Abbiamo normalizzato l’iper-consumo.
…e questo sta uccidendo la nostra creatività, la nostra produttività e, in ultima analisi, la nostra felicità.
Ormai…
- Non riusciamo nemmeno a mangiare senza guardare un video su YouTube.
- Non riusciamo a fare una passeggiata senza ascoltare un podcast.
- Non riusciamo ad andare in bagno senza scrollare dei reel.
La nostra mente non ha più spazio per respirare, immersa com’è in un flusso continuo di dopamina a basso prezzo.
Come possiamo creare qualcosa di significativo nella nostra vita se riempiamo ogni istante di consumo passivo di feed senza fondo imbottiti di news, meme e tutorial?
Siamo terrorizzati dall’idea di vivere momenti di vuoto (proviamo una sorta di moderno “horror vacui” informativo).
Temiamo, infatti, che in questi spazi di quiete mentale saremo costretti a confrontarci con pensieri ed emozioni difficili.
…o semplicemente con la noia.
Ma è proprio immergendoci nelle acque placide della noia che la nostra mente torna a respirare e ad espandersi.
La noia, infatti, non va repressa attraverso il consumo di flussi costanti di distrazioni: la noia va espressa.
La vera ribellione oggi è smettere di essere meri “consu
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