Ciao, buon lunedì.
Questa settimana vorrei raccontarti la storia del carpentiere Kota: mi auguro ti sia di ispirazione.
C’era un tempo un carpentiere di nome Kota, noto in tutta Tokyo per la qualità delle sue costruzioni.
Il suo lavoro era particolarmente apprezzato da nobili, ricchi commercianti e altri notabili della città per via della sua instancabile ricerca dell’eccellenza e la sua continua volontà ad imparare nuove tecniche, anche nell’ultima parte della sua carriera.
Dopo anni di lavoro incessante, Kota, però, aveva iniziato a sentire il peso della stanchezza e desiderava ritirarsi.
Per più di 30 anni aveva costruito le più belle case di tutta Tokyo ed ora il suo sogno era quello di viaggiare e trascorrere del tempo con i suoi nipotini.
Kota ne parlò col suo capo che si dimostrò grato nei confronti del carpentiere, ma gli rivolse un’ultima richiesta:
“Caro Kota, la nostra impresa sarà sempre in debito per il tuo magnifico lavoro. Vorremmo però chiederti un ultimo favore. Saresti disposto a costruire un’ultima casa?
È un progetto per noi fondamentale, per uno dei nostri clienti più importanti.
Qui in azienda siamo tutti d’accordo: abbiamo bisogno del tuo tocco magico!”
Kota
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