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Crescita Personale: esempi pratici

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Come meditare: la mia esperienza pratica

Consigli pratici su come meditare e trarre benefici da questa pratica millenaria.

come meditare

“Giocare a Tetris per 15 minuti è la miglior pratica meditativa che conosca.”

Ezra Koenig.

Ho tenuto a lungo questo post tra le bozze. Mi sono spesso chiesto: “chi sono io per dare lezioni sul come meditare?“, “ci sono troppi pregiudizi sulla meditazione, molti lettori storceranno il naso“, “come faccio a rendere pratico un argomento così complesso?“. Insomma: stavo procrastinando.

Alcuni commenti sulla pratica meditativa all’articolo sull’Archetipo del Guerriero, mi hanno fatto capire che era arrivato il momento di affrontare questo argomento essenziale per il nostro percorso di Crescita Personale. In questo articolo ho cercato di sintetizzare l’esperienza che ho maturato negli ultimi 5 anni sulla meditazione, in particolar modo: cos’è la meditazione, perché dovresti iniziare una pratica meditativa ed alcuni consigli molto pratici su come iniziare a meditare.

Cos’è la meditazione

Ammetto di aver avuto molti pregiudizi sulla meditazione prima di iniziare a praticarla con costanza. Consideravo la meditazione una di quelle mode passeggere, robaccia new-age, senza alcun risvolto pratico. Non potevo avere più torto.

Indubbiamente la meditazione è una pratica millenaria legata a religioni come Buddhismo o Induismo, ma la verità è che le pratiche meditative possono essere ritrovate negli ambiti più disparati, dalle religioni occidentali (la preghiera è meditazione), all’arte, fino alle più recenti applicazioni nella lotta allo stress. La meditazione ha una sua storia, ma non per questo deve avere un’etichetta. Da questo punto di vista, apprezzo la definizione di Wikipedia.

La meditazione è, in generale, la pratica di concentrazione della mente su uno o più oggetti, immagini, pensieri (o talvolta su nessun oggetto) a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente di miglioramento delle proprie condizioni psicofisiche.

Fonte: Wikipedia.

Ora che ci siamo liberati da alcuni dei più annosi pregiudizi sulla meditazione, probabilmente ti starai chiedendo: “ma perché diamine dovrei perdere tempo con la meditazione?! Ho una vita molto impegnata IO, non sto mica qui a pettinare le bambole!

Perché dovresti meditare

Meditare con in mente un obiettivo è di per sé errato. Se proiettiamo la nostra mente in un futuro prossimo, riempiendola di aspettative di fatto NON stiamo meditando. La meditazione deve infatti aiutarci a riportare la nostra mente e la nostra attenzione nel momento e nel luogo presente, ovvero deve aiutarci a raggiungere quella che ho definito la Quiedora.

Detto questo, è innegabile che la meditazione abbia molteplici benefici a breve, medio e lungo termine, dimostrati da numerosi studi scientifici. Di seguito ti ho riportato i 3 principali benefici che potrai trarre da un pratica meditativa costante:

  1. Maggiore concentrazione. Molti considerano il tempo la risorsa più preziosa; in verità il tempo è la risorsa più democratica che esista: ne abbiamo tutti a disposizione 86.400 secondi al giorno. La vera risorsa scarsa oggi è la concentrazione. La mente umana tende ad essere facilmente distratta. Data una specifica attività, la nostra attenzione si dimezza dopo 15-20 minuti, per annullarsi del tutto dopo circa 40-45 minuti. Questo fenomeno prende il nome di “decremento di vigilanza” ed è il motivo per cui una sessione di studio non dovrebbe mai durare più di 45 minuti. Da uno studio condotto da K.A. MacLean dell’Università della California, è emerso come la pratica meditativa sia in grado di contrastare il fenomeno del “decremento di vigilanza“. La meditazione, infatti, abitua la nostra mente a mantenere la concentrazione per periodi prolungati. Tali principi sono alla base di tecniche di concentrazione, come ad esempio la Tecnica del Mandarino.
  2. Rafforzamento del sistema immunitario. La meditazione è in grado di ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, presenti nel nostro organismo: ne conseguono effetti benefici sul nostro sistema immunitario. Tuttavia, numerosi studi hanno dimostrato come la meditazione abbia un impatto ben più esteso. Molto interessante è ad esempio il notevole incremento di anticorpi nei partecipanti del programma Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR). Insomma meditare può avere impatti concreti sulla tua salute.
  3. Miglioramento della memoria. La meditazione è in grado di modificare letteralmente il nostro cervello. Uno studio congiunto condotto dai ricercatori di Yale ed Harvard ha dimostrato come la meditazione sia associata ad un incremento della materia grigia in quelle regioni del nostro cervello collegate all’apprendimento e alla memoria. Meditare ti rende più intelligente. Non a caso ho riportato all’interno della guida Studia meno, Studia meglio alcune tecniche di respirazione, basate sui principi della meditazione, in grado di rafforzare la tua mente e riportarla allo stato ottimale per lo studio.

Spero di non averti annoiato con i riferimenti ai diversi studi scientifici, ma è di fondamentale importanza che tu ti convinca della concretezza e dell’efficacia di questa pratica, spazzando via qualsiasi pregiudizio. Adesso però, è arrivato il momento di metterci in azione e scoprire: come meditare nella pratica.

Come meditare

Esistono decine di differenti forme di meditazione ed altrettante tradizioni meditative. In questo post ho deciso di riportarti la pratica meditativa che personalmente ritengo più semplice ed efficace, nonché scevra (‘mazza come parlo raffinato oggi) di etichette di alcun genere: la meditazione mindfulness. Ecco alcuni consigli pratici per la tua prima sessione di meditazione:

posizione meditazione

  • Siediti comodamente, ricordandoti però di tenere la schiena ben eretta. Puoi sederti su una qualsiasi sedia o se preferisci puoi sederti a terra, assumendo la classica posizione del loto (con le gambe incrociate, come in fotografia). Inizialmente ti consiglio di assumere la posizione del semi-loto, in cui un solo piede è appoggiato alla coscia opposta, mentre il secondo si trova sotto l’altra coscia. Personalmente ho notato dei benefici utilizzando un cuscino da meditazione.
  • Trova la postura corretta. La postura influenza profondamente la qualità della pratica meditativa. Per trovare il giusto assetto prova a dondolarti a destra e sinistra, avanti ed indietro, finché non trovi il tuo punto di equilibrio. L’addome deve essere leggermente sporgente, la testa deve spingere verso l’alto, con il mento rientrato ed il naso in linea con lo stomaco. Nel corso della meditazione la bocca deve rimanere chiusa, con la lingua appoggiata al palato. Inizialmente questa posizione può apparire molto artificiosa, ma con la pratica diviene estremamente naturale.
  • Raccogli le mani in posizione zazen. Durante la meditazione le mani sono raccolte ed appoggiate sui piedi, la sinistra sopra la destra, con i pollici che formano una linea orizzontale ed i mignoli che sfiorano l’addome (vedi foto).
  • Socchiudi gli occhi. Gli occhi non devono essere né aperti, per evitare le distrazioni, né chiusi, per evitare di… addormentarsi! Tienili leggermente socchiusi e rivolti verso un punto del terreno a circa un metro di distanza.
  • Concentrati sul respiro. Ora che hai trovato la posizione corretta, concentra la tua attenzione sul respiro. Non forzarlo, limitati ad osservarlo. Senti l’aria che entra nei tuoi polmoni e poi lentamente esce. Ben presto ti accorgerai come mantenere la concentrazione su una cosa così semplice e naturale come il respiro non sia affatto… semplice. La tua mente inizierà a vagare, magari ricordandoti gli impegni della giornata. Non preoccuparti, è naturale. Senza forzature, riporta la tua attenzione al respiro, limitandoti ad osservare dall’esterno i tuoi pensieri.
  • Utilizza un mantra. Per aumentare la tua concentrazione sul respiro, puoi utilizzare un mantra. Un mantra è una breve frase, che ripetiamo più e più volte. Sincronizza il mantra al tuo respiro. Tra i mantra più utilizzati nel corso della meditazione vi è il classico “Ham-Sa“. Questo è un mantra naturale, in quanto riproduce il suono del nostro respiro, dove “ham” viene ripetuto mentalmente durante l’inspirazione e “sa” durante l’espirazione. Un altro mantra molto diffuso è il “So-Hum” (la cui pronuncia è: “So-Am”), che in sanscrito significa “Io sono questo”, dove questo è l’intero universo. Anche in questo caso il mantra va sincronizzato con il respiro: il “So” è pronunciato mentalmente durante l’inspirazione e l'”Hum” durante l’espirazione. Se poi sei un ingegnere puoi utilizzare come mantra i numeri! A parte gli scherzi, un’altra tecnica per mantenere la concentrazione sul respiro è proprio quella di contare fino a 10 (dove i numeri dispari sono le inspirazioni ed i pari le espirazioni) e poi ricominciare da capo.
  • Trova la tua durata ideale. Parliamoci chiaro, qui nessuno è un monaco zen che può dedicare alla meditazione intere giornate, eppure è opportuno dedicare a questa pratica un tempo sufficiente. L’ideale sarebbero due sessioni di meditazione (una al mattino ed una alla sera) di 15-20 minuti ciascuna. Ma è giusto che ognuno trovi la sua durata ideale, per farlo esiste un piccolo trucchetto: nel corso della meditazione avrai la tentazione di smettere ed alzarti. Invece di cedere al primo impulso, limitati ad osservarlo per 3 volte, riportando l’attenzione al tuo respiro. Alla terza volta, concludi pure la tua meditazione, ritornando lentamente ai tuoi impegni.

Meditare: riflessioni conclusive

That’s it! Ti aspettavi qualcosa di mistico, profondo o segreto?! Mi spiace averti deluso, ma la meditazione è quanto di più naturale possa esistere. Non solo, quella cha abbiamo visto è la meditazione “formale“. In realtà, puoi entrare in uno stato meditativo in qualsiasi situazione ed in qualsiasi contesto, riportando la tua attenzione sul respiro ed osservando in maniera distaccata pensieri ed eventi esterni. Oltre ai benefici citati, ti accorgerai nel tempo come la meditazione riservi per te altri preziosi tesori.

