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Infelicità: i 4 errori che stai commettendo se ti senti infelice

Siamo convinti che essere infelici sia qualcosa che ci accada. In realtà scegliamo di esserlo ogni volta che commettiamo questi 4 errori.

infelice

“Niente e nessuno può renderti infelice, a meno che tu non glielo permetta.”

E. Roosevelt.

Sei infelice? No, sei un salame!

Oh, cicciobello! Non siam mica qui a farci il vento in faccia con lo stuzzicadenti! Sì è vero, in questo periodo non sprizzo gioia da tutti i pori, ma salame lo dici a qualcun altro! Capito mi hai?!

Se può consolarti, allora siamo due salami.

Anche per me queste ultime settimane sono state dettate da frustrazione, delusione ed insoddisfazione.

In poche parole: infelicità.

Ma la sostanza non cambia: siamo entrambi dei salami, perché essere infelici è una nostra scelta.

Sì, hai letto bene.

Siamo noi a scegliere, più o meno consciamente, felicità o infelicità; ed ogni volta che commettiamo uno dei 4 errori di cui ti parlerò in questo post, di fatto stiamo dicendo a noi stessi: “voglio essere infelice“.

Nello specifico, in questo articolo vedremo:

Bene, partiamo!

Prima di vedere le 4 trappole dell’infelicità (e come evitarle), vorrei convincerti del fatto che l’infelicità non è qualcosa che ci accade, ma piuttosto qualcosa che scegliamo.

Il modello ERE: ovvero perché scegliamo di essere infelici

Scommetto che se ti chiedessi perché sei infelice, sapresti esattamente che risposta darmi:

  • magari è per via dei soldi.
  • magari il problema è il lavoro frustrante (o peggio assente).
  • forse hai problemi con lo studio e sei rimasto indietro con i tuoi esami universitari.
  • ah no, aspetta, ho capito: problemi di cuore!

Soldi, lavoro/studio e amore sono generalmente al centro dei nostri pensieri e sono spesso causa della nostra infelicità: o almeno è quello di cui siamo convinti.

Sia mai che le cose vadano storte a causa nostra! Naturalmente è sempre colpa (in ordine): della crisi, del professore/capo bastardo, di quello str**zo/a del mio/a ex. Giusto?! Sbagliato…

Siamo convinti che ad ogni evento segua inevitabilmente una nostra emozione.

Ma non sono gli eventi a scatenare le nostre emozioni… sono le nostre personali reazioni ad essi a determinare cosa proveremo.

Il modello ERE dice esattamente questo: ogni evento origina una reazione; ogni reazione dà vita ad una determinata emozione.

Il modello ERE

Se vogliamo avere il controllo sulle nostre emozioni, in primis la felicità, dobbiamo innanzitutto prendere consapevolezza delle nostre reazioni (rileggiti il post sulla consapevolezza).

Uhm… interessante questo modello ERE. Devo ammettere, André, che non mi suona del tutto nuovo, ma così è spiegato molto bene. Solo una domanda: ma che min**ia sono queste reazioni?!

Le reazioni sono l’insieme dei pensieri e delle azioni con cui rispondiamo ad un determinato evento esogeno (ahhh! che soddisfazione, erano almeno 5 post che volevo utilizzare il termine “esogeno“! Il prossimo articolo è il turno di “sinergia” :-D).

Tornando a noi, se sei infelice dipende dai tuoi pensieri e dalle tue azioni.

In definitiva, come ti dicevo, è una tua scelta.

Esistono, in particolare modo, 4 reazioni errate alla base dell’infelicità. Se le conosci, le eviti.

1. Le tue aspettative non sono in linea con la realtà

“Felicità = Realtà – Aspettative.”

Tom Magliozzi.

Gran parte della nostra infelicità è legata alle aspettative.

C’è chi sostiene che per essere felici dovremmo abbassare le nostre aspettative.

Non sono d’accordo.

Preferisco portare la mia realtà allo stesso livello delle mie aspettative; o meglio, preferisco che la mia realtà superi di gran lunga le mie più rosee aspettative.

Se sei d’accordo come me, allora smettila di concentrarti sulle tue aspettative ed inizia a focalizzarti sulla realtà.

Questo significa spostare il focus dai risultati che otterrai in un ipotetico domani, alle azioni che devi compiere oggi stesso.

Non puoi avere il pieno controllo sui risultati che otterrai tra 1, 2 o 5 anni, ma puoi sempre decidere cosa farai oggi per ottenere quei risultati.

Ma vediamo la motivazione/re-azione #2:

2. Sei un frigno-frignonis

“Se hai tempo per lamentarti, hai tempo per cambiare ciò di cui ti lamenti.”

A.J. D’Angelo.

Scegliamo di essere infelici ogniqualvolta ci comportiamo da frigno-frignonis.

Lamentarci continuamente, infatti, non fa altro che accrescere il nostro senso di insoddisfazione e frustrazione.

Pensi davvero di poter cambiare il tuo stato d’animo focalizzandoti continuamente su ciò che non funziona?

In bocca al lupo…

Io ti propongo un approccio più efficace: ricordi quando ti ho detto che la vita è un’arancia?

Se in questo momento uno degli spicchi è fonte di frustrazione, smettila di accanirti su di esso.

Lascialo da parte per qualche settimana, concentrati su quegli “spicchi” che stanno andando alla grande: quando tornerai ad occuparti dello “spicchio problematico“, lo potrai fare con nuove energie (e nuove idee).

3. Hai l’autostima di un bradipo nano

“Credi nei tuoi sogni per realizzare te stesso. Credi in te stesso per realizzare i tuoi sogni.”

Anonimo.

Non è un caso che chi ha scarsa autostima tenda anche ad essere infelice.

Gli insicuri, più di chiunque altro, mettono in atto reazioni errate di fronte agli eventi esterni:

  • Si preoccupano ossessivamente di ciò che pensano gli altri.
  • Sono terrorizzati dai fallimenti.
  • Ripensano continuamente ai loro errori del passato e ai pericoli del futuro.

Gran parte della tua felicità deriva dalla capacità di credere in te stesso; ed ancora una volta, credere di più nei tuoi mezzi è una tua responsabilità.

Molti sono convinti che l’autostima si accresca con il successo ed il denaro: io ho parlato di autostima, non di palloni gonfiati.

La vera autostima non deriva infatti dagli status symbol, ma da una radicata convinzione di poter affrontare qualsiasi situazione ti si presenti.

Questo tipo di sicurezza la si può maturare solo grazie alla pratica quotidiana: perché non inizi ad applicare almeno una di queste 16 strategie rafforza-autostima.

4. Sei un procrastinatore seriale

“Se oggi non stai vivendo i tuoi sogni è perché ieri hai deciso di rimandare a domani.”

Andrea Giuliodori.

Ammettilo, in questo post speravi di cavartela senza un accenno alla procrastinazione?!

Mi spiace deluderti, ma se dopo più di un anno di bombardamento continuo non hai ancora capito che smettere di rimandare a domani è la chiave di volta del tuo percorso di crescita personale, beh… dovrei darmi seriamente all’ippica :-D

Siamo infelici, eppure non siamo minimamente sfiorati dall’idea che forse (dico forse) solo grazie all’azione possiamo davvero cambiare la nostra attuale situazione.

Ci ritroviamo così a procrastinare bellamente, indulgendo in distrazioni e falsi piaceri.

Sai che ti dico, se vuoi continuare a raccontarti balle, accomodati: è la tua vita.

Se invece sei stanco di buttare le tue giornate nel cesso, se ne hai le scatole piene di infelicità, frustrazione e insoddisfazione, insomma, se vuoi davvero dare una svolta alla tua vita: impara, una volta e per tutte, come smettere di procrastinare.

Conclusioni

Ogni volta che ti sentirai frustrato, demotivato ed infelice, spero ti ricorderai di questo articolo, ma soprattutto spero ti ricorderai che puoi avere il controllo delle tue emozioni, che puoi scegliere le tue reazioni e prendere in mano il timone della tua vita.

Buona settimana. Andrea.

Foto di jasohill

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  • Leonardo

    Ottimo aricolo Andri, mi piace soprattutto il punto 1!

    “..o meglio, preferisco che la mia realtà superi di gran lunga le mie più rosee aspettative.”

    • Ciao Leo, con la scusa del fuso americano sei sempre il primo a commentare!!! Grazie!
      Non avevo dubbi che ti sarebbe piaciuto il primo punto ;-)

  • Giesse

    Andrea, ci ragionavo l’altro giorno. Il modello mi è venuto semplificato. EVENTO -> PERCEZIONE. L’obiettivo era aiutare una persona nell’analisi di una situazione lavorativa. Ottimo spunto il tuo. Quasi la scomposizione della percezione in reazione ed emozione. Grazie

    • Prego!

      Il modello ERE è quello che preferisco per interpretare determinati fenomeni.

      Andrea.

  • Pamela

    Grazie Andrea, leggere i tuoi post il lunedì mattina è sempre un ottimo stimolo a non mollare!

    • Ciao Pamela,
      grazie a te del commento.

      Andrea.

  • Silvia

    Ciao Andrea, una bellissima settimana anche a te! :-) Sono perfettamente d’accordo con il fatto che siamo artefici della nostra felicità. Coraggio di essere onesti con se stessi(difetti/qualità) ed essere orgogliosamente se stessi (scusa la ripetizione) in ogni situazione sicuramente contribuiscono a darci quella sensazione di benessere interiore che qualche volta chiamiamo felicità :-) Silvia

    • Ciao Silvia,
      il tema della responsabilità personale è un tema su cui insisto molto. Per quella che è la mia esperienza è proprio quando si smette di incolpare il “fato”, gli altri o l’universo intero che le cose cominciano a cambiare (in meglio ;-).

      Andrea.

  • Silvia

    Io ho dei problemi di cuore…. anche questi ci volevano!!!! adesso mi ritrovo single mio malgrado… e ti toglie veramente tutta la voglia di andare avanti. Io non so se dipenda da me o cosa ma è così difficile… soffrire per amore è una cosa che non augurerei nemmeno al peggiore dei miei nemici (o forse sì..)perchè è il peggio del peggio.

    • Lucia

      Ciao Silvia, so cosa provi, ci son passata qualche anno fa, ma poi dopo un anno di autoflagellamento ho veramente imparato ad apprezzare la vita da single, la tua felicità sei tu, non chi ti è accanto. Si dipende troppo dall’idea di una relazione a tutti i costi senza cogliere i lati positivi dello stare con sè stessi! E poi in fondo se ci pensi bene, se chi ti era accanto ora non c’è significa che non è più la persona giusta per te, volta pagina e vai avanti, la vita è tua non di una presupposta metà! Quando sarai single per scelta allora si che troverai la persona “giusta”, perchè solo allora sarai libera veramente di scegliere senza vincoli di dividere la tua vita con qualcuno.

      • Cara Silvia, non saprei davvero cosa aggiungere alla risposta di Silvia.

        Andrea.

    • Corrado

      Chi sta bene da solo/a poi sta bene anche con gli altri, anzi se prendi il bicchiere mezzo pieno vedrai che lo stare assieme prenderà in futuro un sapore diverso e migliore … Fidati

    • george

      Prosegui nel tuo cammino con nuove forze,troverai un nuovo amore ,perche’ lo stai aspettando,sorridigli quando lo incontrerai ….ed anche lui ti sorridera’ ,e percorrete assieme un nuovo sentiero,che Vi portera’ alla felicita’ …..

  • Secondo la mia opinione la più grande trappola per la propria felicità è quel meccanismo mentale che viene definito la “FELICITA’ DELEGATA” ovvero quando noi deleghiamo la nostra felicità a qualcosa di esterno a noi.

    Quando avrò la macchina nuova allora sarò felice…
    Quando avrò l’ iphone 9 allora sarò felice…
    Quando sarò promosso allora sarò felice…
    Quando sarò famoso allora sarò felice…

    Si entra in una specie di circolo vizioso perché quando raggiungiamo il nostro obiettivo la nostra felicità non è proporzionale con le nostre aspettative (se ne parla anche nel punto 1).

