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Londra, ottobre 1843.

Lo scrittore Charles Dickens ha 31 anni, quattro figli e il quinto in arrivo. 

Il suo ultimo romanzo vende poco e l’editore minaccia di ridurgli i compensi. Insomma, l’anno che sta per chiudersi è stato uno dei più duri della sua vita.

Chissà, magari il 1844 andrà meglio.

Dickens, però, decide di non aspettare per scoprirlo; e in quel fine ottobre del 1843 inizia a uscire ogni notte, camminando per le strade buie di Londra.

Macina chilometri su chilometri, fino a trenta in una sola notte, e mentre cammina compone un nuovo romanzo nella sua testa.

In appena sei settimane completa la storia di un uomo che riuscirà a cambiare la sua vita in una sola notte.

Quel romanzo esce il 19 dicembre di quello stesso anno e le prime 6.000 copie vanno a ruba prima della vigilia.

Si intitola “A Christmas Carol“, per noi italiani “Canto di Natale“, e diventerà il suo libro più amato di sempre: è la storia del vecchio Scrooge, interpretato da Zio Paperone nella famosa versione a cartone animato della Disney, per intenderci.

Ripensavo a questa storia l’altra sera, sorvolando una Londra rivestita di luci notturne.

Molti di noi arrivano a fine otto

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