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Come essere sicuri di se stessi

12 maggio 2011 Home » Autostima 67 commenti

Una tecnica semplice e pratica per essere più sicuri di sé.

Sicuro di sé

“La rinuncia è un suicidio quotidiano.”

H. de Balzac.

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Nota dell’autore: ti ho già parlato in passato di come accrescere la tua autostima e di alcune tecniche per essere più sicuro di te stesso. Essere sicuri di se stessi è condizione necessaria per raggiungere il successo personale: paradossalmente, potresti avere tutte le caratteristiche utili per realizzare i tuoi obiettivi, ma senza un pizzico di autostima, ti ritroveresti continuamente bloccato in un limbo.

Oggi lascio la parola ad un vero e proprio esperto dell’argomento: Marco alias Reborn del sito SeduzioneAttrazione.com. Marco gestisce uno dei blog di maggior successo sulla seduzione ci parlerà in questo articolo di una tecnica semplice e pratica per diventare più sicuri di se stessi… in modo efficace.

L’autostima è una tua responsabilità

Quando si parla di sicurezza, di come diventare più sicuro di te, spesso ci si dimentica un concetto chiave: ci si dimentica la responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti di se stesso.

Sai che hai la possibilità di cambiare il “come ti senti”, quindi la tua reazione emotiva, rispetto a determinate situazioni? Sei conscio del fatto che puoi aumentare la tua sicurezza a 360° senza per forza diventare un “bulletto strafottente”? Sai che se ti senti in gabbia, quella gabbia l’hai creata tu stesso?

Cosa intendo dire? Continua a leggere, prometto di spiegarti tutto.

Come creiamo le nostre catene

Ogni volta che non provi a fare qualche cosa che potrebbe metterti un po’ a disagio, ogni volta che non esci dalla tua zona di comfort, ogni volta che non fai qualche cosa per timore, in quel momento stai creando la tua prigione, una sbarra alla volta.

La maggior parte di noi ha arredato la sua prigione così bene che ormai si è convito di essere in un bell’appartamento. Un tocco di autoinganno di là, una divano di scuse di qua, e un bel parquet di beni inutili per coprire i sogni mai realizzati.

Ma ogni tanto può capitare che il sole riesca a farsi spazio tra le tende illuminando la stanza e mostrandola per quello che è: una prigione e nulla più.

E con quel raggio di sole, la voglia di uscire ti stuzzica, la voglia di provare cose nuove, la voglia di sperimentare e di essere un po’ più padrone del tuo destino.

Ma il timore ricomincia a farsi sentire, vorresti uscire dalla tua zona di comfort ma hai paura di quello che potrebbe accadere.

Cosa fare?

Cosa rende un uomo sicuro di se stesso

Cosa rende un uomo sicuro di sé? Te lo sei mai chiesto? E’ una questione di genetica? E’ fortuna?

No: sono le esperienze.

Una persona è più sicura di sé rispetto ad un’altra perché ha fatto una serie di esperienze che hanno plasmato il suo modo di vedere il mondo, il suo modo di percepire se stesso e gli altri.

Il meccanismo sottile è quindi un moto perpetuo e circolare: più una persona ha fatto esperienze che la rendono sicura di se stessa, più si sente sicura di sé, più proverà cose nuove uscendo costantemente dalla propria zona di comfort e farà esperienze positive.

E’ un circolo, un circolo virtuoso che si autoalimenta.

La stessa cosa vale al contrario: una persona poco sicura di se stessa si muoverà su di un circolo vizioso che lo porterà sempre più giù, sempre più in basso, fino al fondo del pozzo.

Questo vale per ogni ambito della vita: dal lavoro, alla seduzione, allo sport, al rapporto con gli altri.

Ok ok Marco, mi è chiaro il tuo punto, ma cosa mi suggerisci di fare in pratica?!

Come aumentare la tua sicurezza in modo efficace

Ottenere il massimo del risultato con il minino sforzo: questa è la definizione di efficacia. L’azione in ogni caso non deve mancare, l’azione è la chiave di volta di ogni processo di miglioramento.

Per aumentare la sicurezza in te stesso (e/o vincere la timidezza) nel modo più efficace devi compiere una serie di azioni specifiche che genereranno il tuo personale circolo virtuoso.

La tecnica che preferisco è quella del “come se”. Ma vediamo come funziona nella pratica questa tecnica.

Appena alzato alla mattina fai un breve brainstorming personale chiedendoti: “Cosa farei oggi se fossi già più sicuro di me stesso?”.

Fai un elenco mentale di azioni che potresti compiere, evita di pensare a cosa sanno o non sanno fare le altre persone, focalizzati su te stesso, o meglio, su ciò che faresti se fossi ancora più sicuro di te stesso.

Ad esempio potrebbero uscirti idee come:

  • “Se fossi più sicuro di me chiederei il numero di telefono alla mia collega.”
  • “Se fossi più sicuro di me andrei a proporre la mia nuova idea al mio capo.”
  • “… inizierei quel nuovo progetto.”
  • “… canticchierei per una strada affollata.”
  • “… mi farei quel taglio di capelli.”
  • “… inizierei a leggere quel libro così difficile.”

Questi sono solo esempi, ti invito a scegliere autonomamente le tue azioni.

Come scegliere?

Tra quelle che avrai elencato, scegli la più piccola e realizzabile, mettendola in atto durante la giornata. Il giorno dopo fai la stessa cosa, scegliendo però un’azione diversa. Questo per almeno due settimane.

Perché non ti ho detto: “scegli la più difficile e mettila in atto”? Perché probabilmente sarebbe una passo troppo grande (magari hai scelto “scalare l’Everest in solitaria…”) e rischieresti di bloccarti.