    Dobbiamo uscire da questo schema deleterio e portare la consapevolezza su un concetto fondamentale:
    “LA FELICITA’ E’ QUI ED ORA!!!”

    • Bravissimo Fabio: questo punto l’ho messo sotto forma di Realtà ed Aspettative, ma il concetto di “felicità delegata” rende molto l’idea.

      Andrea.

    • Silvia

      Grande, Fabio hai proprio ragione… Dovremmo essere noi stessi prima di tutto disposti a sentirci felici, in ogni momento!:)

    • Andrewmala88

      sono completamente d’accordo con te Fabio. Non bisogna delegare la felicità qualcosa di esterno, ma ciò non deve incidere sul fatto che cmq bisogna porsi degli obiettivi nella vita e dare il massimo per raggiungerli.
      Ad ogni modo secondo me essere felici è stare bene con se stessi, sentirsi liberi e trovare energia in ogni cosa che si fa.
      Tuttavia mi rendo conto che è uno stato difficile da raggiungere,ci sono sempre periodi in cui non ti senti in questo stato e lì bisogna essere bravi a ripristinarlo.
      Inoltre secondo il mio punto di vista, la felicità è legata anche alla novità: bisogna essere bravi a circondarsi di un ambiente stimolante e cercare di guardare le cose con lo stupore del bambino che le vede per la prima volta (facile a dirsi…)
      Detto questo, tornando al discorso di FABIO, senza dubbio la felicità è qui ed ora (bisogna vederla !)

  • Chiara

    Che bello questo articolo! A me capita frequentemente di sentirmi infelice perché quello che mi aspetto non coincide con la realtà. Grazie per avermi ricordato che è ai piccoli progressi che devo guardare e non focalizzarmi esclusivamente sui risultati. Ammetto che fare ciò mi é difficile in quanto è come se corressi sempre avanti col pensiero perdendomi tutti i passi avanti che sto facendo perché per me conta solo il risultato finale. Tra l’altro sono anche un bersaglio facile del virus frigno frignonis e quindi ho familiarità con l’infelicità. Ora so che articolo rileggere e mettere in pratica quando inizierò a lamentarmi e a collegare la felicità ad eventi futuri senza ricordarmi del fatto che é una mia responsabiltà sentirmi felice.

    • Bene Chiara,
      mi fa piacere che l’articolo abbia fatto centro.

      Andrea.

    • Andrewmala88

      In teoria secondo me la cosa migliore è non aspettarsi nulla prendendo cicosì tutto ciò che viene per buono, ma allo stesso tempo sudare per raggiungere degli obiettivi che ci poniamo…il fatto è che sembrano due cose che cozzano tra di loro ma credo che l’equilibrio tra le due cose si possa raggiungere !

  • Veronica

    Grazie per questo stupendo articolo! Poco tempo fa ho avuto la dimostrazione che focalizzarsi troppo su un obiettivo genera il risultato opposto delle nostre aspettative. Non trovate che ci sia da aggiungere un altro fattore all’infelicità, cioè essere circondati dagli stronzi?! Oh non fatemi passare per frignona eh! ;)

    • Ciao Veronica, indubbiamente le persone possono influenzare profondamente il nostro stato d’animo. Ma ancora una volta… è una nostra scelta: in ultima analisi siamo noi a scegliere di chi circondarci o come reagire al loro comportamento (modello ERE).

      Andrea.

  • Gabriele

    Andrea, tu non hai idea di quanto i tuoi articoli mi stiano aiutando. Grazie :)

  • sabner

    il probelma non è il problema ma il tuo attaggiamento verso il problema :)

  • Claire

    Buongiorno a tutti, buon inizio di settimana … una nuova, splendente, eccezionale settimana!
    … ho esagerato? :P
    Oggi sono felice!
    Non è sempre così e non è che vada proprio tutto bene, ma la verità è che accigliarmi per quello che non va non risolve i problemi, muovere il cuBo e fare qualcosa invece è più probabile che si riveli utile.
    Inconsapevolmente sto proprio seguendo la “tecnica” dell’arancia, sono quindi felice per quello che funziona, ma soprattutto per quello che sto facendo funzionare, sì perchè lo sto facendo io!
    E la sensazione è notevole.
    E comunque, osservare dall’alto della felicità e dell’ottimismo (leggasi positivamente) quello che nonostante tutto non funziona (ancora!) lo posiziona meglio, insomma, la felicità è una lente colorata e ci fa vedere ogni cosa con luce migliore.
    E’ come ridipingere qualcosa o arieggiare un locale …

    Vado a farmi una tazza di tè e mi godo il panorama innevato dalla finestra – per la serie: i piccoli (grandi) piaceri della vita.

    Sperando che i tuoi giorni a venire siano più felici,
    grazie!
    Claire

    • Mi piace molto la metafora della lente colorata Claire.
      Andrea.

      • Monica

        è vero, la metafora lente colorata è la sua!!!

  • stefano

    Sul punto 3 voglio il copyright ! :-) stai parlando esattamente di me.

    • Il bello è che in molti miei articoli (diciamo tutti?) parlo di me: di come sono o come ero. Mi ha sempre sorpreso come tanti altri lettori si identifichino perfettamente in questi atteggiamenti.

      Andrea.

  • GVB1978

    ciao andre…
    se ben ricordo la tua formula era anche contenuta in Resisto dunque sono. Libro che ho disgraziatamente regalato al mio ex… ma siccome quest’ultimo non lo voglio più vedere manco stampato…(l’ex), penso che me lo ricomprerò (il libro).
    Onestamente io mi sono sempre assunta la responsabilità di ciò che mi accade, nel bene e nel male. Anche se a volte è davvero abbastanza difficile non pensare che ci sia una sana dose di sfiga che si intromette. Tuttavia ecco resisto… e vado avanti.

    • Bellissimo il libro di Trabucchi; sì, se non sbaglio si parla del modello ERE anche lì.

  • luigi de seneen

    Buongiorno Andrea e Buongiorno a tutti i tuoi stimolanti seguaci,

    avevo dedicato il fine settimana alla lettura del libro di Robin Sharma “il monaco che….”
    Mi ha lasciato perplesso. Tanta roba interessante, ma tanta roba!
    Trova un momento per meditare, trova un momento per respirare, trova un momento per fare gli esercizi etc. etc.
    Invece il suggerimento efficace è quello che dai tu. Una chiave di lettura per tutti gli attimi e gli accadimenti della giornata.
    Compiere subito l’azione di prendere una decisione.
    Abituarsi a decidere velocemente la reazione in base alla emozione che vogliamo trarre da ogni evento.

    • Ciao Luigi.

      Concordo: il “romanzo” di Sharma è molto denso. A me piace molto, ma non tutto si riesce ad applicare in una giornata di 24h. Personalmente preferisco un approccio molto più pratico, tarato sulle mie giornate reali.

      Andrea.

  • Lucia

    Ciao Andrea.
    Che emozione questo post!!!!!!! Mi piacciono i tuoi scossoni, mi danno la forza di fare…. di agire….. sono cambiate molte cose da quando leggo il tuo blog….. aspetto con ansia il tuo articolo del lunedì… grazie per mettere a nostra disposizione quello che conquisti ogni giorno….
    P.S. mi fa strano sentire che ti sei sentito infelice nelle ultime settimane….

    • Ciao Lucia,
      non sono un robot: io sono il primo lettore del mio blog.
      Può suonare egoista, ma molti degli articoli che scrivo li scrivo anche per ricordarmi di non essere un frignone!

      A presto,
      Andrea.

  • mimì

    Ehm… mi chiedevo Andrea se in qualche modo te avessi sentito la mia coscienza quando nel mezzo della notte, ieri, mi sveglia bruscamente e mi dice: “se stai male devi capire che solo grazie all’azione puoi davvero cambiare la tua vita”…
    Ed effettivamente oggi sono di una tristezza che nemmeno Schopenhauer saprebbe fare meglio hehe…
    A parte gli scherzi, quest’articolo calza proprio bene con il mio inizio settimana, soprattutto i punti 1 e 4 li trovo molto molto calzanti per la motivazione della mia infelicità momentanea… E si momentanea perchè con la ramanzina che fai alla fine dell’articolo come si può continuare a buttare le proprie giornate nel cesso?
    Grazie Andrea, sei davvero in gamba.
    Buone cose!

    • Grazie a te Mimì per aver trovato il tempo per un commento.

      Andre.

  • maria grazia

    Bellissimo articolo. Complimenti x il blog nel suo complesso, lo seguo sempre e ogni volta mi dà tanta energia. Grazie.

    • Ne sono felice Maria Grazia!

  • Tony

    esogeno e sinergia straordinari!:)
    una bella sintesi sul come vivere felici complimenti:)

    • Eh eh eh… il vocabolario del consulente è uno spasso!

  • Gabriella

    Ho scoperto che… ho l’autostima di un bradipo nano! :-D ma dove le trovi certe analogie??
    Haha, comunque bell’articolo, come sempre offri importanti spunti di riflessione.
    I problemi di cuore sono veramente i più difficili, sono quelli che più mi hanno fatta stare male. Malissimo. Come posso affrontare positivamente il fatto di essermi innamorata e assolutamente non corrisposta? E non è la prima volta? XD Mi inventerò qualcosa.
    Buona settimana Andrea, spero che sia meno stressante per te di quella appena passata ;-)

    • Anni e anni di studi letterari Gabriella!!!

      Vedo che l’accenno ai problemi di cuore hanno fatto breccia. Non ho approfondito perché non sono la persona più adatta per parlarne ;-)

      • Ambrosia

        Ma dai, Andrea… Da te ci aspettiamo che tu possa parlare di tutto…

  • Matteo

    Ottimo e utile articolo, bravo;)

  • F.C.

    3. Hai l’autostima di un bradipo nano

    – Si preoccupano ossessivamente di ciò che pensano gli altri.
    – Sono terrorizzati dai fallimenti.
    – Ripensano continuamente ai loro errori del passato e ai pericoli del futuro.

    Questo ero io fino ad un anno fa, quando una bella crisi emotiva mi ha fatto capire diverse cose, mettendomi faccia a faccia con la realtà e le mie paure.

    Questo sono io adesso dopo tanto lavoro su me stesso:

    – Non mi preoccupo più di ciò che pensano gli altri, non mi privo di fare/dire nulla, nei limiti del decoro ovviamente :).
    – Non sono più terrorizzato dai fallimenti, fanno parte della vita, servono ad imparare, vanno presi con filosofia e per quello che sono: insegnamenti.
    – Non mi preoccupo più del futuro, quel che verrà verrà, e non ho alcun modo per prevederlo.

    Ho tralasciato questo:

    – Ripensano continuamente ai loro errori del passato.

    Non ci ripenso continuamente ma ammetto che non ho ancora del tutto fatto pace col mio passato, ci sto lavorando!

    Un grazie va ad Andrea, i suoi spunti sono stati molto importanti nel mio percorso, davvero, porto un piccolo esempio, ma avrei molto da scrivere, la procrastinazione, non fa più parte della mia vita da quando ho scoperto Efficacemente.

    Fabio

    • Ciao Fabio,
      sono sempre molto curioso e contento di leggere delle piccole grandi rivoluzioni personali di chi legge EfficaceMente.

      Andrea.

  • Mir

    Leggo sempre con piacere i tuoi articoli, per i contenuti e per lo stile :)))
    in questo articolo ci sono esattamente riassunti tutti gli aspetti che sto affrontando per cui mi colpisce ancora più di altri. vado bene sul 3 e sul 4…sul 2 così così….sul primo c’è ancora tanto da fare, ma ora che ci hai svelato il metodo ERE…mi cimenterò!

    a presto!

    • Ciao Mir,
      grazie molte per questo commento: apprezzato!

      Andrea.

