“Non apprezzi davvero il valore del tuo tempo finché non realizzi di non averne più.“
È il 1959.
Anthony Burgess, un insegnante di letteratura inglese, crolla a terra durante una delle sue lezioni.
Ricoverato in ospedale, dopo qualche giorno Burgess riceve una notizia devastante: ha un tumore terminale al cervello.
I medici gli danno non più di un anno di vita.
Tutti i suoi sogni e i suoi progetti futuri vengono infranti da quella diagnosi che non gli dà scampo.
Quella condanna a morte, però, fa scattare qualcosa in Burgess.
L’insegnante inglese, in passato, aveva già pubblicato alcuni libri, ma si trattava di un semplice passatempo.
Eppure, negli anni, Anthony si era trastullato con l’idea che in fondo potesse avere il talento per diventare uno scrittore famoso.
Quella speranza, dopotutto, lo aveva aiutato a trascinarsi in una vita che non gli aveva regalato troppe soddisfazioni.
Dimesso dall’ospedale decide allora di lasciare il lavoro per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno.
Quando ti rimane un anno di vita, tutte le scuse che ti sei raccontato fin lì per non fare ciò che ami, all’improvviso sembrano meno spaventose.
Nei successivi 12 mesi,
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