Ciao, buona settimana.
Martedì scorso ero a Roma, per la presentazione de “La svolta” alla Feltrinelli in via Appia.
Prendo la metro Anagnina da Roma Termini. È l’ora di punta: per un quarto d’ora vivo un’esperienza mistica fatta di fragranze ascellari, spintoni e sguardi stanchi e incattiviti 😅
Arrivo alla fermata Furio Camillo.
Sulle scale mobili socchiudo per un attimo gli occhi godendomi la corrente d’aria fresca che dall’esterno si insinua tra le gallerie sotteranee della metro.
Arrivato all’uscità, però, noto qualcosa di strano.
C’è la calca sulle scale che vanno verso l’esterno e non capisco bene il perchè (che abbiano chiuso gli accessi alla Metro?!).
In realtà la motivazione è molto più semplice: quella brezza piacevole che sentivo salendo le scale mobili, fuori è tempesta di pioggia e grandine.
Stanno tutti aspettando che spiova.
C’è chi si lamenta per il vento freddo. Chi chiama concitato un cliente per annunciargli un ritardo. Chi chiama la mamma per farsi venire a prendere con un ombrello 😅
Sono scocciato anche io: dovevo incontrare la persona che mi intervisterà per la presentazione del libro e sono in ritardo.
Poi ho come un flash,
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