Mi auguro che questo articolo ti abbia incuriosito quanto basta per iniziare la tua pratica meditativa questa settimana stessa. Prova e poi lasciami un commento. Buona giornata. Andrea.

Ps. Con soli 5 anni di meditazione alle spalle non mi ritengo affatto un esperto, ed in questo articolo ho cercato di condividere semplicemente i miei studi e la mia esperienza personale. Se questo argomento ti ha affascinato ed intendi approfondirlo, ti ho linkato di seguito alcune risorse che ho utilizzato per avvicinarmi a questa pratica:

Mi auguro ti siano utili. A presto.

Foto tratte da Google Immagini.

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  • Leonardo

    La meditazione e’ sempre stata una di quelle cose che ho sempre voluto provare. Proprio l’altro giorno ho conosciuto una donna che da anni frequenta un Meditation Center e mi ha spiegato in poco tempo le stesse cose che ho letto qui’. Ora non mi resta che provare e speriamo a breve diventi un’abitudine!

    Complimenti per l’articolo!!

    _Leo

    • Ciao Leo,
      sì è senza dubbio un’ottima abitudine da implementare, ma non ti aspettare l’illuminazione immediata: la meditazione è una di quelle abitudini che si gustano con il tempo, come il buon vino ;-)

      • Il buon vino sarebbe meglio non prenderlo…
        per una migliore meditazione ;-)

  • Gennaro

    Ciao.
    C’era il come ed il perché: mancava il cosa.
    Sarebbe bello poter aver la bibliografia degli articoli scientifici che citi nei tuoi post.

    Buona giornata.
    Gennaro

    • Ciao Gennaro, il cosa è il primo punto (cos’è la meditazione) e gli articoli scientifici citati sono tutti linkati, trovi la bibliografia nei .pdf o nelle relative pagine.

    • Le ricerche scientifiche sono tantissime si fanno dagli anni 60! non è facile citarne solo alcune: in casa ho almeno 5 giornali con altrettante citazioni di ricerche.

      Ti faccio un paio di esempi: YALE e del Massachussets Istitute of Tecnology hanno dimostrato almeno due cose
      1) che la meditazione allunga la vita
      2) che c’è un ispessimento della corteccia cerebrale.

      Qui ne ho inserite qualcuna ma sono noiosissime e molto tecniche, se sei uno scienziato o un ricercatore sicuramente ti sarà facile trovarne le fonti:
      http://www.comemeditare.it/benefici-meditazione/i-benefici-della-meditazione-come-meditare-fa-bene/

      personalmente penso che i benefici che percepisci nel farla sono la dimostrazione più sensata ancora delle ricerche innumerevoli e tutte sorprendenti che si basano sulla scienza.

      In altre parole per quanto confermano e tirano fuori benefici comprovati sempre diversi e sorprendenti, mi sembrano inutili!

      Banalmente: mi sento bene e sempre meglio da quando medito, quindi medito!! a che mi servono i “perchè” della scienza?

      Vivere più a lungo è meglio di vivere meglio? E visto che con la meditazione ottieni entrambe non si pone il problema: meditiamo!!

      • Concordo appieno con Claudio.

        Nell’articolo ho riportato 3 benefici “scientifici” proprio per fare piazza pulita di alcuni pregiudizi sulla meditazione, ma al di là dei benefici dimostrati dalla scienza, i motivi che spingono sempre più persone a meditare sono legati a quella sensazione di benessere che ci regala ogni buona meditazione.

        Una volta un maestro di meditazione per rispondere ai pressanti quesiti dei suoi allievi circa la correttezza della loro pratica meditativa rispose: “se al termine della meditazione vi sentite meglio di quando l’avete iniziata, avete meditato correttamente, altrimenti non avete meditato affatto”.

        Andrea.

  • Simone

    Mi aspettavo un altro articolo sugli archetipi, ed invece eccoci qui con la meditazione!
    E’ qualcosa che ho sempre voluto provare, questo articolo mi ha dato l’input giusto per cominciare, ed i mezzi per farlo.
    Grazie, Andrea!

    • Ne sono molto felice Simone, bene così!
      Andrea.

      • Sugli archetipi torneremo comunque la prossima settimana con un nuovo post sull’archetipo dell’Amante

  • Sono davvero felice che tu abbia parlato di meditazione.

    Anche io avvo ed HO pregiudizi rispetto alle mode new ages e ai vari modi di usare lo strumento della meditazione.

    Eppure ho anche un sito che insegna proprio “come meditare”

    Il punto e che tra i vari benefici c’è lo sviluppo della CONSAPEVOLEZZA.

    La consapevolezza, come dici, ci fa stare nel “Qui ed ora” in pratica ci allena a essere pienamente VIVI.

    Chi sei tu per insegnarlo? è questo il bello. Tutti noi con un minimo di esperienza possiamo insegnare la tecnica la “realta” che c’è dietro invece ogniuno scopre la sua!!

    Grazie Andrea,

    • Ciao Claudio,
      è indubbio che la meditazione abbia benefici che vanno ben al di là dei 3 citati. Ma credo che sia corretto che ognuno scopra i tesori nascosti della meditazione con la pratica. Ho ritenuto importante riportare quelli scientificamente provati per spazzare via alcuni pregiudizi.

      Grazie del commento,
      Andrea.

  • Laura

    Il lunedì mattina inizia con un caffè e la tua newsletter. Oggi volevo che alla lettura seguisse la pratica e allora, nonostante la curiosità per l’archetipo dell’amante, ho pensato che nulla più di un post come questo potesse prestarsi all’azione…ho però scoperto di avere la flessibilità di un quercia secolare per cui prima di dedicarmi alla meditazione, dovrò dedicarmi agli esercizi per arrivare alla posizione del loto…se c’è qualche altra quercia secolare in lettura, ecco un video che mi pare ben fatto: http://www.youtube.com/watch?v=Z8LOhZmuVaE.
    E adesso vado a lavorare sulla mia flessibilità: pare che serva qualche settimana per trasformarsi da quercia in loto.

    • Ciao Laura,
      grazie del commento e del link.
      Sì, senza dubbio non ha senso provare immediatamente la posizione del loto completa. La forma è importante, ma conta la sostanza e anche solo sedersi su una sedia va benissimo per iniziare.

      Andrea.

  • Matteo

    Ciao Andrea, ho sempre voluto provare ad iniziare a meditare visti tutti i pro che porta, grazie al tuo articolo questa mattina ho cominciato, ho fatto 5 minuti, è stata una battaglia tra la mia mente che cercava di divagare e le gambe che mi facevano male, però non mi è dispiaciuta affatto penso che questa sera ci riproverò, sono sicuro che ci voglia costanza come in tutte le cose. Ciao ciao e buona settimana a tutti.

    • Per quanto riguarda la mente, come detto anche nell’articolo, è naturale. Per le gambe invece, come scrivevo giusto un commento più sopra, se trovi la posizione del loto scomoda, inizia pure con il semi-loto o il quarto di loto. Anche sedersi semplicemente su una sedia, con la schiena dritta, va benissimo. Il punto non è “somigliare” a qualcuno che medita, ma meditare, ovvero concentrare tutta la nostra attenzione su un unico oggetto, in questo caso la respirazione.

      Andrea.

      • Matteo

        Grazie ancora Andrea per questo articolo meraviglioso e per le dritte che dai nei tuoi commenti! Complimenti tantissimo per il tuo blog ed i tuoi libri!

  • @Matteo
    Il “perdersi” nella meditazione, facendo sì che la mente vada dove pare a lei è del tutto NORMALE! :)
    La mente esiste per risolvere i problemi e, quando non ne ha, ne cerca di nuovi.
    I miei consigli a tutti i principianti:
    – non importa molto, all’inizio, quale posizione tenete: non è importante stare nella posizione del loto, ma stare nel momento presente, vivere nel qui ed ora.
    – Se vi fanno male le gambe, potete stare anche seduti su una sedia, non importa. basta che teniate la schiena dritta. Come in tutte le cose della vita, la perfezione si raggiunge con l’allenamente, evitando la procrastinazione.
    – quando vi accorgete che la vostra mente va per i fatti suoi, allora avete fatto il primo passo verso la consapevolezza. Vi siete accorti che la vostra mente è viva! Ed è bellissimo!
    – mi permetto di linkare questa semplice meditazione per principianti. Io ho iniziato da lì ed ogni tanto ci ritorno. Le cose semplici , rasoio di occam docet, sono quelle che tendono ad essere vere ed, aggiungo io, le migliori.

    Quando sarete più esperti, parleremo di altre meditazioni. Osho vi aspetta!

    • Grazie del commento Francesco ;-)

    • Matteo

      Grazie mille Francesco per i tuoi preziosi consigli e specialmente per il video che fa molto ambiente e quindi è estremamente utile per un super principiante come me.

      • Di nulla, ad entrambi.
        La meditazione è “aprirsi, accogliere nella coscienza, invece di concentrarsi su qualcosa”, rilassare il corpo per ritrovare il silenzio della mente, trovare consapevolezza di ogni singola parte del corpo per ritrovare il corpo stesso.
        Dovrebbero insegnarla nelle scuole, invece di tante stupidaggini che non servono a niente.
        La prima obiezione sarà che “io non riesco a stare fermo immobile per mezz’ora”. La risposta è che tutto è meditazione.
        Persino correre, se scomposto in singoli istanti che si susseguono, è una forma di meditazione. Capito questo passaggio, la percezione della vita cambia, si trasforma in quel che è e che deve essere, vivere il QuiEdOra attraverso l’osservazione della magnificenza che siamo e che ci circonda.
        Buona meditazione a tutti! ^_^

  • Claire

    Buongiorno e buona settimana!!!
    Ti aspettavo al varco! Mi serviva proprio questo (!) articolo! Perchè è da tempo che ci penso, ho anche provato, ma partire da autodidatta a fare qualcosa ha i suoi limiti. Mi serviva un buon punto.elenco che mi impostasse un po’ le idee. Ora devo trovare: il momento più consono, dati gli orari rischio di addormentarmi, il luogo, perchè vorrei quiete, la flessibilità per la posizione (ringrazio Laura qui sopra che ha linkato il video).
    Ora ho tutto, Claudio ha pure fatto riferimento al suo sito …
    Ah no, non ho il cuscino! O_o
    Direi che è giunta l’ora di inserire qualcosa di nuovo nelle abitudini quotidiane! ^_^

    Grazie a tutti!

