Buon lunedì e buona newsletter di EfficaceMente.
Sto trascorrendo buona parte di questi finesettimana primaverili a fare decluttering, in vista del trasloco che faremo a fine mese.
Sistemando la mia parte della libreria, mi è capitato tra le mani uno dei miei libri preferiti: “La Guerra dell’Arte” di Steven Pressfield.

(Ti consiglio la versione originale in inglese: quella italiana è stata tradotta con i piedi! 🦶🦶).
Inizio a sfogliarlo, rileggendo con curiosità i passaggi che avevo sottolineato tanti anni fa.
Ad un certo punto mi casca l’occhio su questo paragrafo che avevo completamente rimosso:
Steven Pressfield
“Sai, Hitler voleva essere un artista.
A diciotto anni prese la sua eredità, settecento corone, e si trasferì a Vienna per vivere e studiare…
Tu hai mai visto uno dei suoi quadri?
Ecco, nemmeno io.
La Resistenza lo ha sconfitto.
Chiamala esagerazione, ma lo dirò comunque: per Hitler è stato più facile iniziare la Seconda Guerra Mondiale piuttosto che affrontare una tela bianca.”
Quella di Pressfield è senza dubbio una provocazione.
Eppure, molti di noi, di fronte alle proprie “tele bianche“, inventano qualsiasi scusa o distrazione pur di non
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