Vogliamo invece che il tuo miglioramento avvenga in modo esponenziale, inizi con le piccole cose che ti danno fiducia in te stesso e sulla base di queste aumenti la difficoltà.

Ma io non voglio sembrare un pallone gonfiato!

Questa è una delle argomentazioni che mi vengono fatte dai miei studenti: in molti pensano che essere sicuri di se stessi significhi, nell’ordine: “fare i grossi”, “fare gli sbruffoni”, “fare gli snob” e “tirarsela”.

Ciò è molto divertente perché, al contrario, assumere questi atteggiamenti denota una mancanza di sicurezza: sono certo tu abbia già in mente qualche esempio.

Se ti senti veramente sicuro di te stesso, se hai fiducia nelle tua capacità, hai veramente bisogno di fare lo sbruffone per comunicare agli altri in ogni secondo “quanto ti senti figo”?

O forse, proprio perché sei sicuro di te stesso, hai la giusta umiltà che ti consente di ascoltare veramente le altre persone e imparare da loro?

Cosa ne pensi? Fammelo sapere nei commenti qui sotto.

Marco – SeduzioneAttrazione.com

Ps. Marco parla spesso dell’autostima nell’ambito della seduzione (al maschile). Personalmente credo che l’autostima non serva esclusivamente in ambito relazionale e di certo non solo per i maschietti. Per questo motivo ho deciso di realizzare un (per)corso digitale dedicato a questa tematica. L’ho chiamato APP – Autostima Passo Passo. Se vuoi esprimere finalmente il tuo potenziale ed affrontare la tua vita a testa alta, puoi scoprire di cosa parla APP cliccando qui.

Foto tratta da internet.

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67 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Umberto
    Umberto ha detto:

    Dici cose sagge Marco.
    Meravigliosa la metafora della prigione e di come noi l’arrediamo a nostro piacimento.
    Le esperienze in effetti rappresentano il muro portante – per continuare la tua metafora – della nuova casa che andremo a costruire con le nostre mani.
    Come qualsiasi costruzione che si rispetti però, prima di passare alla muratura bisogna pensare alle fondamenta, perchè senza fondamenta salde e forti anche la migliore costruzione del mondo crolla.
    E non c’è fondamenta migliore dell’incrollabile fiducia in sè stessi.
    Credere in noi, nei nostri sogni e in quello che facciamo è la chiave, è un punto di partenza e non di arrivo.
    Se mettiamo questa credenza al primo posto, le esperienze diventano una diretta conseguenza che possono aumentare o diminuire la credenza iniziale a seconda del risultato ottenuto.
    Ed è qui che si vede la vera forza di una convinzione: è inutile dire a sè stessi di essere 1 asso di cuori, se poi dopo i primi 2 di picche si rinuncia ritornando nella propria prigione.
    Azione e perseveranza sono due ingredienti fondamentali per la buona riuscita dell’operazione “sicurezza”.

    Rispondi
  2. Avatar di stefano
    stefano ha detto:

    ..esattamente….l’aver “paura” di sbagliare genera insicurezza… ci sono errori di poco conto ma anche errori di rilevanza notevole, i primi generano disappunto, dispiacere, i secondi possono creare reale disperazione e tutto quanto ne consegue (depressione inclusa). Faccio un esempio….un conto e’ superare il limite di velocità in auto e beccarsi una bella multa con sospensione della patente, ben altro e’ investire una persona e mandarla al creatore ! Seguo da tempo e provo a attuare le prezione informazioni fornite…..con risultato alterni per la verità……per ora non mollo.
    Un saluto a tutti, Andrea in particolare

    Rispondi
  3. Avatar di Salvatore
    Salvatore ha detto:

    Ciao Andrea
    guarda qui

    ;)

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      ha detto:

      Ciao Salvatore,
      nei commenti di questo articolo ho già espresso il mio parere sulla vicenda. Occhio a pensare che Striscia la Notizia sia l’oracolo: preferisco costruirmi le mie opinioni su fatti ed esperienze personali. A mio avviso le tecniche suggerite da Golfera (es. memoria emotiva) sono e rimangono efficaci; se poi il personaggio Golfera ha cercato di strafare per crearsi l’alone del fenomeno per vendere più corsi… beh, a quanto pare non ha pagato e sapete come la penso dei guru! ;-)

      Rispondi
  4. Avatar di Ilaria Cardani
    Ilaria Cardani ha detto:

    Complimenti per la scelta dell’ospite, Andrea, che ha fornito preziose indicazioni pratiche da mettere in atto da subito. Infatti, finisco di scrivere e vado alla lezione di body balance delle 11, quella dove l’istruttrice si muove in sequenze rapidissime e non dà nemmeno indicazioni, dato che tutti la seguono con sincronia perfetta. Tutti tranne me… :).
    E complimenti, Marco, per le efficaci metafore e la “filosofia di fondo”. Marco Reborn, l’inventore della seduzione filosofica :) ;)

    Rispondi
  5. Avatar di Mohamed
    Mohamed ha detto:

    Grazie Andrea, Marco
    formidabile articolo,
    se la mia crescita personale nn e’ illusoria (e non ne dubito),
    e’ grazie ai vostri consigli.
    Aspettavo la promessa dell’articolo da parte tua Andrea,
    ma di certo non mi aspettavo la sorpresa della concomitanza di due persone che ho “conosciuto” in due modi diffrenti, e da cui attingo i conoscigli per la mia crescita personale.

    Che dire emerge ancora un aspetto molto importante, che giustamente Marco enfatizza con la frase “ci si dimentica la responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti di se stesso”, ovvero la giusta importanza che ognuno di noi deve a se stesso.

    Grazie Mille del vostro tempo che ci dedicate.

    Rispondi
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