Buon lunedì.
Qualche giorno fa mi è capitato di leggere su LinkedIn un post di Elena Sabattini (che se non sbaglio è anche una nostra iscritta alla newsletter di EfficaceMente).
Elena, prendendo spunto da una serie di episodi recenti accaduti sui social, nel suo post poneva una domanda tanto semplice, quanto spiazzante:
“Che problema abbiamo col duro lavoro (soprattutto quello degli altri)?”

Come Elena, anche io in questi ultimi anni ho visto emergere un nuova tendenza che dà contro alle buone abitudini e in generale a quelle che vengono identificate come “abitudini per il successo” (sveglia presto, lettura, docce fredde, meditazione, allenamento, etc.)
Disclaimer: che ad un certo punto la narrazione sulle “abitudini per il successo” sia sfuggita di mano, è un fatto; come è altrettanto un fatto che oggi stia sfuggendo di mano la narrazione opposta.
Sono online ormai da abbastanza anni per aver visto nascere e moriretrend e contro-trend.
Qualche anno fa se non ti svegliavi alle 5:00 del mattino e non facevi qualche complessa “routine miracolosa“, eri un fallito.
Oggi, a d
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