del Max Planck Institute for Biological Cybernetics:

Souman, J. L., Frissen, I., Sreenivasa, M. N., & Ernst, M. O. (2009). Walking straight into circles. Current Biology, 19(18), 1538–1542.

Scopo della ricerca: verificare se effettivamente le persone che si perdono tendono a “girare in tondo“, come spesso riportato in film e libri di avventura.

Per condurre questo esperimento, gli scienziati tedeschi hanno preso dei volontari, li hanno lasciati in mezzo ad una fitta foresta e hanno dato loro una semplicissima indicazione: camminate quanto più possibile in linea retta.

Risultato?

Nessuno dei volontari ci è riuscito.

Non solo, le tracce gps hanno evidenziato come i partecipanti, privati di chiari punti di riferimento, abbiano iniziato a “girare in tondo” in ripetute occasioni:

Dopo aver escluso numerose ipotesi (anche attraverso un secondo esperimento condotto nel deserto del Sahara), i ricercatori sono giunti alla seguente conclusione:

Deviare da un percorso rettilineo è il risultato dell’accumulo di “rumore” nel nos

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