  • Francesca

    Molto bello questo articolo, in generale ho trovato interessante tutto il tuo blog. Anche a me interessano molto gli argomenti di crescita personale, sono una grande appassionata di psicologia e mi piacerebbe fare un lavoro in cui utilizzare questa passione.
    In questo periodo sono molto infelice e depressa, faccio veramente fatica a tirarmi su il morale e a motivarmi. Penso di essere arrivata ad una vera e propria situazione di stallo esistenziale e tutto mi sembra grigio. Se dovessi intraprendere delle azioni per mutare la mia realtà sarebbero queste: lasciare il mio attuale compagno e cambiare lavoro. Decisioni non da poco, fortissime, eppure a volte non basta cercare di apprezzare le piccole cose quotidiane, a volte sono proprio le cose grosse che non vanno.
    Cambiare non è semplice, io poi sono una sostenitrice del “carpe diem”, penso che la felicità stia proprio nella capacità di cogliere l’attimo, o realizzi il tuo desiderio nel momento in cui ce l’hai oppure se lo realizzi anni dopo, non è più la stessa cosa. “I desideri non invecchiano quasi mai” canta Battiato, non sono affatto d’accordo, i desideri invecchiano eccome e se non realizzati nel momento giusto generano rimpianti.

    • Se dovessi intraprendere delle azioni per mutare la mia realtà sarebbero queste

      Se dovessi…? ;-)

  • Silvia

    Io vorrei rispondere a Francesca perchè è la stessa identica situazione in cui mi trovo io. Solo che il mio ragazzo mi ha anticipato chiedendomi una pausa dopo la quale abbiamo rotto. Ufficialmente siamo in pausa ma chissà quando e se torneremo insieme… invece per il lavoro mi sto impegnando per trovare la mia strada.
    Io ti voglio dire che il commento che hai appena scritto era esattamente quello che mi dicevo… alla fine se scavi dentro di te capirai che sono scuse… e lo sai anche te solo che non hai il coraggio di toglierti il vecchio guanto della tua vita, che seppur insoddisfacente, è comoda. Io ti dico: inizia a cambiare il lavoro intanto, fare tutto insieme può essere destabilizzante. E per il tuo compagno vedrai, non è detto che sia tutto da buttare, spesso una storia ha bisogno di un “tagliando”.
    in bocca al lupo.

    • Francesca

      Cara Silvia, grazie per la tua risposta, hai ragione su tutto, il più è avere il coraggio di togliersi quel guanto vecchio ma comodo.

  • concetta

    ciao andrea…io non sono felice, x niente direi, aggiungendo x colpa mia! è da un pò che ho iniziato a seguirti e sto cercando, anche se in maniera difficoltosa di sistemare un pò alla volta la mia vita, e spero un giorno di mettere un commento diverso sotto i tuoi utilissimi articoli..grazie!

    • Aspetto quel commento Concetta.

      Andrea.

  • Domenico

    Ciao Andrea, inizio col ringraziarti.
    Quest’articolo è davvero molto utile per chi non crede in se stesso abbastanza da poter realizzare i propri sogni.
    Io mi trovo in questa situazione per via della mia carriera universitaria. Trovo nel tuo articolo la spinta giusta per attivarmi, per far scattare quella molla che dia una svolta a tutto.
    I tuoi consigli, i tuoi suggerimenti li trovo molto adatti, continua così perché stai facendo un ottimo lavoro!

    Grazie ancora, spero di poter finalmente cambiar registro!

    • Ho notato una costante negli ultimi commenti a cui ho risposto: tutti vogliono cambiare, ma inevitabilmente iniziano “frignando” (senza offesa: quando mi ci metto, sono un gran frignone anche io). Il problema è che finché ci si lamenta, si vede sé stessi come vittime, non c’è possibilità di cambiamento.

      In bocca al lupo per la tua rivoluzione personale Domenico.

      Andrea.

  • Francesca

    Ciao Andrea, grazie della risposta, molto vero quello che dici, io sono nella fase del lamento e così è impossibile cambiare.

    Mi ha colpito molto il tuo blog e la tua attività, mi sembra che tu abbia avuto la mia stessa passione, ma sei riuscito a farla fruttare bene, per “fruttare bene” intendo metterla in pratica, realizzarla nella realtà, usarla. Ho sempre pensato che gli ingegneri sono avanti! Battute a parte, noto da sempre che chi ha fatto ingegneria è particolarmente bravo nel mettere le cose nella realtà, è pragmatico, fa.

    Come scrivevo prima anch’io ho la passione per la psicologia, il libro “Come trattare gli altri e farseli amici” l’ho letto a 14 anni e mi era rimasto impresso. Come far fruttare questa passione è già più difficile, è una costante della mia vita essere portata per le relazioni con gli altri, già a 20 anni in una prima esperienza di lavoro avevo notato che la psicologia del lavoro potesse essere la mia strada.

    Mi sono iscritta alla facoltà di psicologia come seconda laurea, ma ho abbandonato, lo studio accademico a 36 anni non fa più per me, devo trovare altri modi per utilizzare questa passione, modi più “pratici”, sul campo, non solo teoria.

  • angela

    Grazie per questo nuovo articolo..sempre interessante!
    Ti cito:

    “Il problema è che finché ci si lamenta, si vede sé stessi come vittime, non c’è possibilità di cambiamento.”

    quanto hai ragione ma quanto è difficile superare questa fase, ma non demordo… ormai ho cominciato questa strada per migliorare me stessa e non mollo!

  • Complimenti per l’articolo.

    Condivido pienamente il concetto che la felicità è una scelta.

    Talvolta, pensiamo di non meritarla… anche inconsciamente… e qui c’entra anche l’autostima: infatti, come sostiene Nathaniel Branden:
    “L’essenza dell’autostima è fidarsi della propria mente e sapere di meritare la felicità “

  • Tony

    problemi di studio e non so cosa fare, tanta motivazione ma pochi risultati

  • san

    Verissimo l’inglese o qualche altra lingua la puoi imparare studiando i vocaboli,per esempio 100 vocaboli che vengono più utilizzati nel linguaggio quotidiano.
    Io parlo già inglese, però ho comprato il libro impara l’inglese in un mese e mi sto divertendo molto.Sembra di leggere un fumetto.

  • Nora

    Ho scoperto oggi il tuo blog, è bello trovare uno spazio dove c’è scritto nero su bianco quello che sento e molto del mio vissuto. Ho seguito diversi corsi di sviluppo personale negli anni passati e qui ritrovo molto delle cose che ho imparato e che sono tuttora parte della mia vita.
    Da ex infelice ‘per scelta’ confermo tutto quello che dici! Quanto sarebbe stato utile leggerti allora!Ci ho messo un secolo allora a venirne fuori e a capire quello che dovevo FARE (appunto: fare!), ma forse è anche vero che ognuno ha il suo percorso da fare, senza scorciatoie :-)
    In ogni caso: grazie per questa piccola oasi di positività:-), tornerò a leggerti spesso,
    Nora

    • Mi fa piacere Nora,
      benvenuta.

      Andrea.

  • pietro

    ciao andrea sn pietro, da un paio di mesi seguo il tuo blog e devo dire che seguendo i tuoi consigli la mia vita è cambiata in meglio certo ci sn stati dei momenti no e ci sn tuttora ma mi sento in dovere di ringraziarti…Grazie….

  • Tiziana

    il terzo punto, quello sull’autostima, mi ha praticamente sconvolto! Purtroppo è la pura realtà per quanto mi riguarda. Sai quante volte mi son detta ‘dai, ce la posso fare. Se ce la fanno gli altri perché non dovrei farcela io?’..peccato che a questi attimi di positività seguono poi quelli realistici del ‘ma per favore! Dove vogliamo andare, tu sei tu..’ cioè non ce la faccio perché credo di prendermi in giro da sola dicendomi che ce la farò. Non so se rendo l’idea

    • marzia

      ciao!! condivido ogni punto del metodo ERE.. certo metterlo in pratica è una bella sfida che sicuramente pora ad ottimi risultati, ma per quanto mi riguarda vorrei aggiungere che quando tu senti questa forza ad agire per meigliorare te stesso e la situazione di cui ti lamenti e vorresti tanto condividerla con la persona che ami o perlomeno avere il suo appoggio e rispetto e invece vedi che proprio nn si interessa minimamente e anzi fa tanti discorsi per smontare tutto il tuo bel proggetto.. cosa faresti?? io mi sento così..frenata, delusa, avvilita, incompresa e in piu non mi sopporto perchè ho paura della mia Reazione, che già immagino ma sto trattenendo! quando ti rendi conto che tu per il prossimo faresti 100 e lui per te farebbe solo 40 li iniziano le domande..e le risposte quando arrivano?

  • albino

    con tutto il rispetto ma io credo che lei non abbia la benché minima idea di cosa sia la vita reale… Bisognerebbe immedesimarsi nelle persone infelici per capire quale sia il loro stato d’animo ma soprattutto quale sia il motivo della loro infelicità. La verità è che quando certe cose non ci toccano da vicino le minimizziamo perché tanto non sono un nostro problema…

    Rispetto le sue considerazioni ma francamente non le condivido.
    PS: la vita non è un parco giochi (cit.)

    • Ciao Albino,
      se ad un frignone viene tolta anche la leadership del pessimismo cosmico, non gli rimane più nulla, non c’è più nulla che lo definisca.
      Sto utilizzando termini volutamente ironici, ma esistono numerosi studi psicologici sulla depressione che dimostrano come l’approccio più efficace è quello adottato dai terapeuti che utilizzano volutamente il paradosso per riportare alla realtà il soggetto depresso.

      Hai perfettamente ragione, io non conosco la tua percezione della vita reale e da come me la descrivi… non mi interessa.

      A presto,
      Andrea.

      • estro

        hahahhaha sei proprio empatico con la frase: la tua percezione della vita reale non mi interessa! O_O

    • Claudio Villani

      La vita non è un parco giochi, ma nemmeno un cimitero!

  • albino

    mi scuso: forse, colto da un istantaneo momento di pessimismo cosmico, stato troppo irriverente. La mia percezione della vita reale è riassunta nella frase che ho postato nel messaggio precedente ovvero “la vita non è un parco giochi”… e ahimè di questo credo che tutti noi ne abbiamo le prove e i mass media non facilitano certo la situazione proponendoci, quotidianamente notizie poco piacevoli…

    • Ciao Albino, è esattamente questo il punto ed uno dei motivi per cui suggerisco caldamente una dieta mediatica. La realtà non è quella che ci viene dipinta dai mass media: le notizie che leggiamo nei giornali e vediamo in tv non sono la prova di un bel niente, ma solo la dimostrazione che focalizzando l’attenzione su disgrazie, crisi, omicidi, etc. distorciamo la nostra percezione della realtà. Non mi fraintendere: non sono un fautore del pensiero positivo a tutti i costi o altre minchiate new age. Sono per una percezione funzionale della realtà (che paroloni, provo a spiegarmi meglio).

      Per quanto possiamo sforzarci la nostra percezione della realtà è sempre soggettiva:

      – lo è perché è mediata dai nostri sensi
      – lo è perché la nostra mente fa necessariamente una cernita delle informazioni che assorbiamo
      – lo è perché fin da piccolini abbiamo imparato ad interpretare la realtà sulla base delle nostre convinzioni

      Assodato questo, io scelgo consciamente di plasmare la realtà a mio piacimento. Questo non significa negare l’evidenza, ma piuttosto focalizzarsi sugli aspetti funzionali ai miei obiettivi.

      Questo significa ad esempio che laddove in molti vedono la crisi economica io osservo un radicale mutamento del modo di fare business e guadagnarsi da vivere. Sono in crisi i vecchi modelli di business non l’intera economia (qui un interessante studio della mia società di consulenza sull’evoluzione delle top 100 companies negli ultimi 5 anni).

      Detto questo, Albino, comprendo che non tutti possiamo avere la stessa visione del mondo e va bene, fa parte del gioco. Io ho scelto un approccio che mi sta aiutando a realizzare i miei obiettivi, se il tuo è altrettanto efficace, chissenefrega, continua così. Se invece stai incontrando difficoltà, cambia.

