Immagina questa situazione…
È da qualche giorno che stai andando a dormire troppo tardi (anche per i tuoi standard); quindi ti sei ripromesso che stasera, cascasse il mondo, si va a nanna presto!
Arriva però l’orario che avevi stabilito e tu cosa fai?
Premi play e fai partire una nuova puntata su Netflix, oppure continui a scrollare Instagram come se ci fosse un premio per chi guarda più foto o reels in 60 minuti.
Vai a dormire tardissimo.
Ti svegli il giorno dopo distrutto e maledici te stesso fino alla sera successiva, quando ripeti le stesse promesse e fai le stesse cazzate.
E avanti così, per settimane, in loop.
Ecco, se quanto descritto ti suona familiare, beh sappi che dei ricercatori olandesi – ci sono sempre dei ricercatori olandesi che non hanno niente di meglio da fare – hanno coniato un termine per questo fenomeno:
“bedtime procrastination” (procrastinazione serale).
Anche se io preferisco chiamarla: la rivincita della procrastinazione serale.
C’è infatti un motivo per cui ci comportiamo così. Non siamo mica dei perfetti imbecilli.
Quel procrastinare il sonno, ben sapendo che ci sveglieremo il giorno dopo con delle occhiaie che zio Fester a confronto potrebbe fare il tes
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