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Buon lunedì,

la newsletter della settimana di Ferragosto è in assoluto la meno aperta dell’anno.

Ci sta.

Mettiamola così: se stai leggendo queste parole, significa che siamo tra pochi intimi 😉

È dunque l’occasione giusta per svelarti una verità che non molti sono disposti ad accettare:

Tu non sei speciale.

(…e tranquillo, non lo sono neanche io; ma rendercene conto è la nostra più grande benedizione).

Lascia che mi spieghi…

Negli anni, una delle obiezioni che ho letto più spesso, condividendo contenuti di miglioramento personale, è stata la seguente:

“Nel mondo della crescita personale si va avanti con questi aforismi e contenuti generici, che calati nella situazione specifica delle singole persone, si dimostrano inutili!”.

Touché!

È indubbio che molto del materiale condiviso da para-guru, fuffa-coach e compagnia bella, spesso si riduca a consigli generici o stucchevolmente motivazionali:

“Se vuoi, puoi!”
“Ci devi crederci.”
“Pensa positivo!”

Vuoi sapere, però, cosa c’è di ancor più banale delle citazioni e dei consigli stile Baci Perugina?

…la convinzione, che molti di noi hanno, che i nostri problemi e le nostre sfide siano speciali.

Sì, perché, se le nostre difficoltà sono uniche, significa che anche noi siamo unici e speciali e che quindi siamo giustificati nel poterci lamentare della nostra situazione.

Peccato che nella stragrande maggioranza dei casi sia vero il contrario.

I nostri problemi NON sono speciali. Noi NON siamo speciali.

E applicando delle semplici strategie di crescita personale, possiamo effettivamente migliorare la nostra condizione.

Il punto, infatti, è che queste strategie sono sì semplici, ma costano comunque fatica nella messa in pratica.

Prendi la “tecnica del pomodoro” o la “regola dei 5 secondi“: sono alcune delle strategie di time management più semplici che mi vengono in mente… però funzionano, diamine se funzionano!

Eppure cosa fa la maggior parte delle persone?!

Etichetta queste soluzioni come “banali“, e piuttosto che sporcarsi le mani e praticare con costanza queste strategie “semplici” (oserei dire, “generiche“), preferisce di gran lunga procrastinare, continuando ad aspettare che dal cielo piovano soluzioni complesse e iper-specifiche per i loro presunti problemi “speciali“.

L’illusione di fondo è che una volta trovate queste soluzioni “speciali”, finalmente potranno raggiungere tutti i loro obiettivi senza il minimo sforzo e tutto sarà così naturale e semplice.

Indovina come va a finire? 😉

Quindi no…

Tu non sei speciale. Le tue sfide non sono uniche.

…e se oggi ne prenderai finalmente consapevolezza, potrai smettere di prenderti per il cu*o ed iniziare a fare quello che sai già da lungo tempo di dover fare.

Buona settimana.

Andrea Giuliodori.

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