Ok, non potremo mai sapere cosa stia passando per la testa di una persona in un dato momento, ma se c’è una cosa che mi manda fuori di… testa è assistere ad atti gratuiti di maleducazione e arroganza.
Mi è capitato qualche settimana fa.
Ero all’aeroporto di Bologna, in attesa del volo di ritorno per Londra.
Eravamo in fila per l’imbarco.
Il personale di terra stava dando priorità all’imbarco di persone con disabilità e famiglie con bambini piccoli.
Ad un certo punto un signore, sulla cinquantina, con giacca, cravatta e l’aria di chi rischia di perdere 1 milione di $ per ogni minuto speso in fila, inizia a superare tutti sventolando sul suo smartphone il suo pass gold-diamond-iosòioevoinonseteunca**o e pretendendo di essere imbarcato per primo come previsto “nell’articolo 5, comma 7, paragrafo 28bis del regolamento della compagnia aerea”.
La responsabile del gate, controvoglia, lo fa passare.

Il nostro “Marchese del Gate” aveva il regolamento dalla sua? Probabilmente sì.
Ha fatto la figura dello str*nzo? Sicuramente sì.
Questo episodio mi ha fatto riflettere su quanto, a volte, basterebbe così poco per convivere meglio con noi stessi e con gli altri.
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