    • Ahahaha, dai dai, niente scuse: il cuscino non è indispensabile!
      Buona meditazione.

      Andrea.

  • Roberta

    Proprio in questi giorni mi era venuta voglia di iniziare a meditare per aumentare la mia concentrazione e mi chiedevo come fare: hai pubblicato il tuo articolo nel momento giusto!
    Grazie per i tuoi preziosi consigli!

  • Stefano

    Pratico la Meditazione Mindfulness da diversi anni con questa associazione http://www.mindesp.com a Milano , che fa riferimento a Jon Kabat-Zinn di University of Massachusetts Medical School.
    Associazione laica che segue il percorso dell MBSR come protocollo formativo.
    Al suo interno vengono fatti percorsi basati sulla Mindfulness o consapevolezza e sulla meditazione rivolte a personale d’aiuto ad aziende e a bambini.
    Consiglio un libro: Dovunque tu vada, ci sei già

    Stefano

    • Ciao Stefano,
      grazie del commento.

      Per quanto riguarda il libro di Kabat-Zinn l’ho postato anche tra i miei 52 libri di quest’anno.

      A presto,
      Andrea.

  • sabner

    Beh non ricondurre tutto alla procastinazione
    Questa settimana mediterò :)

    • Eh eh eh, deformazione professionale!

      Andrea.

  • Crystal

    Poi mi spiegherai come fai a indovinare l’argomento perfetto per me al momento giusto ogni santa settimana :-)

    • Mica posso svelarti tutti i trucchetti del blogger scafato!
      Grazie del commento.

      Andrea.

    • Chiara

      Anche io l’ho pensato appena ho letto questo articolo.
      Era da un po’ che volevo accostarmi alla meditazione però mi mancava “l’input”. Questo artcolo mi ha dato degli ottimi punti di partenza. :)
      Ps: non vedo l’ora che esa l’articolo sul mio archetipo! :)

      • Mi fa piacere Chiara, beh, nelle prossime settimane concluderò anche la mini-serie sugli archetipi ;-)

  • Ambrosia

    Ecco un altro argomento di cui ero curiosa di leggere nel mio blog preferito di crescita personale ;)
    Grazie Andrea, buona settimana a te e ai membri della community di EfficaceMente. Attendiamo l’articolo sull’archetipo dell’Amante ;)

    Ambrosia.

    • Ciao Ambrosia, lunedì arriverà l’archetipo dell’Amante, lo aspettano tutti come le farfalle al salmone la domenica a pranzo ;-)

  • Davide

    Guarda, speravo che prima o poi svelassi la tua pratica meditativa. Da quando ho scoperto il tuo blog mi sono detto che dietro tutto questo lavoro proiettato sul fare ci fosse anche una pratica di meditazione. Scrivi come una persna “centrata” puo’ fare, per usare un’espressione comune nelle arti marziali e non solo.
    Hai dato degli spunti molto belli per iniziare e come al solito pure i lettori,
    Io ho il solito problema che vado a cicli e va ricordato che l’incostanza e la procrastinazione vanno a braccetto. Magari stavolta ci riesco. Per superare questo problema sto lavorando sulle buone abitudini e c’ho messo anche una micro-sessione di meditazione. Cosi’ pesa di meno e la faccio piu’ spesso.
    Come hai scritto io tendo a portare attenzione tutte le volte che posso durante il giorno ma credo che la sessione sia comunque fondamentale.

    • Ciao Davide,
      sì, la costanza è un altro tema di cui dovrò trattare prima o poi, in quanto ingrediente essenziale per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo ambizioso.

  • Olimpia

    Grazie per questo bel articolo e grazie per averci suggerito il libro “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita”di Giulio Giacobbe, davvero divertente e incisivo nello stesso tempo. Forse meditando riuscirò a sbloccare la mia mente? Buona giornata a Tutti.
    Olimpia

    • Beh, ognuno riesce a trarre benefici differenti dalla meditazione… chissà…
      Lo stesso Giulio Cesare Giacobbe è un gran sostenitore della meditazione.

      Andrea.

  • Eddy

    Ciao Andrea, volevo congratularmi con te non solo per il tuo ottimo blog, ma sopratutto per il fatto che rispondi a così tanti commenti.
    Cmq il solo leggere i tuoi articoli mi fa sentire una persona migliore…
    GRAZIE

    • Ciao Eddy, mi piace poter aver un rapporto diretto con chi dedica il suo tempo per leggere quello che scrivo.
      Ultimamente non è semplice, ma ci provo.

      A presto,
      Andrea.

  • Jessica Caujolle

    Trovare un pò di tempo per meditare ogni giorno è importante. Dà innumerevoli benefici fisici e mentali. Aggiungerei anche la pratica dello yoga dinamico! Dopo una giornata di lavoro intenso non c’è niente di meglio per liberarci dallo stress! Complimenti per l’articolo!

    • Ciao Jessica, grazie dei suggerimenti. Sì, facendo un brutale sunto delle centinaia di libri ed articoli letti sulla tematica “crescita personale” devo dire che è sempre presente una qualche forma di pratica meditativa.

  • Marco

    Essendo cristiano la mia meditazione è la preghiera, ma non ho mai provato a pregare seguendo una determinata postura, ora cercherò di seguire i tuoi consigli anche su questo. Utile come sempre.

    • Ciao Marco, grazie del commento.
      Andrea.

  • Luca

    Ciao andrea, ci voleva proprio un’articolo sulla meditazione! personalmente la pratico da un po’e…non è così semplice! questo la dice lunga su quanto siamo in grado di controllare la nostra mente! comunque una delle tecniche migliori che ho trovato è la ”one moment meditation”, ovvero imparare a meditare per un minuto in modo da poter calmare e rigenerare la mente ogni qual volta lo si desideri o se ne abbia necessità. C’è un video omonimo su youtube in inglese che spiega come fare.

    • Ciao Luca, ottimo suggerimento.
      Come per ogni abitudine la gradualità è fondamentale e la strategia di impegnarsi per un tempo ridicolmente piccolo può aiutarci a superare l’inerzia iniziale. Inoltre, all’inizio è molto difficile e frustrante meditare per più di 5-10 minuti.

  • Andrea
    • La lista dei benefici sarebbe stata lunghissima, ho preferito concentrarmi solo su 3 elementi: grazie del contributo.

      Andrea.

  • Matteo

    Ciao Andrea,
    seguo il tuo blog da un po’ e ti ringrazio per i consigli pratici che hai deciso di condividere in questo spazio. Ne sto già applicando un paio (trovare lo scopo, fare attività fisica la mattina) e devo dire che è dura fare a craniate con il proprio ego ma qualcosa si sta muovendo. Ora volevo integrare la meditazione all’attività fisica mattutina. Già in passato tra alti e bassi l’ho praticata ma senza costanza (altrimenti non leggerei questo blog! ;-) ) e volevo un consiglio pratico, secondo la tua esperienza: la meditazione è meglio dopo l’attività fisica o prima ? Grazie mille di una tua cortese risposta.
    Buona giornata!

    Matteo

    • Ciao Matteo, su questo punto non ho dubbi: assolutamente meglio meditare DOPO l’attività fisica. Il lento acquietarsi del respiro dopo un buon allenamento aiuterà anche la tua mente a ritrovare il suo equilibrio.

      Spero di esserti stato utile,
      Andrea.