      Cercare di avere ragione a tutti i costi l’ho sempre considerato uno sforzo inutile ;-)

  • Luigi des

    Ho trovato molto interessante questo scambio tra @Albino ed @Andrea! Una ottima occasione di approfondimento.
    Ognuno di noi attraversa dei momenti di personale senso di mancanza di efficacia.

    Più ci si allontana dalla possibilità di essere attori degli eventi, più questi divengono dominanti e caratterizzano il nostro tempo.

    Le persone come Andrea hanno assunto la missione di ricordarci continuamente tutto l’arsenale che ognuno di noi hai per vivere al meglio.

    Albino, certe letture ed approfondimenti servono proprio quando si fanno considerazioni come le sue.

    Se é su questo blog é perché é in cerca di chiavi di lettura.

    Le provi, quando vorrà potrà sempre tornare ai suoi vecchi schemi, saranno li ad attenderla.

    Vale sempre la pena sperimentare seriamente quello che ci incuriosisce

  • Marco

    mi spiace Andrea ma non penso sia come dici tu. Voglio dire, e` cosi` se per te e` piu` importante la felicita` qui ed ora. Se fosse cosi`uno potrebbe essere sempre felice solamente ascoltando la propria musica preferita. Voglio dire che manca un ingrediente fondamentale, ovvero il SENSO. Se il senso della tua vita e` la felicita`, beh auguri, perche` alla fine sei vuoto. Chi sono io? Sono forse una serie di emozioni? Allora perche` quando ascolto per ore la mia musica preferita, la sera mi sento come un idiota perche` ho sprecato il mio tempo? ero felice… insomma la felicita` e` oggi e domani. Un obiettivo e` qualcosa che appartiene al futuro. La tua risposta: il tuo obiettivo deve essere qlc che ti dara` la felicita` per tanto tempo. La mia: il tuo obiettivo deve tendere verso l`infinito, o qualcosa che tu fermamente credi sia infinito. Altrimenti un giorno ti svegli chiedendoti: perche` mi sono alzato sta mattina? per la felicita`? OGNI GIORNO, OGNI ISTANTE stando a quello che dici, posso essere felice. Ma allora perche` alzarsi dal letto? Noi tutti tendiamo verso l`infinito dicendoci: voglio essere felice. Ma la felicita` piu` delle volte e` quando sentiamo che noi e l`infinito siamo una cosa sola. Rinuncia al tuo corpo, alla TUA felicita`, ma cerca l`infinito, sempre. Queste sono le mie tre regole.

  • ciccio

    Ciao Andrea… prima di tutto, complimenti per l’articolo che ho trovato molto illuminante!
    Toglimi una curiosità: come fai a trovare il tempo per lavorare (se non erro lavori come consulente per una multinazionale?) e contemporaneamente rispondere alle domande che ti rivolgono i tuoi lettori?

    Ciao!

  • ciccio

    Il fatto è che oggi la felicità è sempre più condizionata al soddisfacimento di bisogni attinenti la sfera materiale… Forse rischio di uscire off-topic e di rifarmi al classico “luogo comune”, ma sinceramente trovo desolante che il successo dell’individuo sia determinato dall’aver raggiunto 3 cose, ciascuna delle quali sono l’una la conseguenza dell’altra:

    – ricchezza (il suo presupposto è la casualità e non la fortuna)
    – potere (che sarebbe una conseguenza diretta della ricchezza)
    – successo nella sfera sessuale (che sarebbe la diretta conseguenza del potere ma soprattutto della ricchezza)

    Sarà che io sono un idealista ma secondo me la felicità sta nelle piccole cose di ogni giorno che talvolta noi diamo per scontate.

  • Martina

    Falso.
    Questa teoria di cui ti sei impadronito sotto il nome di “reazioni”, non è altro che self-controll, inventato per primi dagli stoici…
    E come tu hai arbitrariamente (e pretenziosamente) ricondotto le reazioni negative a quelle quattro cause, io potrei addurne altre mille.
    Piuttosto, le nostre reazioni sono dettate dal subconscio, proprio per fattori esterni (esattamente quelli che additiamo come causa dello stress…), e prima o poi bisognerà lasciare sfogo al subconscio…
    Si può scegliere di “reagire” in maniera positiva (ignorando bellamente il subconscio) anche essendo dei bradipi frignoni, visionari, procastinatori provetti… questo dipende dal grado di coscienza (cioè consapevolezza) di ognuno.

    Io oggi sono infelice, non rispondo a nessuno di quei 4 punti (stando a te solo gli “sfigati” sarebbero infelici), e ho scelto la mia reazione nella piena consapevolezza dell’infelicità a cui mi avrebbe condotto. Masochismo? No. Rivolta del subconscio… vittoriosa.

    • Ciao Martina,
      grazie del commento.

      Mi spiace tu sia infelice: seguirò senza dubbio i tuoi consigli sulla felicità.

    • Claudio Villani

      Il mio subconscio mi ha appena suggerito di evitare di leggere queste stro…te.
      Non volevo essere scortese, ma è stata la spontanea reazione di rivoltamento del mio subconscio verso certe asserzioni a prevalere e a condizionare la mia risposta.

  • Alan

    Troppo semplice. Ci sono molti casi in cui si è infelici per cause che non rientrano nel tuo schema. Lasciamo perdere quelli ovvi di un lutto, di un carcinoma o di altre grosse disgrazie personali. Ti dico il mio: la consapevolezza di aver passato i 40 anni e di avere sbagliato tutto, per cui ho fallito su tutta la linea, mentre se avessi seguito una strada diversa adesso avrei tutto quello che desidero. Ricominciare? A un certo punto non hai più l’energia di farlo, semplicemente. Non credi più in niente. Il fuoco della passione è svanito. Non sewi più capace di coltivare illusioni, l’idea stessa di avere sogni o grandi traguardi ti ispira una risata sarcastica. Non solo perchè hai capito ormai cos’è il mondo. Perchè senti che non c’è più tempo. Hai avuto la tua occasione, l’hai persa… e ormai hai oltrepassato il culmine della parabola, sei entrato nella seconda metà della vita, inizi a guardare giù, e in fondo al tunnel non vedi la luce, solo il declino, e in ultimo la morte. E’ uno stato d’animo che chi non lo conosce non lo può comprendere. E chi lo comprende, non potrebbe certo pensare di contrastarlo con chiacchiere tanto superficiali. Qui non si tratta di autoconvincersi che si può ripartire come nulla fosse, come se invece di 45 anni se ne avessero ancora 20. Si tratta di fornire una diversa prospettiva, che dia un significato complessivo alla situazione apparentemente senza uscita in cui ci si trova. Qualcosa come far sorgere una fede (e lo dico da ateo). Solo questo può far rinascere l’energia. Altri rimedi non ce ne sono, e in questo articolo non vedo indicazioni utili in tal senso. Mi dispiace, ma nella lettura non ho trovato niente che potesse rinfrancarmi. Pazienza.

    • Ciao Alan,
      Concordo con te che quando descritto in questo articolo non possa essere omnicomprensivo, ma ti faccio una domanda…
      da quanto capisco in questo periodo sei infelice, o per lo meno giù di corda (“non ho trovato niente che potesse rinfrancarmi”); al contempo hai molte convinzioni su cosa sia la felicità e come possa essere perseguita, ma non sei disposto ad accettare vie alternative, come quelle discusse in questo articolo. La mia domanda quindi è: preferisci avere ragione o preferisci essere felice?

    • Claudio Villani

      Sembra che la tua consapevolezza di aver passato i 40 anni e di avere sbagliato tutto non sia stata sufficiente ad insegnarti dove hai sbagliato e quali siano stati gli errori che avresti dovuto evitare.
      Qui non si tratta di auto convincersi che si può ripartire come nulla fosse, è certo, dovrebbe essere proprio la tua esperienza di fallimenti a suggerirti cosa sia meglio fare per te, adesso, perché solo tu, e tu solamente, lo puoi sapere meglio di chiunque altro.

  • Alan

    Dobbiamo intenderci meglio. Non ho detto che le indicazioni fornite dal tuo articolo siano sbagliate in assoluto. Anzi, vanno benissimo, ma solo a determinate condizioni. Per esempio, se il soggetto infelice è un giovane che nutre aspettative irrealistiche (punto 1) tende a lamentarsi piuttosto che agire (2)non ha una personalità interamente formata, nè la conoscenza approfondita delle proprie potenzialità e dei propri talenti e quindi tende a sottovalutarsi (3) è pigro o si lascia influenzare dalle innumerevoli fonti di distrazione a cui siamo esposti ad ogni istante della vita quotidiana(4). Ma per una persona matura, che non ha nessuno di questi difetti, e però si è vista distruggere infinite volte i propri sogni per colpa propria o del destino cinico e baro (cambia poco) e ormai si trova in una situazione a cui è oggettivamente difficile rimediare, non ti offendere, sono solo discorsi superficiali e insipidi. Serve una ricetta adeguata al caso individuale, e non consigli generici, che NON costituiscono vie alternative (almeno nel mio caso: le mie aspettative non superano quelle di qualunque essere umano normale, non sono pigro, all’opposto mi dò da fare per quanto possibile, non ho problemi di autostima, solo, non posso far finta che le difficoltà che mi trovo di fronte siano superabili anche quando la realtà è che NON lo sono, e soprattutto non sono un frignone: che mi sia messo a commentare un post di un blog è per me un fatto eccezionale, e non è mia abitudine infastidire con nessuno con vani lamenti). Infine: cosa significa la scelta tra avere ragione e essere felice? Che una condizione alla felicità è dare torto a sè stessi, persino se le proprie condizioni sono fondate? Autoilludersi per caricarsi? Ancora una volta, è una formula forse adatta ai giovani, alla mia età può suscitare solo amare risate.

  • francesco

    ciao andrea,scusa,ma c’è qualcosa che non mi convince al punto 1!
    probabilmente fraintendo il messaggio,ma il punto è che se sposto il focus dai risultati alle azioni che devo compiere oggi,che cosa dovrebbe stimolarmi?
    mi spiego meglio..
    io mi immagino una realtà ipotetica futura che mi renderà felice qualora si realizzasse..le mie attività quotidiane le compio in vista di questo obiettivo (che disegno nella mia testa di continuo caricandomi di aspettative..è la mia benzina e quello che mi spinge ad agire)..ma se poi un domani disgraziatamente non dovessi raggiungere il risultato?
    ovvio,ci rimarrei male e sarei infelice..
    avrò fatto il mio percorso,mi sarò anche arricchito di esperienze..ma in definitiva nn sarei felice!
    capita spesso nella vita di tutti,chiaro,ma nonostante questo come faccio a non concentrarmi sulle aspettative se è questo che mi spinge a fare quello che faccio?
    ciao e complimenti per il blog che ho scoperto da poco,mi piace molto!

    • Claudio Villani

      Stai facendo un grossolano errore di prospettiva mettendo cioè la condizione di essere felice solo al raggiungimento di un lontano obiettivo futuro. Stai ipotecando tutta la tua vita presente in funzione di un futuro premio che otterrai solo a traguardo raggiunto e che tuo malgrado non potrà mai essere una certezza visto tutte le avversità che ti possono capitare da qui ad allora (amuleto in mano per chi ci crede) se nemmeno sei certo che sarai ancora vivo.
      Cosa ti impedisce dunque di poter assaporare momenti felici anche quotidianamente proprio mentre percorri la strada verso il poi?

  • Giulia

    Sono capitata qui digitando “infelice” su google, perchè mi sento profondamente infelice anche se la mia vita va bene, sono fortunata, ma infelice da un po’ di tempo. Questo articolo mi ha ricordato quello che avrei detto ad un infelice l’anno scorso (il più felice della mia vita).
    Grazie mille per questi spunti e complimenti per l’articolo e i commenti, tutti molto interessanti!

    • Ciao Giulia,
      sono felice (è proprio il caso di dirlo) che tu abbia trovato il post interessante, mi auguro che tu possa superare brillantemente questo periodo storto.

      Andrea.

  • Antonio

    Ottimo e utilissimo articolo.