  • Angimat85

    Ho scoperto il blog in maniera un po’ anomala, guidata dal mio “ipercriticismo”: oltre alla squallida sensazione (dovuta anche ad alcune vicissitudini) della mia vita che andava avanti per inerzia ed alla remota consapevolezza che “avrei dovuto fare qualcosa”, diventavo sempre meno convinta e sempre più disgustata da molti dei presupposti teorico-pratici su cui si fonda la mia professione (medico); dunque ho iniziato a coltivare il mio interesse (per la verità già presente da tempo, ma rimasto nel cassetto delle “cose che farò un giorno”) per medicine alternative, pensiero positivo, yoga e quant’altro. Ho iniziato iscrivendomi a yoga (attività che peraltro consiglio a tutti), poi mi ha consigliarono quasi per caso un autrice (Loiuse Hay, molto interessante) da cui è partita la mia ricerca, prevalentemente per via mediatica. Ho scoperto un mondo spaziale dedicato allo sviluppo dei poteri della mente, alla potere di auto guarigione dell’essere umano, etc. Anche quello molto interessante. Ma, nel timore di sfociare nel fanatismo, e dato che sono convinta che l’eccesso di informazione fornita da internet di cui oggi noi disponiamo equivale a “nessuna informazione”,o meglio all’ignoranza, ho risvegliato il mio innato ipercriticismo (verso me stessa e verso gli altri ) e ho voluto sentire “l’altra campana”, cercando testimonianze di chi non era rimasto soddisfatto o non concordava con quelle linee di pensiero. Devo dire che ho trovate pochissimi pareri negativi, avallando la mia ipotesi che questo mondo sommerso è pieno di risorse validissime ma anche di tanti “ciarlatani” (parola che è stata la mia chiave di ricerca su google). Qui mi sono imbattuta sul tuo articolo “quattro balle sulla crescita personale”, che ho divorato utilizzando incosciamente qualche oscura “tecnica di lettura veloce” (premesso che io leggo lentissimamente con mio sommo cruccio); da li ho iniziato a divorare decine e decine di articoli sempre più entusiasta per i consigli di natura pratica che trovavo, forniti con insoliti acume ed ironia, e felice di constatare che qualcuno avesse deciso di condividere gratuitamente o per pochi euri la propria sudata esperienza ed i frutti del proprio impervio percorso senza che fosse necessario sganciare banconote da 100 per seminari, etc. Personalmente uno dei miei grandi obiettivi (cioè il lavoro che ho sempre sognato di fare) l’ho raggiunto, ho avuto una brillante carriera universitaria, ma al prezzo di sacrificare molto spesso le mie passioni, dicendomi che “dopo la laurea avrò un sacco di tempo” (da inguaribile procrastinatrice), cosa che ovviamente non è stata vera, anzi… Oltretutto ho sempre pensato, poiché non mi ritengo certo stupida, che avrei potuto ottenere gli stessi risultati riducendo gli sforzi… insomma, il mio metodo era e rimane valido, ma il mio innato perfezionismo ed il mio “complesso da prima della classe”, intriso della mia inguaribile autocritica, mi continuano tuttora a ripetere che “SI POTEVA E SI PUO’ FARE DI MEGLIO”… La mia insoddisfazione nasceva dunque sia dal fatto che finora ho trascurato tante cose che mi piacciono (“ non era mai il momento giusto per cominciare”), sia dal fatto che avendo iniziato a lavorare, e tanto, mi rimane molto poco tempo per studiare (cosa che noi medici non possiamo mai smettere di fare e che peraltro mi piace molto). Ovviamente, gli articoli sulla procrastinazione sono stati una rivelazione. Non ho ancora scaricato “Start” perché ho iniziato con “il monaco che vendette la sua ferrari” (ottimo consiglio), ma sarà il prossimo passo. Ho abbracciato la filosofia del “cambiare una abitudine alla volta”, e sono alle prese con quella che consideravo più difficile per i miei gusti: alzarmi presto la mattina (il mio fidanzato, che sa quanto amo dormire, è sconvolto dal vedermi alzare alla buon’ora per i miei esercizi di yoga… devo dire comunque che l’App di Sleep cycle è una trovata geniale). La prossima sarà la lettura serale (mi piace tantissimo leggere ma “la sera sono sempre troppo stanca”… la meta dei 52 libri all’anno rimane lontana ). Ho preso in mano PARTE (perché il 20% delle cause produce l’80% dei risultati) della pila di fogli di materiale che mi ero ripromessa di studiare (rigorosamente IN INGLESE e che stavano facendo la muffa) ed ho cominciato a spulciarli con accanto il mio “pomodoro da cucina”… mai una volta che rispettassi i tempi che mi do… (lo so, ancora mi sopravvaluto). Insomma, GRAZIE. Fortunatamente alcuni obiettivi importanti li ho già raggiunti, ho un fidanzato meraviglioso, il lavoro che ho sempre sognato fare e la mia indipendenza economica; da quando ho iniziato il mio percorso di crescita personale, ho iniziato a guardare a queste cose con infinita gratitudine, cambiando radicalmente la mia visione della vita, ma la strada è lunga, tante cose mi rimangono da fare, tante abitudini da cambiare, e tanti sogni da realizzare che richiedono però anche un tempo tecnico per venire alla luce (dei figli, tornare a lavorare dove sono nata), ma per quelle conto anche sull’aiuto della legge dell’attrazione (esperienza personale: FUNZIONA!), anche grazie alla quale, forse, mi sono imbattuta in questo blog :).

    Già che ci siamo, vorrei chiederti se conosci e cosa ne pensi di personaggi come Roy Martina, Joe Dispensa e Louise Hay.

    Al prossimo articolo!

    • Ciao,
      grazie del commento.

      Di Roy Martina non ho una buona opinione, Joe Dispensa e Louise Hay invece sono autori che non ho mai approfondito.

      Andrea.

  • Fab

    Ciao Andrea,

    ormai intervengo raramente ma sorge spontanea una domanda:

    come mai di Roy Martina non hai una buona opinione?

    E’stato un atleta eccellente, un bravo medico, un imprenditore nel campo della medicina alternativa e collabora come coach con Roberto Re.

    Per carità io non l’ho seguito più di tanto ( ho letto ai tempi solo un suo libro e quello recente che ha fatto con Roberto Re “Vitality” l’ho letto a sgamo in libreria e diceva delle robe che già sapevo ) ma non riesco a capire perchè lo consideri al di sotto della media visto che nel campo dello sviluppo personale e affini c’è di peggio!

    Ma poi se avesse la fama di mezzo ciarlatano sarebbe già spuntata fuori da un pezzo!!

    Non dico che è un drago ma una mezza calzetta non mi sembra si possa dire a meno che essendo tu un “business insider” hai avuto accesso a news riservate!!

    In questo caso, ti faccio arrestare per insider trading di stampo giluodoresco!!

    ( Ho un cugino questore in prima linea contro la mafia!! )

    A parte gli scherzi, un tuo commento asciutto e sintetico in stile giuliodoresco sarebbe molto gradito!!

    Ciao!

    Fab

  • Giuseppe

    Che utilità ha la posizione zazen?

    • Ciao Giuseppe, la posizione indicata in questo post non è l’unica posizione per la meditazione. Come scritto, si può meditare anche semplicemente seduti. Tuttavia la posizione del loto e il raccoglimento delle mani nella posizione zazen consentono al nostro corpo di acquisire una posizione che nel corso dei millenni si è dimostrata particolarmente efficace nel placare la nostra mente ed il nostro corpo.

      Andrea.

  • Nicola Zanni

    Ciao.
    A proposito di meditazione, conoscete i 5 RITI TIBETANI?

    Ciao
    Nicola.

    • Sì, si potrebbero assimilare ad una forma di meditazione dinamica che ha lo scopo di riarmonizzare i 7 chackra.
      Utili, ma non li conosco a fondo, li ho praticati per un po’, ma poi ho piantato lì, più per pigrizia che altro…

      • Nicola Zanni

        Li ho praticati anch’io. Ho trovato enormi vantaggi da questa attività ma ora sono arrivato ad un “punto morto”.

        La provenienza dei 5 riti tibetani è dubbia. Il colonnello, protagonista del libro “i cinque riti tibetani” di Peter Kelder, sembra essere un personaggio inventato ad-hoc, per occidentalizzare e quindi avvicinare al pubblico europeo una pratica molto comune in oriente.
        Lo yoga. Disciplina praticata principalmente da uomini (cosa che agli occidentali è completamente estranea e anzi quasi un taboo) racchiude un’infinità di tecniche.
        “I cinque riti tibetani” vorrebbero esserne una sintesi.

        Ora, vorrei capire il tipo d’esperienza di altre persone che come me hanno avuto a che fare con questa pratica…e perché no, condividere nuove tecniche.
        Personalmente mi piacerebbe approfondire moltissimo l’aspetto della respirazione.

        Buona lettura/scrittura a tutti :D
        NicolaZ

  • cocinella

    ciao….che tu sappia, si può usufruire di qualche tipica melodia durante i minuti di meditazione? se sì, quelle su youtube possono essere adatte? ce ne sono molte…e alcune sono proprio rilassanti.

    • Ciao cocinella,
      io preferisco la meditazione nella sua purezza: semplice focus sul respiro.
      Sì esistono melodie, meditazioni guidate (ne ho suggerite un paio a fine articolo), ma sono stampelle che ci allontanano dallo scopo ultimo della meditazione.

      Andrea.

  • Barbara

    Ciao!
    Seguo il tuo blog dall’anno scorso, ti faccio i complimenti sia per come è scritto sia per i contenuti!
    Ho letto molti siti e articoli che parlano di meditazione, e oggi mi sono imbattuta in questo qui.
    C’è sempre lo stesso concetto che non mi è chiaro e non riesco a mettere in pratica: osservare i pensieri dall’esterno! Come è possibile, in modo pratico, osservare i pensieri dall’esterno?!
    grazie!!
    Barbara

  • Crystal

    Leggendo nuovamente questo articolo mi sono soffermata sulla frase “una sessione di studio non dovrebbe mai durare più di 45 minuti”. Che significa? Ho capito il discorso del “decremento di vigilanza”, ma con 45 minuti per una sessione di studio s’intende prima di una pausa per poi ricominciare, o davvero dovremmo studiare per soli 45 minuti al giorno? Scusa la domanda Andrea, forse un po’ stupida, ma davvero non ho capito questo concetto. Grazie mille come sempre!

    • Sì, naturalmente 45 minuti prima di una pausa, per poi ricominciare. ;-)
      (ti pareva di scampartela eh?!)

  • Crystal

    ok, c’ho provato… torno a studià… ^_^’ (a orecchie basse) :P :DD

  • Ambrosia

    Ciao Andrea,
    è vero che ci sono molti pregiudizi e freni mentali riguardo questa antichissima pratica. Personalmente sono sempre stata incuriosita dalla meditazione e il tuo articolo è stato un pò il “là” a voler sperimentare.
    Pensa che quando l’ho detto al mio ragazzo (che pratica meditazione ormai da diversi mesi), quasi è cascato dalla sedia per le risate, sostenendo che non mi vede adatta a tale pratica in quanto poco pacata e un pò troppo “esagitata” -.-
    Ooooomommmmm(miodio, che nervoso XD!)
    Il mio consiglio è di non lasciarsi condizionare da chi diffida di noi e delle nostre capacità, ma di andare avanti per la propria strada senza lasciarsi influenzare.
    Bell’articolo come al solito, complimenti :)
    A.

  • Gran bell’articolo Andrea.

    Davvero complimenti.

    Non ne so molto di pratiche di meditazione, ma sono curiosa (e soprattutto penso di averne bisogno in questo momento della mia vita)e quindi mi piacerebbe provare.

    Penso di avere necessità di fermarmi un attimo e prendermi un momento per me. Ho bisogno di avvicinarmi un po’ alla mia me stessa e di ascoltarla un po’.

    Come dici tu, niente di mistico o di magico. Ma il tutto si svolge in modo molto molto naturale.