    Grazie!

    Ciao
    Antonio

    • Grazie Antonio,
      a presto,
      Andrea.

  • volevo solo vedere se era giusto l’url da immettere per scrivere siccome prima avevo scritto un bel commento(anche lungo9 ma non l’ha inviato e si è cancellato a causa dll’url che non ho messo. mannaggia :)
    cmq già che ci sono ti volevo ringraziare perché nei momenti difficili e con scarsa motivazione molte volte i tuoi articoli mi danno l’ispirazione. ciao
    la prossima volta ti scriverò un commento più serio riguardo ad un altro articolo che ho lettto

  • Alessio

    Ciao Andrea.. Seguo il tuo blog da alcuni giorni ma gia mi garba. Ottimo articolo ma soprattutto mi piace la tua tecnica di comunicazione che con ironia porti a capire concetti tanto profondi quanto semplici! Grazie.

    • Ciao Alessio,
      innanzitutto benvenuto.

      Sì, ho scelto questo stile perché è quello che mi rispecchia maggiormente e perché credo che troppi di quelli che trattano di crescita personale cercano di prendersi troppo sul serio, non avendo uno straccio di competenze per farlo. Io ho sempre apprezzato chi ha alle spalle una seria formazione ed anni di esperienza, ma che allo stesso tempo è in grado di trasmettere la sua conoscenza anche ad un bambino di 4 anni. Nel mio piccolo cerco di ispirarmi a questo modello: non sempre mi riesce, ma mi fa piacere che emerga.

      A presto,
      Andrea.

  • luisa

    Ho problemi con lo studio.Sono indietro con gli esami e non sono mai soddisfatta di me..miro al perfezionismo. Come posso fare?

    • Claudio Villani

      Semplice: non mirare al perfezionismo

  • sel

    buonasera.. ciao andrea tu che hai una risposta a tutto..voglio sapere se hai una risposta anche x me! ho un problema con me stessa che nn riesco a risolvere.. fino ad un anno fa tutto andava bene nella mia vita..mi sentivo libera e felice cm una farfalla..ho sempre fatto dei lavoretti semplici che mi hanno aiutata ad avere la mia indipendenza… poi un anno fa ho perso il lavoro x crisi l’azienda dv lavoravo ha chiuso e cosi’ cm tante altre persone son rimasta senza lavoro.. cosi’ col mio ragazzo abbiamo deciso di aprire una panetteria pensando che il pane, il primo bene di prima necessita sarebbe’ andato sicuro bene..e cosi’ abbiam fatto… da precisare che lui un lavoro c’e’ l’aveva e ce’l ha ancora..abbiamo scelto il posto il marchio che volevamo avere cioe’ un marchio gia’ conosciuto nel nostro paese e nel giro di 40 giorni mi son ritrovata nella mia panetteria a dover tirare i conti con clienti ..fatture..ordini.. ecc… la prima settimana abbiamo avuto il boommm abbiamo lavorato tanto naturalmente era anche x la curiosita’ del vicinato!! questa panetteria e’ abbastanza fuori centro in una zona periferica del paese quindi nn molto trafficata.. abbiamo di fronte una scuola media e con essa che lavoriamo all’entrata e all’uscita dei ragazzii..fin qui’ tutto ok!! ora abbiamo appena compiuto una anno di attivita’ tante altre hanno chiuso in quest’anno e io son ancora qua’..ma questo nn mi basta x continuare.. le giornate sono lunghissime qui’ dentro nn passano mai..vengono poche persone al giono e ogni sera mi ritrovo a tirar i conti con tutta la robba che rimane.. grazie a dio in quest anno abbiamo coperto tutte le spese cm contributi luce affitto spazzatura e io mi son preso un piccolo badget mensile x poter campare … ecco ora ti chiederai e questa ora che vuole??? io sto male nn sono felice nn lo sono x niente nn sono soddisfatta del mio lavoro mi sento sempre sola quando sono qua’ dentro…io praticamente ogni mattina mi sveglio sempre triste sono triste xke’ alla fine nn si e’ rivelato quello che mi aspettavo..io arrivo qua’ dentro ogni santo giorno sistemo le mie cose dopo di che’ chiamo mamma o qualche amica piu’ intima x lamentarmi..lo faccio sempre ogni giorno e’ come una dipendenza..ho bisogno che qualcuno mi rincuori che mi dica che tutto andra’ bene..ho paura ho mille paure ma la paura piu’ grande e che questa attivita’ nn vada bene e che noi continuiamo a coprire le spese prendendoci quel po’ che ci da da mangiare senza mai potermi permettere una dipendente qualcuno che mi aiuti quando sto male o semplicemente che mi dia il cambio ogni tanto x riposarmi..praticamente io passo circa 13/14 ore della giornata chiusa qui’ dentro..nn ho giorno di chiusura escluso la domenica.. mangio malissimo perche’ quel po’ di tempo che ho il pomeriggio lo uso x dormire.. e in tutto cio’ nn ho grandi soddisfazioni..chiudo tutte le sere da circa un anno cn bene o male sempre gli stessi incassi in un anno e’ cambiato ben poco il giro di persone e’ sempre quello..il mio ragazzo continua a dire che va bene va bene cosi’ ma lui nn ci sta qua’ dentro tutto il giorno x veder con quale lentezza scorre la giornata ..e’ veramente deprimente..cmq io nn sto bene ho sempre questi pensieri negativi che mi frullano in testa tutto il giorno tutti i giorni vorrei tanto far un lavoro che mi renda felice xke’ purtroppo cn questo nn succede… all inizio pensavo fossero normali paure preoccupazioni nn dormivo la notte il mio pensiero era sempre qui’ ma ora dopo una anno nn e’ cambiato nulla io son sempre qua’ sempre nelle stesse condizioni ho questa piovra attaccata allo stomaco che nn scende..x mesi ho preso i fiori di bach contro le paure la solitudine le preoccupazioni persistenti sembravano aver funzionato ma poco si direbbe..ho paura che se perdo questo lavoro nn ho altre risorse ormai in giro si parla solo di licenziamenti..poi tutte le notizie di questo tipo che ascolto mi angosciano sempre di piu’ ho paura di ritrovarmi di nuovo nelle stesse condizioni di qualche tempo fa… uffaaaaaaaaaa nn so’ nn so’ perche’ mi prende cosi” nn riesco a pensare che anche se poco poco la mia attivita’ sta strampellando e anc he solo x quello devo essere felice..io la felicita’ posso dire di nn sapere cosa sia a solo 26 anni …nonostante son circontat da persone che mi vogliono bene; da due gentori che mi amano, da un fidanzato che farebbe di tutto x me ..tranne farmi mollare questo lavoro naturalmente.. xfavore aiutamiii a diventare una persona migliore ma soprattutto a vedere il lato positivo della vita xke’ io nn ci riesco…

    • Pier Paolo

      Ciao Sel, mi sento di consigliarti di trovare un modo intelligente e costruttivo per impegnare i tempi morti che hai in negozio, se li continui ad occupare lamentandoti con chiunque o rimuginando sulle tue paure, le preoccupazioni aumentano e starai sempre peggio.

      Leggiti dei libri ad esempio che trattino come osservare determinate problematiche da un punto di vista più positivo per trasformarle in occasioni di miglioramento: i cambiamenti che cerchi non te li può dare l’esterno, li devi SEMPRE cercare nel tuo interno, solo così riuscirai a sentirti più sicura, FELICE e stabile.

      Se proprio vuoi cominciare a vedere le cose da un punto di vista diverso e propositivo prova a considerare il fatto che proprio quei tempi morti di cui ti lamenti, tempi in cui il tempo per te non passa mai, possono essere fonte di attività per CRESCERE tu come persona: alcuni si lamentano di non avere mai tempo da dedicare a se stessi, alla propria crescita, perché presi dalla frenesia delle mille cose da fare, del lavoro da svolgere, tu invece pur lavorando hai questa opportunità di far conciliare le due cose. Non è fantastico? Scommetto che non ci avevi mai pensato!

    • Cosimo Sabbah

      come sta andando ora?

    • Claudio Villani

      La risposta a questa lunga scarica di negatività te la sei data da sola perché si deduce immediatamente che RIESCI BENISSIMO a fare una cosa ASSIDUAMENTE e cioè a non riuscire mai a vedere il lato positivo della vita. Se questa abilità la usassi indirizzandola per ottenere il contrario, sai quanto di sicuro ne gioveresti? Prova!

  • Solitudine

    Salve, sono un infelice che ogni tanto capita da queste parti. Non ho letto tutti i commenti con attenzione, ma credo di poter dire, che come al solito, qui, come in altri blog che parlano di queste cose, non si capisca una cosa importante. L’infelicità *a volte* è un modo per dare importanza alle cose della vita. Se io vengo lasciato dalla “donna della mia vita”, e non mi lascio abbattere, per me è come se io non dessi alcuna importanza a quella storia. Questo meccanismo frequente si contrasta solo in un modo: AMORE! Significa che serve un aiuto esterno, visto che nella maggior parte dei casi, il motivo per cui si da importanza in questo modo, è che ci si sente come se la cosa non importasse a nessuno. Viviamo in un mondo sempre più individualista e cinico dove si dice sempre di più: “fai da te”. Certo se uno è solo non può fare altro, ma forse sentirsi dare del frignone in questi casi contribuisce solo alla depressione. Il mio problema è che non lavoro e sono senza arte ne parte. Certamente ho tutti i problemi che hai elencato, ma la mia è anche una reazione alla solitudine intellettuale. se io non dessi importanza alle mie “disgrazie” chi lo farebbe? Se nulla ha importanza allora perché vivo? Ho 30’anni e mi sento troppo vecchio e povero per portare avanti certi hobby come vorrei, e qui da me non c’è lavoro. Inoltre non mi fido più delle donne. Non ho nemmeno un piano per la mia sopravvivenza futura, né ho le possibilità economiche o le competenze per provare a costruirmelo. Se un giorno sarò fortunato, potrei anche finire a fare un lavoro che mi deprime e mi fa sentire mortalmente solo. Che cosa dovrei fare? Fare finta che tutto questo non abbia importanza? Allora perché non suicidarsi?

    • Pier Paolo

      Ho copiato questo intervento di autore anonimo che riporto poiché sposa in pieno il mio pensiero, sperando tu possa leggerlo Solitudine e ricavarne qualcosa di utile. ”

      Tutto succede per una ragione…A volte ci accorgiamo che le persone che sono entrate nella nostra vita dovevano essere lì per insegnarci una lezione, aiutarci a trovare noi stessi o come diventare noi stessi. A volte ci succedono cose che al momento ci sembrano dolorose e ingiuste, però a posteriori ci riflettiamo, comprendiamo che se non avessimo superato quegli ostacoli non avremo potuto dar valore al nostro potenziale, alla nostra forza, alla nostra volontà e al nostro cuore. Tutto accade per una ragione, niente capita per caso o per buona fortuna. Tristezza, dolori, amori finiti, momenti perduti di vera grandezza o di stupidità accadono per provare o ampliare i limiti della nostra anima. Senza queste prove la vita sarebbe una strada lineare, piatta e liscia, insomma troppo “perfetta” verso nessuna destinazione. Le persone che incontriamo hanno un effetto nella nostra vita. I successi e i fallimenti che proviamo creano chi siamo e le esperienze negative hanno qualcosa da insegnarci infatti, probabilmente, sono le più importanti. Se qualcuno/a ci ama e/o ci vuole bene, amiamolo/a incondizionatamente non solo perché ama e/o vuole bene anche a noi ma perché ci sta insegnando ad amare ed aprire il cuore e gli occhi alle piccole cose. Facciamo che ogni attimo non sia sprecato, apprezziamo ogni momento e impariamo tutto ciò che possiamo da esso perché non si ripeterà più. Permettiamoci di innamorarci ogni giorno della vita, liberiamoci e eleviamo le nostre aspettative, le nostre amicizie, la nostra anima. Crediamo in noi stessi perché se noi non crediamo in noi stessi, nessuno crederà in noi.”