    Proverò a seguire come un piccolo manuale i tuoi consigli, e ti farò sapere com’è andata ;)

  • Matteo

    a parte il fatto che la meditazione serve per raggiungere la LIBERAZIONE (dimorare nello stato assoluto incondizionato) e dunque tutti i benefici elencati nell’articolo sono SECONDARI e SUPERFICIALI (perfino raggiungere elevati stati di benessere interiore è considerata una meta profana), ma poi meditate pure senza un maestro seguendo le regole di questi blogghetti: è la via maestra per raggiungere la condizione psicopatologica ;)

    Matteo

    • Ciao Matteo,
      ho come l’impressione che il tuo commento sia intriso di boria ed arroganza.
      Naturalmente è solo un’impressione. Sarebbe infatti molto strano che un esperto di meditazione come te si lasciasse andare a questi atteggiamenti.
      Sarebbe altrettanto strano che il livello di consapevolezza che avrai certamente maturato grazie alla pratica meditativa costante con un maestro, non ti avesse permesso di accorgerti di questa frase molto chiara circa i benefici della meditazione:

      Meditare con in mente un obiettivo è di per sé errato. Se proiettiamo la nostra mente in un futuro prossimo, riempiendola di aspettative di fatto NON stiamo meditando. […] Detto questo, è innegabile che la meditazione abbia molteplici benefici…”

      L’autore del blogghetto.

      • Matteo

        mi scuso se sono apparso borioso e arrogante, il mio commento non voleva affatto esserlo.

        Ho sempre rispetto per ragazzi in gamba come te che hanno fatto di internet, la loro passione, il proprio lavoro, quindi figurati non ce l’ho con te, soltanto che sono stufo di leggere queste cose sulla meditazione… sembra quasi che più uno parli e meno cose sappia!

        Non è riferito solo a te e ovviamente non è colpa tua, hai agito secondo un naturale e imposto imprinting; ci tengo però a far sapere che la meditazione NON SERVE a raggiungere i traguardi infimi da te descritti, e neppure il versetto che hai citato giustifica la tua descrizione della meditazione.

        la meditazione serve per raggiungere il bhumi.. per “illuminarsi” usando un’espressione famosa e pluri-inflazionata in occidente.. PUNTO.

        Inoltre è necessario comprendere che la meditazione non è affatto questa pratica rose e fiori che tutti dovrebbero fare, come viene presentata da pseudo-maestri che di meditazione non hanno capito nulla ma si permettono tuttavia di insegnarla, anzi applicarsi a pratiche ascetiche senza essere seguiti da persone competenti può rivelarsi nel migliore dei casi una perdita di tempo e nel peggiore una pratica autodistruttiva.

        Lo so che dire queste cose, in un mondo dove a dominare è un cieco e stupido scetticismo verso tutto ciò che è spirituale, ha un retrogusto di “paranoia”, ma così stanno le cose e questo può confermartelo QUALSIASI serio maestro di meditazione, e per serio non intendo uno che si è svegliato la mattina e si è messo ad insegnare yoga nelle palestre (a proposito, questo tipo di yoga NON E’ yoga) ma uno che è stato iniziato a sua volta da un maestro di uno specifico lignaggio il quale a sua volta è stato iniziato da un altro maestro e così via.

        Comunque ci tengo a precisare che non sono affatto un esperto di meditazione, ma almeno ho le basi conoscitive ed esperenziali per parlarne senza fuorviare quei poveretti che magari cercano nella meditazione qualcosa che troverebbero magari in una sana e prospicua attività sessuale.

        Con certe discipline non si scherza :)

        Matteo

      • Invece è proprio su questo punto che dissento Matteo: pensare che la meditazione sia una pratica riservata a pochi eletti è la più grande delle mistificazioni e terreno fertile per chi della meditazione vuol fare un business.

        La meditazione non è esclusiva di determinate scuole religiose/filosofiche. Se hai ricevuto un imprinting in tal senso, comprendo la tua critica e la accetto, ma non per questo posso considerarla il “verbo”.

        Comunque grazie del commento e del confronto. Se può esserti utile ad inquadrare meglio il post, tengo a precisare che EfficaceMente non è il mio lavoro, faccio tutt’altro per lavoro. Sicuramente è la mia passione e scopo di questo articolo era riportare i benefici scientificamente dimostrati della meditazione, lungi da me pensare che questi siano gli unici o i migliori.

        A presto,
        Andrea.

  • Matteo

    Scusami Andrea ma quanta esperienza hai di meditazione?
    Hai mai provato esperienze estatiche, e non intendo amenità del tipo “mi sento più rilassato” ecc ma veri e propri stati di beatitudine non duali, grazie alla pratica?
    Pratichi tutti i giorni almeno mezz’ora al giorno?

    Io sì e già da due anni e mezzo (che è nulla in realtà per la vera ascesi ma moltissimo per tanti occidentali) e ti assicuro che è un percorso fatto di sangue, sudore e disciplina.

    E’ esattamente vero il contrario di quanto tu dici: qui abbiamo reso la meditazione un giochetto per rilassarsi alla portata di tutti PROPRIO PER MOTIVI DI BUSINESS.

    Se ne capisci un po’ di business e di marketing, come penso a giudicare dalle attività del tuo blog (che anche se è solo la tua passione immagino ti porti dei guadagni – ps: lo dico con ammirazione visto che è soltanto lodevole rendere renumerative le propria passioni), converrai con me che quello che la massa cerca è il tutto e subito.

    Chi può offrirlo a buon mercato, guadanga. Così hanno fatto con la meditazione.

    Al contrario, presentando la meditazione per ciò che veramente è – una disciplina per pochi (non in senso teleologico o deterministico ma in senso “karmico”) – ecco che smette di essere un buon strumento di business.

    • Caro Matteo, va a finire che ti offro da bere ;-)
      Come riportato nell’articolo sono 5 anni che pratico con due sessioni quotidiane di 20 minuti: una all’alba e una la sera. Questo fa di me un esperto che può discettare di meditazione?! Neanche lontanamente e ti assicuro che non lo dico con falsa modestia.

      Una cosa che condivido completamente del tuo commento è che la meditazione richieda disciplina ed impegno e che non la si può considerare una mera pratica di rilassamento (fatti del training autogeno piuttosto!). Il mio messaggio è diverso: “puoi dirmi che è difficile, puoi dirmi che serve impegno, ma non dirmi che non posso farlo. Soprattutto non dirmi che solo dei maestri illuminati possono iniziarmi a pratiche mistiche segrete” (sto estremizzando).

      Per inclinazione ho cercato sempre il percorso dell’autodidatta, selezionando con molta attenzione i miei “maestri”. Questo è un mio difetto Matteo e comprendo il tuo punto di vista. Nella mia esperienza però, chi utilizza un maestro come bastone di sostegno e non come trampolino, in realtà rischia di non accedere mai al livello successivo. Alcune esperienze devono necessariamente essere affrontate in solitudine.

      Andrea.

  • Matteo

    Vedi purtroppo confermi quanto dico: senza maestro non si raggiungono grandi traguardi.

    Non voglio giudicare la tua esperienza meditativa perché nessuno può permettersi di farlo e inoltre si vede che sei un ragazzo in gamba, ma da come parli si capisce che non hai mai potuto accedere a stati meditativi avanzati.

    Non è un tuo difetto, anzi è probabile che tu sia anche portato per la meditazione, il problema è che non seguendo un maestro certe cose NON LE SI PUO’ OBIETTIVAMENTE CAPIRE.

    Il maestro ovviamente non deve essere un eterno bastone, come tu dici, al contrario è il dito che indica la luna.. ma poi è il discepolo che percorre il cammino.

    Comunque sappi che non voglio assolutamente sminuire la tua pratica e la tua comprensione della medesima, è soltanto ammirevole che tu mediti da 5 anni in maniera regolare e continua; ma traguardi avanzati come il raggiungimento dello stato di rigpa – come lo chiamano i buddhisti – è possibile soltanto con una guida in quanto meta NON ordinaria (cioè non accessibile con metodi “convenzionali”, ma con pratiche che attingo all’energia del proprio lignaggio e maestro).

    • Esattamente Matteo, tendo ad essere una persona molto pratica: i traguardi formali mi interessano relativamente poco, così come le etichette che si cercano di affibbiare alla meditazione. E’ il modo in cui la mia mente si è modificata in questi anni che mi ha fatto dare valore a questa pratica. Ha senso raggiungere il rigpa, e poi continuare ad avere una mente che giudica senza sosta e che non riesce a rinunciare a dogmi e verità preconfezionate? Ha senso parlare di liberazione e poi legarsi a traguardi formali? Meditare, nella mia esperienza, significa anche riuscire a vedere la realtà per quel che è, senza giudizi e senza etichette.

      • sabner

        “vedere la realtà per quel che è, senza giudizi e senza etichette” non è cosa da poco :)
        .
        “legarsi a traguardi formali” non avevo mai pensato ai traguardi da questo punto di vista!

      • Ciao Matteo, ho letto recentemente questa frase del Dalai Lama e ho ripensato al nostro confronto. Secondo me, anche lui vuole mettere su un bel businessetto! Vatti a fidare! ;-)

        “There are techniques of Buddhism, such as meditation, that anyone can adopt – Dalai Lama”

  • Ciao,
    trovo questa definizione di meditazione approssimativa.

    La meditazione è, in generale, la pratica di concentrazione della mente su uno o più oggetti, immagini, pensieri (o talvolta su nessun oggetto) a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente di miglioramento delle proprie condizioni psicofisiche.

    La meditazione in essenza è

    concentrazione sull’Infinito…
    è diventare, trasformare la propria mente
    in infinità…

    un’esperienza di trascendenza
    (che poi si rivela anche percezione di immanenza)

    che ci fa scoprire e svelare la nostra natura…

    il resto… sono tecniche mentali… di sviluppo
    di qualità mentali…

    ciao,
    Guido

    • Ciao Guido,
      puoi andare su Wikipedia e modificarla.

      é tratta da lì.

      Andrea.

      • Caro Andrea,
        grazie del suggerimento…
        sulla possibile modifica a wikipedia… :-)

        Volevo da parte mia,
        suggerire un significato più specifico
        e profondo,
        per distinguerlo da tecniche chiamate
        meditative, che non sono altro
        che tecniche di sviluppo di qualità mentali,
        con
        il significato più consono e che dà maggior valore
        alla meditazione stessa…

        concentrazione sull’Infinito…
        diventare, trasformare la propria mente
        in infinità…

        Questa prospettiva apre anche le porte alle nostre possibilità
        di esperienza e trasformazione interiore.

        un saluto,
        Guido

      • Ciao Guido,
        rileggendo il mio commento mi è venuto il sospetto che potesse essere interpretato in modo ironico.
        Ho davvero apprezzato la tua definizione e non scherzavo affatto sulla possibilità di aggiungere la tua definizione a quella ufficiale di wikipedia, sono certo possa arricchirla.

        Andrea.

  • Ciao Andrea,
    grazie del chiarimento…
    il tuo sospetto era fondato…

    grazie allora del tuo apprezzamento…

    buona vita..

    a presto,
    Guido

  • Simone

    Ciao Andrea,
    ho trovato davvero molto interessante il tuo articolo e mi piacerebbe iniziare a meditare, ho già provato qualche volta e devo ammettere che non è andata benissimo perchè perdo immediatamente la concentrazione e penso ai c***i miei senza tener minimamente conto della respirazione:)
    Inoltre trovo anche un po’ “faticoso” riuscire a mantenere la posizione.

    Ma non ti preoccupare Andrea, mi impegnerò a fondo e sono convinto che tra qualche mese potrò riscriverti che la meditazione inizia a venirmi naturale:)

    Volevo sottoporti il seguente quesito: è da qualche settimana che tutte le mattine faccio i 5 tibetani (vedi link) che sono 5 esercizi molto facili da fare che però ritengo molto utili come “primo risveglio del corpo”. Secondo te questi esercizi possono essere abbinati alla meditazione? Intendo dire, posso prima meditare e poi farli o viceversa? Se sì, cosa è meglio fare prima secondo te?

    Simone

    • Ciao Simone,
      conosco i 5 tibetani, ma la loro origine non mi ha mai convinto del tutto e non ne ho tratto particolari benefici: opinione personale.
      In generale comunque è preferibile abbinare una sessione di meditazione DOPO una moderata attività fisica.

      Andrea.

  • Ciao Andrea, articolo molto interessante (come sempre :)). Avevo già pensato di iniziare a meditare, ma prima non avevo ben idea di come iniziare… Adesso ho un punto di partenza! Grazie!

  • Murali

    Bell’articolo, grazie.
    Un consiglio, potete meditare sulle sillabe ” Krish – na ” e ” Ra – ma “, sono le componenti del mantra più famoso e più antico in India.

    • Premetto che pratico da pochissimo. Ma questa cosa dei diversi Mantra non mi va giù. Cosa cambia da un Mantra all’altro e perchè dovrei usarne uno rispetto ad un altro? io uso il Baba Nam Kevalam perchè è il primo in cui mi sono imbattuto.

      • Ciao Marco,
        dietro la scelta di un mantra c’è una scienza,
        la scienza antica dello yoga…
        cosa cambia?
        tutto…
        ovvero ogni mantra ha un suo effetto…

        esistono ad esempio due grandi classi di mantra:
        1) maha mantra
        2) is’ta mantra.

        I Maha Mantra sono mantra universali che hanno beneficio per tutti, non ci sono condizioni particolari..
        Is’ta mantra è invece un mantra personale, che focalizza la mente verso la propria interiorià in modo specifico, individuale e focalizzato.

        Il Mantra Baba Nam Kevalam fa parte dei Maha Mantra, inoltre è stato introdotto da un maestro straordinario nel secolo precedente.

        E’ un ottimo mantra per la meditazione, anche se poi l’ideale sarebbe avere, ottenere un mantra individuale.

        I mantra differiscono e si distinguono comunque per quattro caratteristiche:
        1) acustica
        2) ritmica
        3) ideativa

        4) intrinseca…

        ciao,
        Guido

  • Manuel

    Ciao, molto interessante il tuo post, io non ho capito una cosa scusa l’ignoranza ma e’ la prima volta che provo. Una volta trovata la posizione e mettendo l’attenzione sul respiro cosa devo fare? Pensare a qualcosa in particolare? Scusami ma non capisco davvero.

    • stefano

      devi ascoltare le sensazioni corporee del respiro , non pensare al respiro!
      leggi mindfullness di gherardo amadei o dovunque tu vada ci sei gia.

      ciao stefano

  • Gianluca

    Ciao Andrea, conosci la tecnica della Rosa (osservare ogni giorno una rosa, senza distrazioni), spiegata in ‘Un monaco che vendette la sua ferrari’? Cose ne pensi al riguardo?

    • Ciao Gianluca,
      la meditazione della rosa è una meditazione interessante. Non ne sono un praticante assiduo, ma ti posso dire che, in sostanza, si basa sul principio dell’osservazione del bello e della sua contemplazione.
      Si tratta di ispezionare con la mente la bellezza di questo fiore, diventare fiore, poi petalo, poi pistillo e via dicendo…
      Nei casi più “estremi”, l’esperienza vissuta dall’osservatore diventa totale, ci si trasforma letteralmente nella rosa, divenendo bella e profumata, pronta ad accogliere ed a donare sorrisi e dolci emozioni.
      Fantastico!
      Come tutte le cose, non è un “sei ad un click dal successo”, ma è una cosa che si può raggiungere col tempo (ai più fortunati qualche giorno, ai più qualche anno, a tutti gli altri mai).
      Se è vero che è quasi impossibile immedesimarsi nella rosa, la meditazione in sé è un ottimo esercizio contemplativo che allena la mente ad osservare ed apprezzare il bello in tutte le cose. Ti ricordo, per non andare troppo lontano, che la rosa è fatta di tante spine, che procurano morte ai bruchi e dolore agli umani che si dimenticano della loro presenza e si fanno pungere. Questo però non è mai motivo di disprezzo per la rosa, perché il suo essere così perfetto e meraviglioso fa di essa uno dei più bei miracoli della vita.
      Osservare il bello per diventare belli. Senza pre-giudizi e senza freni.

      Spero di esserti stato utile.
      ciao
      :)

  • luka

    complimenti per la guida !! bellissima e utilissima grazie davvero !

  • diletta

    Ciao!Ogni tanto ho seguito il tuo interessantissimo blog e ho deciso che continuerò a guardarlo più spesso!:) complimenti davvero.
    Da diverso tempo faccio meditazione ma in maniera davvero incostante.Da un pò sto provando a essere più attenta.Vorrei chiederti alcune informazioni e pareri riguardo la meditazione.Hai detto cose che ho spesso letto ma non capisco molto:
    1)Ad esempio si sostiene che la musica possa interferire con lo stato meditativo.(alcuni maestri come Osho però non lo pensano…daltronde non tutti i maestri concordano su alcune tecniche…ad esempio per osho al contratio di molti la meditazione trascendentale non è meditazione)Quello che non ho mai capito è questo:se meditazione significa essere nel presente e aiuta il focalizzarsi su un univo oggetto…..perchè la musica non può andare bene?Se ci emoziona può fare si che restiamo nel presente come altro non riesce a fare

    2)Tu ritieni che le tecniche di visualizzazione possano aiutrare a raggiungere lo stato meditativo?Molti le usano ma alcuni come Osho ritengono che non essendo reali ma frutto della nostra mente allontanino dall’obiettivo.Premesso che l’importante è che ognuno trovi la propria strada….tu cosa ne divi?

    3)Ho sentito dire che fissare un punto con gli occhi a perti pert molto tempo (me l’hanno detto anche medici che in effetti è possibile) fa male agli occhi ma alcune tecniche meditative sostengono che gli occhi non vadano necessariamente chiusi ma aperti a guardare un punto preciso

    • Ciao Diletta,
      come specificato nel post:

      Esistono decine di differenti forme di meditazione ed altrettante tradizioni meditative. In questo post ho deciso di riportarti la pratica meditativa che personalmente ritengo più semplice ed efficace, nonché scevra di etichette di alcun genere: la meditazione mindfulness.

      Se consideri le indicazioni di Osho più in linea con la tua esperienza meditativa, non ci sono regole che definiscano una pratica meditativa superiore ad un’altra. Credo che nella crescita personale gli assolutismi siano negativi: io utilizzo EfficaceMente per condividere quelle strategie che hanno funzionato nella mia esperienza personale, ma non ho in alcun modo la presunzione di considerare tali strategie uniche ed indiscutibili :-)

      Provo comunque a rispondere alle tue domande:

      1) Per me meditazione significa riprendere il contatto con la realtà che ci circonda ed il momento presente. La musica, anche se in modo positivo, ci porta lontani dalla realtà, ci fa viaggiare: per questo motivo, personalmente preferisco meditare senza musica.

      2) Nel blog ho parlato di tecniche di visualizzazione efficaci (qui un post sull’argomento) ma non le ritengo un buono strumento meditativo: così come per la musica, tutto ciò che ci allontana dalla realtà e dal momento presente non dovrebbe far parte della nostra pratica meditativa. Meditazione è riscoprire la realtà, non allontanarsene.

      3) Sì, ho letto anche io della possibilità di meditare ad occhi aperti: io lo trovo stancante (sono d’accordo con il tuo commento) e distraente. Preferisco l’opzione suggerita nell’articolo.

      Andrea.

  • diletta

    Grazie di avermi risposto.Te lo chiedevo perchè visto che fai meditazione da un pò….:)
    Ho visto molti benefici compresa una maggiore concentrazione nello studio.Ehm….Mi sa che dovrò però leggermi i tuoi articoli sulla procrastinazione xd

  • Marco

    Hai mai letto qualche libro di Osho? Se ti interessa la meditazione e crescita personale te li consiglio… sopratutto meditazione passo dopo passo

  • diletta

    Si almeno tre o quattro e ho intenzione di continuare a leggerli :)
    Osho mi interessa molto…nonostante su certi aspetti non sono daccordo e ho quslche perplessità sul personaggio su altre cose trovo abbia ragione :)

  • Marco

    Ciao Andrea seguo da un po’ il tuo blog.
    Volevo una delucidazione; ci tengo a sottolineare che ti stimo molto e trovo i tuoi articoli molto interessanti ed “efficaci”.