      • Claudio Villani

        Grazie per la lista di banalità e per l’assenza del come fare a fare concretamente quello che dici di dover adottare come soluzione per risolvere i problemi descritti.

    • Save Ricus

      perche potresti anche trovare un lavoro che ti piace..o magari creartelo se tiri fuori le palle, e la donna potrebbe arrivare quando meno te lo aaspetti in realta’ se la desideri cosi tanto..solo?? Solo? cosa vuol dire solo? Nulla! è un concetto mentale e basta,Tante persone sono sole in coppia e questo è brutto.Insomma guidare la mente non è facile, è come guidare un auto potente, il problema è che se ti sghiggia fuoristrada ti ammazzi e allora prima di tutto devi prendere la patente (esercizi mentali yoga quelli di andrea) e poi comunque è tutto inutile che la prendi e poi non rispetti cio che hai imparato, ti andresti comunque a fare del male. quindi allena la tua mente alla positivita’ e al modo corretto di condurre una vita serena nonostante le avversita’.

    • Claudio Villani

      Appunto, perché non ti suicidi? (cruda provocazione)

      Basta con questi coccolamenti che si fanno a chi si aspetta di vivere ancora con il biberon in bocca.

  • michele

    Andrea!!!….conclusioni…no conculsioni!!!;-)

    • Grazie! Corretto! ;-)

  • Fabrizio

    Ciao Andrea, scusami se commento solo ora, ma leggo i tuoi articoli saltuariamente. Li trovo assai interessanti e stimolanti. La sequenza del metodo ERE mi ha fatto riflettere. Che ne dici se invertendo la sequenza (Emozioni-Reazioni-Evento), quindi ripartendo dal rivivere emozioni positive, la persona potrebbe mettersi nelle condizioni di preparare un terreno fertile per re-azioni produttive e quindi realizzare eventi ripaganti?

  • Nnsnio

    Salve ,
    Ho letto il fantastico articolo che fa proprio al caso mio . O meglio, avrebb fatto al caso mio e aiutata a dalvarmi 10 anni fa!
    Ho avuto primi attacchi di panico 10 anni fa, in concomitanza con la relazione con il mio ex storico ke ora rimpiango. Credo fossi immatura e troppo insicura. Temevo di perderlo e l’ho perso. L’ansia ha fatto da padrona.
    Ho un rapporto unico e simbiotico con mamma e sorella. E altri attacchi di panico qnd ho rischiato di perdere la mamma a causa di malattia.
    Ho perso mio padre all’eta’ di 5 anni.
    Nn ricordo molto perke’ era sempre via per lavoro e poco affettuoso vs di noi . Causa la sua sofferenza post perdita sei suoi genitori. A 16 anni orfano e nn si e’ ripreso. Depresso si e’ lasciato morire. Credo di aver acquisito in parte qst caratteristica.
    Nn so se ha inciso nelle mie relazioni, fatto sta che ora ho un dolore immenso a causa delle mie scelte.
    Ho quasi 40 anni. Sn mamma da qualche mese.Ma nn c’e’ piu’ nulla tra me e il padre di qst bimbo stupendo.
    Viviamo ancora insieme in una mini casa.
    Nn puo’ durare cosi’, c’e’ solo indifferenza, ne’ una carezza, ne’ sostegno, nessuna condivisione nessuna complicita’.
    Nn ci siamo ancora divisi , ho il terrore di nn ved crescere il mio piccolo.
    Al tempo stesso nn so se sia giusto stare insieme cosi’ per il bimbo.
    Nn avrei dovuto tenerlo, ma nn e’ giusto nemmeno pensarlo!
    guardo negli occhi la mia creatura e mi viene da piangere.
    E’ tutto cosi’ complicato.
    E nn mi Sto godendo la crescita del bimbi.
    Nn mi sento nemmeno degna di ess madre. E’ un continuo sbagliare scelte.
    La vita mi rimanda quel dolore,io che erroneamente ho sempre pensato di ess un po’ speciale forse a causa del lutto di mio padre cosi’ giovane.
    Vado avanti, ma continuo a nn capirla qst vita che mi schiaffeggia.
    Ho lasciato il mio ex 10 anni fa, ma so che era ed e’ ancora l’uomo della mia vita per me. Ma lui sta bn con la sua famiglia. Ha scelto lei!Sn io ke sogno tutte le notti una vita normale ma piena d’amore con lui e con la famiglia che avremmo potuto costruire.
    Poi torno alla realta’ e mi viene solo voglia di farla finita. Tanto ho fallito. Nn sopporto di ved il bimbo 3 gg la settimana e di perdermi i momenti della sua vita. Nn e’ giusto. Ed e’ solo colpa mia e delle mie scelte.
    Anke se prendessi degli antidepressivi nn cambierebbe.
    Sto and in terapia, ma e’ lunga la faccenda, faccio fatica a conciliare.
    Ho fatto anke consulto da psikiatra ma dice ke al momento nn serve cura. Piu’ che depressa, ho una visione depressiva esistenziale di vita.
    Ora ho anche scoperto di avere un problema di salute.
    Ke senso ha?
    La vita mi ha dato la possibilita’,
    ma ho buttato via quel dono, 10 anni fa!!
    Nessuno mi puo’ ridare la vita ke vorrei.
    Grazie di cuore per l’attenzione!

  • Alessio

    “Nnsnio” io non mi butterei giù cosi come hai scritto. Non si finisce mai di crescere, di sbagliare e quindi di imparare… l’unica cosa è far tesoro dei propri errori e magari a volte non farseli pesare troppo. Visto che hai un bambino sicuramente saprai come fanno loro per imparare… semplicemente sbagliano, di continuo, capiscono però di aver sbagliato e tentano in una maniera differente.
    La nostra fortuna è appunto quella di avere dei bambini… dobbiamo dare il 110% di noi stessi tutti i giorni e non possiamo abbatterci. La vita ci da sempre una seconda/terza/quarta opportunità… tutto stà a voi e a saperle cogliere.
    Ma soprattutto non abbatterti… schiena alta… spalle larghe… respiri profondi… e tanta tanta tanta “fame” di cambiare la tua condizione. In bocca al lupo!

  • Mattew

    Se non trovi la felicità nei confini del tuo giardino, non la troverai nemmeno da nessun altra parte! Mago di oz

    Sei felice quando smetti di idealizzare la felicità. mia

  • Attila

    @Nnsnio
    Ciao! Non so quanto tempo fa tu abbia scritto il tuo intervento, ma provo comunque a risponderti.
    Io credo che il tuo problema non sia aver sbagliato scelta 10 anni fa, ma.. non vivere adesso.
    Ho massimo rispetto per i dolori che hanno accompagnato la tua vita (per esempio la perdita di tuo padre e la separazione dal tuo compagno), e sono certa siano stati un fardello pesante da portare.
    Ma ho la sensazione che tu usi il tuo passato e i tuoi rimpianti come scudo per non vivere appieno il tuo presente.
    Tu sostieni che se fossi rimasta con il tuo ex, dieci anni fa, tutto sarebbe diverso, ora… e fantastico, naturalmente.
    Ma come fai a dirlo? Cosa ne sai di come sarebbero andate le cose? Nessuno lo può dire.
    Addirittura sostieni che se l’articolo di Andrea ti fosse capitato sottomano 10 anni fa ti avrebbe salvata…
    Ciò che tu ora hai in mano e’ il tuo presente, il passato non esiste più (e, comunque, se e’ andato cosi ci saranno stati dei motivi.. non svalutare troppo le tue scelte: se le hai fatte avrai avuto qualche ragione, non trovi?).
    Forza, pensa a ciò che hai e che vuoi: arrovellarsi sul passato non serve a nulla, soprattutto quando diventa la copertina di Linus che ci “aiuta” a non vivere la nostra vita.
    Un abbraccio!

  • Fabio

    Ci provo!

  • antonio

    Ciao Andrea sono Antonio leggo oggi per la prima volta ciò che scrivi!!!!!! Bellissimo

    • antonio

      Vorrei un consiglio mi aiutate

  • tony

    Ciao a tutti,sono una persone che di guai ne ha passati parecchi,ma vi assicuro che siamo noi a creare la felicità.P.s a breve ne parlerò nel mio libro autobiografico che uscirà a settembre.Tony

  • nnsnio

    Grazie, grazie per darmi speranza. E’ che lo sento fin nelle viscere che la mia scelta è stata dettata dalla paura e conseguenza delle mie ferite infantili. Sn questi i motivi per cui ho lasciato LUI anni fa. E si sa, l’amore non si prova per chiunque e le persone con cui si crea quella magia quando si trovano, bisogna dare valore. Io sono stata superficiale anche se ho sempre pensato di essere l’opposto. Il mio presente è senza amore, un uomo che non voglio e un bimbo che non voglio perdere! finirò con essere mamma a metà (se ci allontaniamo io e l’uomo). Ogni alternativa mi porta là dove io non voglio.
    Poi ora ho mamma che nn sta bene, nn riesco a reggere anche questo. Sto perdendo le persone più importanti della mia vita. Che senso ha?
    Sono una lamentona o forse solo spaventata, so che riesce a sopravvivere anche chi è senza braccia o gambe …ma non è la stessa cosa.
    grazie ancora di cuore, grazie di esserci.

  • Ayoub

    Grandissimo articolo Andrea!
    Specialmente il 4! Grande

  • emmegi

    Ciao Andrea,

    ben fatto per il blog e questo articolo, diretto, discorsivo, e fresco (anche corto, penso per scelta).
    Posso però chiedere una cosa?
    Ho visto che non hai risposto ai commenti più “pesanti”, tipo quello di Solitudine, o il precedente.
    E, bada bene, comprendo che in fondo non sei uno psicologo personale, né puoi ripetere tutto ciò che hai scritto sopra a qualcuno che, dal tuo punto di vista, è molto lontano ancora nel percorso di scoperta della gioia, e del fatto che essa sia nelle nostre mani.

    Ma….sarei curiosa di sapere come argomenteresti dal punto di vista più pratico qualcosa come il tempo che passa, e il non poter far vedere agli altri (parlo di singoli, nei rapporti) ciò che vedi o hai visto tu.
    Se già da quando si hanno 18 anni si sa dove si vuole arrivare e si è molto pratici, è molto probabile che a 30 si sia già a metà strada, se non tre quarti.
    Ma chi ha più interessi, chi ha scelto percorsi anche per necessità, chi è divenuto più saggio con gli anni?
    Se la persona è intelligente avrà coscienza di ciò che gli è intorno.
    E allora come riscatta se stesso, indirizzando la sua vita, senza poter “ripartire dal via”, verso quell’espressione massima di sè, che lo renderà graificato e soddisfatto di dare la sua parte nel mondo?

    Sarei curiosa di sapere come si può, a quel punto di consapevolezza, non questionare il passato né le sciocchezze altrui, accettando ciò che è, e creando nel modo migliore (capendo anche quale) e in linea con il tempo e l’età che si vive.

    Grazie in anticipo, e Grazie comunque per aver portato avanti questo lato di te, e aver diffuso il credo “credi in te stesso, muoviti, e gioisci delle piccole cose”.
    So che in fondo è ciò che muove il mondo. L’ho sempre creduto.
    Ed è per questo che mi innervosisco ora che sento questi dubbi e vivo delle infelicità.
    Spero risponderai. Ma ti ringrazio in ogni caso.

    Un abbraccio a tutti!

    • emmegi

      PS. quando nella pagina finale della mia tesi misi il titolo “RingraziaMenti”, non pensavo di dire un giorno grazia a qualcuno che scrive di un argomento che mi sta a cuore da sempre: il miglioramento personale, e la comprensione.
      Sto andando a fondo al tuo blog, e sono d’accordo! Anche se ogni articoletto è denso di spunti che avrei bisogno di chiarire o sviluppare a voce…
      Tante domande da fare e curiosità, e passioni interiori, e dubbi, e tante altre idee che se mi dico da sola temo non germoglino.

      Sento vibrare già da un po’, ma temo di perdere troppo tempo.
      Spero tanto di non girare a vuoto..