    Una cosa però non mi è chiara: dici di praticare la meditazione da 5 anni!

    Cavolo però vorrei citare un tuo commento di Aprile del 2009:

    “Per quanto riguarda la meditazione è una pratica che mi ha sempre incuriosito, ma che non ho mai praticato (per ora..), grazie per lo spunto.”

    In questo articolo: http://www.efficacemente.com/2009/04/definizione-obiettivi/

    Parto dal presupposto che tu abbia iniziato nello stesso mese tramite ispirazione del commento di Michele.

    Ok, ma i conti non mi tornano: Aprile 2009 – Maggio 2013 sono 4 anni!
    Io non metto in dubbio la tua buona fede e credo nelle tue parole.

    Allora perchè in questo articolo hai detto “efficacemente” il falso?
    (Su di te, non parlo dei consigli che hai dato)

    Spero in una tua delucidazione al più presto.
    Mi crolla un mito!
    A presto.

    • Ciao Marco,
      il tuo commento mi ha un po’ spiazzato: ho riletto dall’inizio alla fine l’articolo che hai linkato, ma non ho trovato quella mia frase. Ho cercato allora all’interno dell’intero blog, e alla fine è venuta fuori, ma in questo articolo: 10 abitudini per cambiare vita. Mi confermi che anche tu lo avevi letto in questo post, o hai commentato “efficacemente” il falso?! XD

      Scherzi a parte, nel caso il post sia quello sulle abitudini, ti confermo che il post è stato modificato nell’aprile del 2009, ma pubblicato nel 2008 (è stato tra i primi post del blog), così come una parte dei miei commenti: come puoi notare alcuni riportano il vecchio avatar in cui ero con la cravatta (vecchi commenti) ed altri il nuovo avatar. Inizialmente il post era suddiviso in due tranches (le prime 5 abitudini in uno e le altre 5 abitudini in un altro): te lo può confermare qualsiasi lettore storico di EfficaceMente. Per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca, nel 2009 ho creato un unico post. Spero di aver risposto al tuo dubbio sulle date.

      Tornando sul tema, come specificato nel commento, già da tempo ero incuriosito dalla meditazione, di cui avevo studiato diversi trattati, ed è stato a fine 2008, il giorno del mio compleanno se non sbaglio, che ho iniziato la pratica meditativa formale. Mi hai beccato, all’epoca di questo post erano passati 4 anni e 7 mesi e non 5: ho “efficacemente” arrotondato per eccesso. ;-)

      A presto,
      Andrea.

  • Marco

    Ciao Andrea, grazie mille per la risposta.

    Ho sbagliato a mettere il link scusami (si era proprio quello che hai postato!)

    E quindi ho “efficacemente” commentato il falso. :)

    Ti ho beccato! 4 anni e 7 mesi :)

    Comunque sei un grande, io sono un po’ pignolo sulle date ma sei stato veramente esaustivo continuerò a seguirti e presto acquisterò di certo la tua guida sulla procrastinazione (Non sto procrastinando è il mio obiettivo per natale [mi faccio un regalo*] :) )ed ora mi iscrivo subito alla tua newsletter.

    *una parentesi nella parentesi, sorry :P

    Vuoi diventare il mio guru ufficiale?
    Ti faccio uno sponsor su qualche maglietta.

    O forse non mi conviene perchè se ascoltassi un tuo consiglio:
    “Se incontri il Buddha per strada: uccidilo!” succederebbe un macello XD

    Scherzi a parte, ti auguro di continuare tutto ciò di bello che stai facendo e sopratutto di restare così semplice come sei.

    Grazie di cuore per il tuo blog.
    Marco

  • GIANMARCO

    da ignorante, ma se non si deve pensare a nulla se non al proprio respiro perchè si chiama meditazione? mi sembra l’opposto…. sbaglio? scusa la banalità.

  • cristina

    Che bella idea! Mi piace, già mentre leggevo e provavo a fare qualcosa di quanto descritto mi pareva di sentire benefici :-)

  • Amina

    Ciao, mi è piaciuto tanto il suo articolo ;
    volevo solo informarle che la meditazione, noi musulmani, la sappiamo e la pratichiamo da 14 secoli fa ; poiché é stata citata nel nostro libro sacro il Corano.
    P.S. continua così i suoi argomenti sn molto interessanti;-)

    • stefano

      Ciao Amina
      cortesemente mi puoi dire dove la meditazione è citata nel Corano ?
      Grazie Mille

      • Salve Amina,
        le confermo che la pratica meditativa è una costante in molte religioni: molti la ricollegano al buddhismo, ma la preghiera cattolica è anche essa una forma di meditazione. Non conosco la pratica meditativa islamica, ma ti ringrazio del contributo.

        Andrea.

  • Nello

    Ciao Andrea.
    Casualmente sono capitato sul tuo blog.
    Navigavo, cazzeggiavo tra noia e tempo libero sprecato…
    Mi sono soffermato e sono poi andato avanti, molto avanti nella lettura.
    Ok.
    Si tratta di lavoro ma anche di un buon insieme di “pillole” utili.
    Da anni pratico Tai Chi Ch’Uan (Kung-fu).
    Si tratta di una, forse la più antica, arte marziale che uomo conosca.
    Viene definita in vari modi, ma quello più reale è Meditazione dinamica.
    Infatti, oltre a produrre vari effetti benefici sul corpo e sulla mente, porta il praticante in uno stato meditativo elevato.
    In poche parole, quello che tu hai semplicemente, ma in modo ineccepibile, spiegato, è vero.
    E’ vero. Esistono varie tecniche di meditare, la cosa importante però resta una ed una soltanto: ascoltarsi, riappropriarsi della nostra natura e, in ultima analisi essere ciò che natura ci ha donato.L’essere spirito.
    Come cantava Francesco Guccini ne “L’avvelenata”, vorrei rammentare ai lettori appunto una verità attualissima, ciò che in sua frase credo sia un insegnamento su quale strada incedere… “…nemmeno al cesso possiedo un mio momento…”.
    Frase bananale forse, ma istruttiva.
    Molto e sottolineo il molto aggiungendo il suggerimento di rifletterci su…
    Un saluto.
    Nello

  • danilo

    Ciao Andrè, sono efficaci le tracce audio che aiutano la meditazione ?

    Saluti

  • Francesco

    Ciao Andrea!
    E’ la prima volta che ti scrivo ma ti seguo da un po’, essendo uno studente di Medicina un po’ indietro ed ho trovato molti dei tuoi articoli sullo studio davvero interessanti!

    Ma volevo chiederti un’opinione per quanto riguarda la meditazione: ho provato molte volte ma non ho avuto la costanza di continuare, soprattutto a causa delle posizioni. Si, delle posizioni! Ho provato a seguire alla lettera vari consigli pescati qua e là su diversi blog, ma quasi nessuno chiarisce il mio dubbio: è proprio necessario “mettersi così” come il tizio nella foto o simili? Non dovrebbe avere la stessa valenza, che so, stando stesi su un letto e concentrandosi sul proprio respiro?
    Lo chiedo perché, come quasi tutti gli studentacci esauriti, sono di mio tutto un po’ curvo e mi è veramente faticoso mantenere quel tono lì! E va sempre a finire che non faccio altro che distrarmi, ma non pensando ad impegni, preoccupazioni ecc., ma solo cercando di mantenere la posizione… Che ne pensi?

    Grazie e tantissimi complimenti per il blog!

    • Ciao Francesco,
      non sono un maestro di meditazione, ma posso darti la mia opinione: no, non è assolutamente necessaria la posizione del loto.
      Naturalmente quella posizione ha un suo perché, ma se inizialmente è solo fonte di distrazione, puoi meditare disteso sul letto, o, ancor meglio, seduto su una sedia. Questa seconda opzione ti evita di addormentarti. L’ideale sarebbe sedersi sulla parte anteriore della sedia, gambe a 90° rispetto al pavimento, schiena dritta e mani nella posizione racchiusa come descritto nel post o con i palmi appoggiati alle cosce.

      Spero di esserti stato utile,
      Andrea.

  • Fabiano

    Ciao Andrea,
    Complimenti per il tuo lavoro, ti seguo da diversi anni ormai. Volevo chiederti questo: ritieni che la meditazione abbia qualche effetto indesiderato? E poi: tu giornalmente quanto mediti? Lo fai tutti i giorni? Grazie un saluto e auguri per tutto

  • Giuseppe

    Grande Andrea! Formidabile ed illuminante come sempre!

  • Roberto

    Bravissimo Andrea, davvero!
    Seguo spesso i tuoi post sperando di mettere in pratica qualche volta (ma solo qualcuna eh!) ciò che scrivi.
    Da una settimana circa ho iniziato la pratica della meditazione (15 minuti circa al giorno) ma… UDITE UDITE… l’unica cosa che è EVIDENTEMENTE AUMENTATA è stata la SBADATAGGINE. Non sono mai stato così sbadato in tutta la mia esistenza!
    In più non riesco a provare sensazioni positive (ma neanche negative). Solo riesco a capire meglio “quando” mi distraggo (e perché) e sento una lontana sensazione che credo possa essere assimilata al “qui ed ora”, anche se credo sia molto di più.
    Ti è mai capitato di sentire esperienze del genere?

    • Ciao Roberto,
      potrei sbagliare, ma forse più che la sbadataggine è aumentata la tua consapevolezza su quanto sia distratto. Quest’ultima cosa non mi sorprenderebbe.

      Andrea.

  • Roberto

    Carissimo, grazie della risposta.

    Purtroppo no… è proprio sbadataggine (nel senso che dimentico cose che prima non dimenticavo). Sono una persona piuttosto precisa, senza eccedere, ma tant’è.
    Sono sicuro che l’errore (sia valutativo che procedurale) sia mio, ma sono abituato a vedere i “punti di debolezza” come starting points. Per cui, ora devo migliorare quest’aspetto per migliorare me stesso.
    In ogni caso non abbandono la meditazione…
    Hai il riferimento agli studi del MIT nel quale si parla di aumento dello spessore della corteccia celebrale?
    Credi che leggere il libro citato da te alla fine del tuo (stupendo!) articolo possa aiutarmi? Magari qualche video tutorial?
    Una postilla: sto iniziando a leggere “7 habits….”…. davvero meragilioso!

    • Ciao Roberto,
      non sono sicuro a quale studio tu faccia riferimento, io nel post ho parlato di uno studio congiunto di ricercatori di Yale ed Harvard: trovi il link nell’articolo (se cito uno studio, normalmente lo linko :-)

      In merito al libro di cui parlo a fine articolo, di quelli che ho letto, il testo di Lamparelli è in assoluto uno dei più pratici e meglio scritti.

      A presto,
      Andrea.

  • Leggo i commenti di questo articolo…

    mi sembra importante ricordare che quando si parla di meditazione
    dobbiamo aver chiaro
    – cosa stiamo facendo
    – qual’è l’obiettivo

    Così possiamo allora capire che tipo di meditazione stiamo facendo,
    qual’è il nostro intento…
    e la tecnica che stiamo usando … dove ci porterà

  • Gennaro

    La meditazione è una delle cose belle della vita scoperta tardi per me, solo a fine estate 2014: una vera illuminazione! Una domanda ma in proposito dell’età: da quando si può iniziare a meditare? Dall’età dieci anni in poi oppure, come a me pare, meglio dai 25 anni quando la vita assume contorni di maggiore certezza?

  • diletta

    Non credo ci sia un età giusta e secondo alcuni anzi i bambini sono bravissimi meditatori perchè meditano spontaneamente. La meditazione infatti secondo alcuni è lo stato naturale dell’individuo perchè significa essere nel qui e nell’ora (non necessariamente essere seduti a ripetere mantra o ascoltare il respiro) e i bambini lo sono spesso.Quando giocano sono immersi nel gioco e non pensano ad altro…a mio parere è una versione un pò idealizzata della faccenda ma un pochino c’è del vero.
    Personalmentente penso comunque che prima la si fa conoscere alle persone,prima ne traggono benefici e prima si hanno strumenti di prevenzione utilissimi per tutti noi

  • Daniele

    Ciao Andrea! Seguo ormai il tuo blog da svariati mesi e qualche tempo fa mi era capitato tra le mani questo articolo. Approfondendo la questione della meditazione sono recentemente andato a informarmi su Internet dei suoi benefici e scorrendo le pagine mi capita l’articolo di questo blog:

    E’ una cosa breve da leggere, ma vorrei sapere tu cosa ne pensi riguardo a queste argomentazioni.
    Per me cozzano contro tutti gli studi fatti sui benefici della meditazione, ma mi piacerebbe sapere le tue opinioni.

    Daniele.

  • valentina

    sono ritornata a cercare quest’articolo perché finalmente ho deciso di provare la meditazione. pensavo di farlo di sera, immediatamente prima di andare a dormire… secondo te va bene lo stesso?

    • Ciao Valentina,
      mi permetto di dare una risposta alla tua domanda: vai tranquilla, non ci sono controindicazioni di sorta.
      L’unico consiglio che ti do è di non esagerare! Ti avrei dato questo consiglio per qualsiasi tipo di cosa saresti andata a fare, fosse stato sport, suonare la chitarra, leggere un libro, ecc…
      Fai la tua bella meditazione, come la preferisci e poi la tua bella nanna.
      Se magari mi (ci) fai sapere come è andata, vediamo se riusciamo ad aggiustare il tiro se qualche cosa non è andato come speravi, mentre invece se tutto è andato bene, mi (ci) farà piacere un tuo post ulteriore.

      Ciao ciao

      F

  • Ciao Andrea ho una domanda una volta meditavo e ho sentito un fortissimo male al naso,tipo ti infili una matita nell naso,dolore che si e fermato alla base del naso,finita la meditazione e sparito anche il dolore,hai ideea cosa puo esere,grazie!

  • Alessio

    Ciao Andrea, ascolta, so di essere una pigna, ma se non sbaglio c’è una incongruenza nella tua spiegazione sulla posizione zazen. Tu spieghi che la mano sinistra va sotto la destra ma nella foto è l’opposto! In ogni caso, cambia davvero qualcosa??

  • Marco Zorzi

    Ciao Andrea!!Grazie mille per questo blog, lo seguo da poco, ma mi sta rivoluzionando la vita!!Ho iniziato a meditare come consigli tu, volevo avere qualche info in più su questo tipo di meditazione, sai da quale cultura o studio è nata?L’argomento ha catturato la mia attenzione e ne vorrei sapere di più, la meditazione trascendentale ho letto che necessita di un mantra e di corsi appositi, questa che tu proponi che origine ha?Ti ringrazio, Marco.

  • Sara Pone

    Meditare prima di fare attività fisica al mattino secondo te va bene?

    • Alcuni maestri suggeriscono di praticare la meditazione DOPO l’attività fisica.

  • Carla Cota

    Grazie mille Andrea, come sempre i tuoi articoli arrivano al momento giusto. Circa 8/9mesi fa ho iniziato a meditare con l’aiuto del sito headspace e l’ho fatto per cca 2 mesi. Ho anche pagato per qualche mese il canone . e semicemente fantastico .
    Ho avuto pero un problema non sono riuscita a fermare per qualche mese i pagamenti finche non ho scritto al gestore del sito . poi molto probabilmente anche per la mia mancanza di tempo e non nascondiamoci anche di lingua , non ho continuato piu. Una volta cessato l’abbonamento non ho avuto piu accesso alle mie sedute di meditazione gia fattev. Se qualcuno riesce ad aiutarmi dandomi qualche dritta mi fa una grossa cortesia , mi farebbe piacere riprendere, anzi ho bisogno .grazie mille carla cota

  • Leila Addario

    Buonasera devo dire una cosa :come ho iniziato questa sera a fare la mediazione,mi son sentita un fuoco dentro ed ho iniziato a sudare mi girava la testa che mi son spaventata

  • Fabio Nida

    ma io ho meditato anche senza quella posizione
    è indispensabile quella posizione? Ho messo solo attenzione al respiro poi le posizioni possono essere personali IMHO

  • NICOL

    BUONGIORNO! LA MEDITAZIONE E’ EFFICACE ANCHE FATTA DA SDRAIATI?

    GRAZIE MILLE!

    • L’importante è non addormentarsi… se si è sdraiati questo rischio c’è.

  • NICOL

    Va bene, grazie mille Andrea!

  • Maurizio d alessandro

    Ciao Andrea è la prima volta che ti scrivo… mi sono avvicinato alla meditazione da pochissimo e volevo chiedere come mai mentre pratico la meditazione tendo a scivolare all indietro con la schiena…!? Grazie mille…!!

  • Vanna

    C’è un piccolo errorino nell’articolo: le mani in posizione zazen, come mostrato in foto, prevedono la destra sotto e la sinistra sopra! E’ l’unico ”pelo nell’uovo” che sono riuscita a trovare finora nei tuoi utilissimi e simpatici post! :D Complimenti e grazie!

  • bioAF86

    Ho una domanda per la posizione zazen: l’essere destrimani o mancini (o ambidestri come nel mio caso) può influenzare la posizione?
    Io, sinceramente, mi sento “scomoda” con la destra sotto!
    Grazie!

  • Nicoletta Truglia Dolcelilith

    Sono appena arrivata sul tuo sito e mi sono già innamorata, è molto carino, fatto bene, ed ho già letto 3 articoli, sto continuando… grazie ;)

  • Rhonnie Audit

    Ciao Andre, volevo sapere se secondo la tua esperienza personale avessi trovato più benefici nel meditare al mattino o alla sera? Io personalmente medito 20min ogni mattina e anche io ho provato Headspace, però nella tua Live di #365 ho sentito che meditassi alla sera. Quindi a tuo parere meglio mattina o sera?
    Grazie

    • Ciao Rhonnie, non credo che ci sia un periodo della giornata migliore in assoluto. Io ho provato sia al mattino, sia alla sera e ne ho tratto benefici in entrambi i momenti. Ho notato però che il momento migliore per meditare per me è quando non ho “fretta” di fare qualcos’altro dopo. Per questo ultimamente preferisco meditare alla sera.

  • NICOL

    Salve! Ho provato a fare la meditazione a metà mattina o a metà pomeriggio e ho notato che mi porta sonnolenza e non mi va di fare più niente! È possibile o è una mia impressione?

    • Ciao Nicol, molto probabilmente non è la meditazione a farti venire sonnolenza: semplicemente hai bisogno di riposarti di più e quando ti rilassi grazie alla meditazione, il corpo entra in un naturale stato di sonnolenza :)

      • NICOL

        Grazie Andrea!

  • Grazie Simone.

  • LUK ASS

    Articolo veramente scritto con i contro-crismi. Felice che tu scriva in Italiano

  • Giorgio – unrespirofelice.it

    Ciao Andrea, grande!
    Purtroppo in Italia ancora se ne parla troppo poco e quando lo si fa spesso è senza cognizione di causa. Come scrivi, il concetto di meditazione è spesso associato al new-age, agli hippie, o comunque a qualche religione. Nel mondo molto si sta muovendo negli ultimi anni, specialmente negli Stati Uniti, in cui ogni giorno vengono pubblicati articoli scientifici che provano la validità della mindfulness e della meditazione. Non è un caso se ormai buona parte dei grandi sportivi e dei grandi imprenditori, così come le più importanti ed innovative aziende, oggi parlino di meditazione come di una pratica fondamentale.
    Penso che sia importante anche in Italia portare all’attenzione di tutti questa possibilità, ancora troppo rinchiusa in ambiti circoscritti.
    La mia sensazione è che sia nato un movimento, negli ultimi anni, che sta riconsiderando le basi della struttura di valori fino a qualche anno fa considerati indiscutibili nel mondo occidentale e il mio sogno è di aiutare a diffondere queste nuove idee anche in Italia.
    A chi fosse interessato a questi temi mi permetto di suggerire la visione dei film/documentario “The Happy Movie”(ne ho scritto anche una recensione sul mio blog) e “Minimalism: a documentary about the important things”, uscito un paio di anni fa. Grazie a te invece per questo bel post :-)

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