      :) ti lascio, ok.
      (Sì, sono sempre io. Ciao!)

    • Pier Paolo

      “E allora come riscatta se stesso, indirizzando la sua vita, senza poter “ripartire dal via”, verso quell’espressione massima di sè, che lo renderà graificato e soddisfatto di dare la sua parte nel mondo?

      Sarei curiosa di sapere come si può, a quel punto di consapevolezza, non questionare il passato né le sciocchezze altrui, accettando ciò che è, e creando nel modo migliore (capendo anche quale) e in linea con il tempo e l’età che si vive.”

      Accettare ciò che è, può essere già il traguardo di una vita intera, ma non nel senso di accettare il tutto passivamente, come se fossimo i semplici spettatori di una serie ineluttabile di eventi su cui non possiamo interferire, ma al contrario nel senso di osservare questa condizione in maniera neutra ma consapevole e, allo stesso tempo, con un approccio che ci porti verso la più efficiente proattività. Recriminare non serve, colpevolizzarci è dannoso, sentirsi vittime è inutile, ed allora bisogna cercare di capire che ciò che è è semplicemente la somma delle nostre scelte e decisioni (nel bene o nel male), decisioni e scelte che ci hanno portato dove siamo ora, ma che al contempo ci possono portare dove vogliamo se siamo in grado di capire e comprendere cosa si nasconde dietro quel ciò che è.

      Ogni cosa che ci accade ha un suo perché, non importa quando e/o come lo si intuisce, l’importante è arrivare a questa consapevolezza non attraverso un atto di fede ma attraverso un’analisi ed una comprensione reale del proprio vissuto ed in generale delle regole che governano la vita in generale: in quel momento determinate problematiche che prima ci assillavano e ci confondevano assumeranno un’importanza relativa ed il nostro punto di vista sulla vita subirà un drastico cambiamento facendoci comprendere quanto noi siamo in realtà i veri artefici del nostro destino.

      La cosa più difficile a quel punto sarà rendere stabile e granitica questa consapevolezza perché qualche volta si avrà la tendenza e la debolezza di dimenticarsene cadendo quindi TEMPORANEAMENTE negli errori del passato.

  • gabriele

    Caro Andrea,

    nel rispetto della tua posizione, anch’io credo che il tuo articolo sia mirato ad un target prevalentemente universitario.
    Quando hai un dottorato di ricerca e devi lasciare l’università per ragioni che non sto a spiegare ma che sono facilmente intuibili… Quando fai la professione che non ti dà sbocchi se non dopo 10/15 anni e devi ripiegare verso un lavoro che odi tutti i giorni (nota bene: i pomeriggi e la sera studio per preparare concorsi) per campare e ti rendi conto che la vita non è così giusta come la vorresti tu allora, forse, hai qualche buon motivo per essere inc****o .
    E’ vero: si va avanti (semmai è da sfigato piangere del proprio passato) ma personalmente non credo che la felicità (e il suo negativo: l’infelicità) possa essere ricondotta ad una semplice equazione matematica.
    Magari tu avessi usato un’equazione differenziale non omogenea per descriverla…

    • Cris G (iFuna84)

      Quanto ti capisco…

    • Spesso persone, anche molto intelligenti, tendono a non vedere (o non accettare) una semplice verità: ovvero che la vita che stanno vivendo è frutto delle proprie scelte passate (sbagliate).

      Prenderne consapevolezza non è piacevole Gabriele, ma deresponsabilizzarsi e vedersi come vittime di una vita fondamentalmente ingiusta non ti sarà certo di aiuto.

      Accettare che tutto ciò che stiamo vivendo è frutto delle nostre scelte è una mazzata dolorosa sui denti, ma significa anche che da oggi in poi possiamo fare scelte migliori: siamo noi al comando, nessun altro.

      Quindi no Gabriele, non servono equazioni differenziali: la vita È semplice, forse non è facile in certi momenti, anzi può essere dannatamente faticosa, ma non serve complicarci l’esistenza solo perché non vogliamo assumerci le nostre responsabilità.

  • Cecilia

    Mi fai morire! Sei troppo simpatico!

  • RICCARDO

    Io sono disoccupato da 4 mesi per aver mollato un lavoro perché non andavo d’accordo coi colleghi..bel c…ne con la speranza di poterne trovare un altro, ho avuto varie proposte ma alla fine grazie alle paranoie che mi facevo li ho persi..l’ultimo mi chiamano per un colloquio mi dicono e disposto a un colloquio entro fine hanno..e io certo..e lei..le fisseremo un appuntamento…l’indomani mi mandano l’e.mail che mi contatterano per l’anno nuovo io li ringrazio…poi preso dalle paranoie mando una mail chiedendo se questo rinvio era dovuto al fatto che ho reso noto che la mia societa’ stava fallendo e che magari abbiano pensato volessi parlar male della mia azienda…risultato..il colloquio mi e’ saltato…e allora che ERE devo usare qui…non si puo’ fare neanche una domanda..siamo nel periodo fascista…e uno deve essere felice!!!

    • Claudio Villani

      …e uno deve essere felice!!!

      Chi ti ha detto che uno DEVE essere felice?
      Puoi anche non esserlo se lo vuoi.

  • Alessandro

    Caro Andrea, è bello tutto ciò che scrivi, peccato che metterlo in pratica per me è difficile. Il mio problema è…trovare l’amore. Ho 40 anni, zero amicizie, e quelle volte che riesco a conoscere qualche nuova ragazza non riesco a fare accendere in lei curiosità verso di me, attrazione e tutte quelle cose che fanno sì che si riesca a conquistare una persona. Molte persone mi hanno criticato aspramente, offese, umiliazioni varie, per cui evito di esporre qui il problema. Tengo però a dirti che di tentativi per cercare di uscire dal guscio ne ho fatti e pure tanti, ma tutti finiti con un pugno di mosche. Quasi tutti alla mia età sono sposati o convivono. Chi vuoi che gliene importi di uno che è sempre da solo? Vedere la positività e avere autostima sono due cose per me attualmente molto difficili. Mi dispiace perché la vivo davvero molto male la vita.

    • Alex Roma

      Su questo tema caro mio ci sono blog più indicati… “la persona giusta” e “Seduzione Pratica” mi hanno aiutato molto in periodi simili e quindi te li cito, se Andre non ha niente in contrario. :)
      In bocca al lupo, Alex.

  • Selene

    Vorrei chiedere anche io consiglio. Sono una ragazza di vent’anni, ho una bella vita, sono in salute, vivo col mio ragazzo, che amo ed è una delle cose più belle della mia vita. Sono appena entrata a fisioterapia all’inizio ero molto felice e ora già non lo sono più. La mia aspirazione è entrare a medicina e fra qualche settimana avrò gli esiti. Ho perso un’anno per riuscire a prepararmi e non è andata bene. Per me la scuola viene prima di tutto, probabilmente ne sono anche troppo ossessionata. Da poco ho perso anche 5 kg facendo sport ecc. Insomma ho salute, sono una ragazza carina, vivo con il mio ragazzo che amo e mi rende felice, con la mia famiglia ho ottimi rapporti, ma non so come mai sono sempre triste e insoddisfatta nonostante tutte le persone attorno a me abbiano una grande stima nei miei confronti… qualcuno sa spiegarmi perchè? io non ho grandissima stima di me stessa e sono una persona abbastanza insicura nonostante io non lo dia a vedere. Se penso alla mia posizione esternamene mi rendo conto di essere molto fortunata, ma perchè sono sempre triste e insoddisfatta?

    • Alex Roma

      Magari stai vivendo una vita fantastica, che altri hanno scelto per te… e ti sta stretta… Cosa vuoi fare da gande? :)
      In bocca al lupo, Alex.

    • Claudio Villani

      Sei triste e insoddisfatta perché vivi una vita finta e per meglio dire fai ciò che non è in linea con la tua intima persona. Esci dalle formalità precostituite e dai libero sfogo alla tua vera indole!

  • Roberta

    Caro Andrea,
    se sono qui a scriverti ,e’perche’ , in un momento “imprecisato ” della mia vita , mi sono “accorta” di non essere felice.O meglio ,ho iniziato a vedere le vite degli altri ,…di chiunque altro…migliore della mia.E questo non va bene ,..non va affatto bene.Se sono qui , e’ solo per ringraziarti di cuore , di quello che stai facendo per me(spero che tu te ne renda conto ).
    PS: gli esercizi della guida “Autostima passo passo” sono una p..alla pazzesca ,ma vado avanti e gia’ sento che qualcosa sta cambiando.Grazie ancora ,ti auguro una vita piena di tutto quello che vuoi , e che vorrai.Buona settimana a te.

    • Roberta, ti svelo un piccolo segreto: più che gli esercizi in sé, è importante completare l’intero percorso, mantenere la promessa che si è fatti a sé stessi acquistando Autostima Passo Passo… fidati ;-)

      • Roberta

        Ma certo che l’ho acquistato !Sono già a pagina 111 del percorso e vado avanti per la mia strada !!!E aggiungo ,ma mi e’ capitato di trovare qualcosa di positivo nel lunedi , adesso c’e’ :il tuo articolo !!Grazie ancora e buona giornata Andrea!

  • Lanfranco

    La frase <> è molto bella e significativa, per quel che mi riguarda é il punto di partenza per smettere di essere infelice.
    Grazie dell’articolo

  • Andrea Bertozzi

    uno dei migliori articoli che abbia mai letto
    ho 19 anni e questo mi accompagnerà per il resto della mia vita
    grazie mille

  • Gio Gio

    Ma per portare la realtà a certi livelli che coincidono con certe aspettative bisogna anche esserne capaci effettivamente, se agisci e ottieni poco in relazione alle aspettative che ti renderebbero felice… Poi come si risolve il problema? Se provo e poi non ottengo quel che desidero e sono frustrato, posso dire di esser felice? La felicità non consiste nel tentare di essere felici, la tua ridefinizione è scorretta. Prima hai detto che non bisogna rinunciare a certe cose, poi dopo però nella seconda parte dici che non bisogna desiderare esser ricchi o cose del genere… E perché? Perché in fin dei conti non è detto che si riesca. Per me non si sceglie di essere infelici, perché non è detto che si possieda davvero il potere di esser felici, si ha solo il potere di provare ad esser felici (in fin dei conti per quanto scarse siano le probabilità che qualcosa si verifichi non sono nulle comunque), poi che lo si diventi o meno però non dipende più solamente da noi. Per poter vincere ad una gara bisogna partecipare ed impegnarsi, ma entrambe queste condizioni sono condizioni necessarie ma non sufficienti per vincere questa gara. E’ scorretta e fallace a monte tutta l’impostazione teorica per me, non si sceglie di essere felici, quel che si sceglie al più è provare ad esserlo, ma è una scelta che comporta comunque un rischio e non produce da sola la felicità. Facciamo un esempio: posso scegliere di giocare un biglietto della lotteria e così facendo ho la possibilità di vincere, ma non posso mica scegliere di vincere tramite questa azione. L’esistenza di ogni individuo è sempre esposta al fallimento e può essere anche che diverse persone non arriveranno mai a piegare la realtà al livello di certe loro aspettative e saranno perciò infelici in relazione a queste. Se con quattro parole si crede di risolvere questo dilemma esistenziale che attanaglia gli esseri umani da secoli e secoli stiamo freschi.

  • Sabrina Serranò

    Andrea ti prego rispondimi..il mio problema é proprio questo..le mie aspettative sono piu alte della realta ma per cose che credo non dipendano da me..ti spiego..sono sciocchezze che pero essendo continue mi buttano giu..le mie aspettative riguardano il tempo trascorso con gli altri..vorrei organizzare viaggi, cene, uscite, ecc..ma per incompatibilita di gusti o di tempo non si fa mai nulla..io passo le giornate a fantasticare su come mi piacerebbe invitare le mie amiche per una cena ma una la sera lavora, l’altra ha la bambina ecc. Oppure mi piacerebbe andare a ballare ma tutti in compagnia odiano andare a ballare. Vorrei vestirmi un po’ carina ma poi quando si esce si va sempre nei soliti pub..le mie amiche amano vestirsi comode, zero trucco..e se metto un po di tacco o mi vesto troppo elegante sono fuori luogo. Sembrano sciocchezze ma io cosi devo sempre mascherare i miei gusti e la mia personalita per uniformarmi.

    • Alex Roma

      Ama tuoi cari, scegli i tuoi pari!
      I tuoi pari sono le persone che frequenti, le persone che sono aggiornate su cosa sta succedendo nella tua vita e che sanno che cosa vuoi cambiare. Ecco se ti circondi di persone che sanno chi sei e chi vuoi essere e che tiferanno per te credendo che tu possa raggiungere i tuoi obiettivi,magicamente li raggiungerai. Purtroppo in tutta sincerità devo dirti che le cose che elenchi non sono problemi seri e definitivi, ma condizioni al contorno che puoi cambiare. Se vuoi viaggiare in compagnia, trova chi vuol viaggiare in tua compagnia! se vuoi ballare, trova qualcuno che voglia farlo. Le persone non amano cambiare ma se stai con chi non cambia non puoi cambiare nemmeno tu. Se cominci a stare stretta in questa compagnia, comincia a cambiare, qualcuno cambierà con te, qualcuno ti accuserà di essere cambiata e non vorrà più stare con te. Ma non sarà un problema perché ci saranno altre persone, ancora migliori, a riempire la tua vita. Fai della tua vita un capolavoro Sabrina, In bocca al lupo! Buon tutto, Alex.

    • Claudio Villani

      Quando capirai che non semplicemente sembrano sciocchezze, ma che sono realmente soltanto misere sciocchezze, allora potrai toglierti lo sfizio di fare quel che vuoi in sintonia con i tuoi desideri.

  • mille100piedi .

    io ho la distrofia muscolare, spiegami come faccio a essere felice con questa malattia

    • Alex Roma

      magari essendo grato del fatto che sei ancora in vita, magari essendo grato che se hai lasciato questo commento vuol dire che sei in possesso di un pc o di un tablet o di uno smartphone (o magari di più di una di queste 3 diavolerie) e sei dotato anche di una connessione internet. non so niente di te quindi non posso dirti come fare ad essere felice ma posso dirti che finchè non sarai morto avrai il potere di fare tante cose ma avverranno solo se deciderai di farle. Non voglio minimizzare il tuo problema, ma ricordarti che ognuno di noi ha qualcosa per cui essere grato a se stessi, alla vita e agli altri ed ha il potere di decidere dove guardare. In un prato, per quanto grande possa essere, troverai erba, piante, fiori e cacche di cane. Dove preferisci guardare? Se ti concentri sulle cacche di cane, sembrerà un prato di m***@. Se ti concentri su piante e fiori, sembrerà un angolo di paradiso. Mi raccomando! Fai il meglio che puoi, con gli strumenti che hai, oggi e non domani. Buon tutto, in bocca al lupo, Alex.

      • Stella Casarulo

        Quando si è malati seriamente, ovunque ci si giri, si vede solo ciò che esiste: la malattia.

      • mille100piedi .

        Esatto, il consiglio che posso dare io di fronte a persone con problemi gravi e’ che e’ normale. E’ normale essere tristi, fa parte del “pacchetto malattia” e bisogna imparare a conviverci. Non ho mai sentito di nessuno che si sia ammalato gravemente e abbia fatto salti di gioia. Persone che non stanno affrontando problematiche come la mia difficilmente possono dare consigli, perche’ non hanno l’esperienza per farlo. Sicuramente una persona ammalata da 30 anni saprebbe dare consigli piu’ preziosi di come affrontare la malattia piuttosto di una persona sana che riesce a fare tutto senza problemi. Ad esempio per quanto riguarda la 4 regola sulla procrastinazione per una persona malata tante, se non tutte, sono le giornate no in cui non si riesce a fare nulla. Bisogna imparare ad accettarle senza sentirsi in colpa. L’articolo forse aiuta a spronare persone che hanno la tendenza a vedere sempre il bicchiere vuoto anziche’ pieno anche in casi passeggeri,come il fidanzatino che ci lascia, ma per esperienza, questo tipo di persone non cambieranno molto nella vita, semplicemente perche’ sono nate cosi. Il fatto di vedere sempre le cose dal lato negativo fa parte della loro personalita’.

      • Carlo ballotta

        come stai amico/a ?

      • mille100piedi

        sono ancora contenta di poter essere scontenta. E tu come te la passi?

      • Carlo ballotta

        insomma,si va avanti ☺

      • Claudio Villani

        La malattia esiste perché c’è il malato che esiste!
        Fintanto che il malato esiste qualcosa si può sempre fare per trarre giovamento dall’esistenza se viene considerata la propria capacità di resistere alla malcapitata avversità.

      • mille100piedi

        ma cosa c’entra?io sono malata ma non sto mica con le mani in mano anche perche’ la mia malattia mica ha colpito il cervello…quello funziona ancora bene e infatti ho avviato un’attivita’ che funziona molto bene e ho pure 3 dipendenti….ma non posso mica dire di essere felice di avere la distrofia muscolare, sono malata…ma non sono mica scema

      • Marta

        Certo che non si è felici di avere una malattia sarebbe meglio essere in salute , su questo non c’è dubbio ! Ma si può essere felici per tante altre ragioni nonostante
        la malattia !poi ovvio ognuno reagisce in modo diverso però ti assicuro conosco persone che stanno davvero male e sono molto più felici di altri che sono in ottima salute

      • mille100piedi

        anche io conosco persone che stanno apparentemente meglio di me, ma sono meno felici. Ma forse bisogna includere non solo la salute fisica, ma anche quella mentale. Non e’ detto che uno che ha qualcosa di fisico soffra di piu’ di uno che ha uno scompenso mentale. Sicuramente poter avere padronanza delle proprie emozioni, reazioni e pensieri contribuisce alla felicita’, putroppo chi soffre di malattie mentali o dell’umore non sempre riesce a farlo. Come si dice mens sana in corpore sano, la mente viene sempre prima.

    • Stella Casarulo

      Hai ragione pienamente . È facile parlare quando l’infelicità è dovuta a fatti passeggeri. Sono d’accordo con te

    • Claudio Villani

      Spiegami come sai che avere la distrofia muscolare comporta che tutti, ma proprio tutti, dovrebbero essere solo immensamente infelici e basta.
      Come si spiegano allora i casi in cui ci sono coloro anche felici?

      • mille100piedi

        tu hai la distrofia muscolare o qualche altra malattia cosi invalidante e’ sei felice?se si, accetto I tuoi preziosi consigli, se no….beh allora puoi continuare a parlare a vanvera. Io comunque dopo che mi sono ammalata ho avviato un’azienda che sta rendendo molto bene e mi da’ molte soddisfazioni. Probabilmente se non mi fossi ammalata avrei continuato a lavorare nell’ufficio dove lavoravo prima a fare cose molte noiose e con uno stipendio poco di sopra della media. Ora ho la possibilita’ anche di farmi 6 mesi di vacanza all’anno in posti caraibici e passare molto piu’ tempo con I miei familiari. Questo non vuol dire che io sia felice di avere una malattia genetica ai muscoli che mi consenta di fare le cose che molta gente da’ per scontato come andarmene fuori a spasso. Se tu sei felice della tua malattia e non ci rinunceresti allora spiegami il perche’

  • Stella Casarulo

    Quando un istituzione ti blocca l’attività per due anni, finisci i soldi, tuo marito ha un tumore , hai una madre ottantenne sulle spalle, devi essere felice ? Ah si?

    • Stella, ho letto la serie di commenti che hai deciso di lasciare nelle ultime ore.

      Due osservazioni.

      Pensi davvero che la tua situazione sia unica, che i drammi che stai affrontando siano “speciali” e che nessuno prima di te li abbia dovuti affrontare?

      Naturalmente è una domanda retorica, ma nel caso tu abbia dubbi a riguardo, la risposta è “no”.

      Ti posso inoltre assicurare che tra le persone che hanno dovuto affrontare drammi come i tuoi, se non peggiori, ci sono state persone che si sono fatte sopraffare e altre invece che hanno deciso di reagire e hanno trasformato i momenti più bui della loro vita in dei momenti di rinascita.

      Come descritto in questo articolo che hai deciso di commentare: è una tua scelta.

      Seconda osservazione: qual è l’intento di questi tuoi commenti?

      Essere compatita? Sfogare la tua rabbia e la tua frustrazione? Avere la conferma di essere la persona più sfortunata del mondo?

      Rifletti su cosa ti spinge a scrivere questi commenti pieni di rancore e frustrazione: se scriverli ti è in qualche modo di aiuto, usa pure questo spazio come meglio credi.

      Se invece pensi che sia più utile indirizzare certe energie mentali verso scopi più alti, ti invito a farlo.

      Anche in questo caso, è una tua scelta.

    • Claudio Villani

      Se non ti basta quello che già ti sta andando male è certo che ci puoi aggiungere anche tutto il malessere fisico e mentale che vuoi e che puoi.

  • Pazeros

    Caro Andrea, il tuo articolo non fa una piega, quando mi sento un po’ giu’ di morale cerco un promemoria per ricordarmi le cose veramente importanti. Non e’ sempre facile, poiche’ sono una persona abbastanza emotiva, ma ho imparato con il tempo a tirare fuori la forza che e’ in me ed a controllare le mie emozioni. Grazie per il reminder:)

    • Claudio Villani

      Bene! Complimenti per la tua resilienza!

  • Erre Dicci

    Il tuo post l’ho aggiunto ai “Segnalibri”, mi sono sentita già meglio appena l’ho letto! Grazie. Sono sempre stata inquieta e ho sempre avuto la sensazione che mi mancasse qualcosa, nonostante sia sempre stata una persona attiva, piena di sogni da realizzare e devo essere sincera ne ho realizzati tanti, ma nonostante questo ogni tot inizio a sentire un forte senso di vuoto, come se mi mancasse qualcosa, ma non so dire cosa! Però il tuo suggerimento “Lascialo da parte per qualche settimana, concentrati su quegli “spicchi”
    che stanno andando alla grande: quando tornerai ad occuparti dello “spicchio problematico“, lo potrai fare con nuove energie” lo trovo ottimo, proverò, grazie.

  • Carlo ballotta

    fosse tutto cosi facile come alcuni vogliono farci credere,quando la vita va male va male. non ci sono parole o aneddoti che possono alleviare/modificare questo stato di cose

    • Claudio Villani

      Non hai tenuto conto che quando va male potrebbe anche andare peggio e quindi se ti va solo male ti va già bene!

      • mille100piedi

        ma cosa ne sai tu della vita degli altri?io non mi permetterei mai di giudicare/dare consigli a qualcuno riguardo una situazione di cui non so proprio nulla. Ma capisco che dare consigli a vanvera costa molto poco, soprattutto in termini di materia grigia!

  • Federico Capece

    Fantastico: sto commettendo tutti e 4 gli errori contemporaneamente…

  • maria angela gobbi

    e se uno/e è infelice per problemi di salute propria o di chi si ama???????

  • Anna Spagna

    Infatti avendo una bassissima autostima che mi è venuta anche per colpa degli insulti di un vecchio docente, anche lui infelice, che non solo mi ha aggredito per un esame che tra l’altro stava andando anche bene, ma anche perché secondo lui l’università italiana è per italiani e che gli stranieri davano solo fastidio, vabbè, tanto quando è morto nessuno studente italiano o meno si è dispiaciuto.
    Però le parole sue mi hanno fatto così male che faccio fatica a dare gli esami orali, vado in panico e non mi presento per paura della brutta figura, a volte fatta solo per il nervosismo. Ora sono all’ultimo esame e devo chiedere la tesi.i sento non all’altezza di chiedere e fare sia l’esame che la tesi, affronto tutto come se dovessi fare la guerra, vorrei mollare, avrei dovuto ma non ho fatto…

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