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APATIA: cosa fare quando non hai voglia di fare niente

L’apatia è una brutta bestia. In questo articolo vedremo esattamente di cosa si tratta, quali sono i suoi sintomi, ma soprattutto quali sono i rimedi più efficaci per sbarazzarcene e tornare a rincorrere i nostri obiettivi con ritrovato entusiasmo.

apatia

“Non è l’odio il contrario dell’amore, ma l’apatia.”

Leo Buscaglia.

“Salve mi chiamo Marco e ho 22 anni. Da più di un anno non ho voglia di fare niente, né di andare all’università, né di lavorare, né di vedere amici o di fare qualsiasi altra cosa. Le giornate sono tutte uguali, le passo a non far nulla in casa. Ho smesso anche di fare sport e non ho nessun hobby o interesse.” (Marco).

Ultimamente sento di avere davvero poche energie. Ho un sacco di cose da fare, quelle principali sono lo studio e il lavoro. Non posso evitarle, devo farle. Ma vorrei solo mollare tutto e tutti e starmene per conto mio.” (Laura).

“Sono anche io in una fase simile. Infatti sono in ufficio e passo molto tempo su Internet, mia unica distrazione. Ho cambiato lavoro da poco e quindi non posso nemmeno lasciarmi andare del tutto. In realtà non vorrei fare nulla, preferirei solo scomparire.” (Gianni).

‘Na botta de vita!

‘mazza André, ‘sto articolo lo abbiamo iniziato proprio con ‘na botta de vita, eh?!

Quelle che hai appena letto sono solo 3 storie anonime delle tante che si trovano su forum e siti internet. Spesso ne ricevo di molte simili anche via email o le leggo tra i commenti di EfficaceMente.

Sono storie di ragazzi e adulti che hanno perso l’entusiasmo: non hanno voglia di studiare, non hanno voglia di lavorare e, a dirla tutta, non hanno voglia di fare niente.

Nei casi più gravi, dietro queste storie si nascondono stati depressivi o altre patologie, che richiedono interventi da parte di un medico o di uno psicoterapeuta.

A tutti noi è però capitato almeno una volta nella vita uno di questi periodi grigi.

Ci sentiamo completamente scarichi, spenti, senza la benché minima motivazione.

Si chiama apatia.

In questo articolo cercheremo di capirne qualcosina in più, ma soprattutto vedremo quali sono le strategie più efficaci per liberarcene e ritrovare motivazione e voglia di fare.

In particolare modo ti parlerò di…

Let’s get started!

Cos’è l’apatia: la definizione che non ti aspetti

“Apatico, agg. derivante dalla parola lat. apathīa, gr. ἀπάϑεια «insensibilità», comp. di ἀ- priv. e πάϑος «passione». Def.: sposato da sei settimane.”

Ambrose Bierce.

Poche parole hanno cambiato radicalmente significato nel corso dei secoli come la parola apatia.

Nell’antica Roma, durante il periodo d’oro della filosofia stoica, l’apatia era considerata una virtù.

La massima aspirazione dello stoico era infatti quella di non esaltarsi, né abbattersi di fronte agli accadimenti della vita, consapevole che ogni evento, anche il più spiacevole, avrebbe comunque portato con sé una lezione positiva.

L’apatia, intesa come impassibilità e liberazione dalle passioni, era dunque uno stato d’animo a cui aspirare.

apatia e stoicismo

Nella sua accezione moderna, il termine apatia ha assunto invece una connotazione decisamente negativa.

Ecco la definizione che ne dà Wikipedia:

“Condizione caratterizzata da una diminuzione o dall’assenza di qualsiasi reazione emotiva di fronte a situazioni ed eventi della vita di tutti i giorni.

Si esprime spesso sotto forma di indifferenza di fronte a situazioni che normalmente dovrebbero suscitare interesse o emozioni, e di inerzia fisica.

Il soggetto apatico registra una riduzione dei comportamenti finalizzati, l’assenza di spirito di iniziativa e una quasi totale mancanza di motivazione.”

Insomma, da impassibilità, l’apatia è diventata sinonimo di indifferenza.

L’apatia però NON è depressione.

Chi è apatico infatti non prova una particolare sofferenza per la propria condizione (non gli interessa!), mentre chi è depresso spesso vive la propria situazione con ansia, stati d’animo negativi e addirittura la totale assenza di piacere nella vita.

Bene, ora che conosciamo il nostro “nemico”, vediamo sotto che forma sferra i suoi “attacchi”!

I sintomi dell’apatia

apatia-homer

Hai presente i post dei forum con cui ho iniziato questo articolo?

Facendo qualche ricerca all’interno di gruppi e siti web, ne puoi trovare a decine, tutti molto simili tra loro.

Ho però scelto proprio quei tre perché mettono bene in evidenza i sintomi tipici dell’apatia:

  • Totale mancanza di voglia di lavorare, studiare o fare qualsiasi altra attività (“non ho voglia di fare niente“).
  • Desiderio di isolarsi e sfuggire ai doveri e alle responsabilità (“vorrei mollare tutto e tutti e starmene per conto mio“).
  • Livelli di energia sotto le suole delle scarpe (“ultimamente sento di avere davvero poche energie”).

Come detto l’apatia può anche degenerare in forme patologiche con sintomi ben più gravi, addirittura di carattere neurologico: in questi casi, lo ripeto, è necessario rivolgersi ad un medico specialista.

Diciamo però che la tua sia semplicemente… voglia di non fare una beata cippa fritta!

E diciamo anche che inizi ad essere stufo di questa situazione. Insomma, vuoi reagire, ma non sai bene da dove iniziare.

Ecco allora i rimedi più efficaci per combattere l’apatia (si tratta di 3 paroline che devi stamparti a fuoco nella mente dopo aver letto questo post).

Rimedi per l’apatia: la formula segreta per ritrovare la motivazioneperduta

“I ricercatori hanno annunciato di aver finalmente trovato una cura per l’apatia. Purtroppo i pazienti non sembrano interessati.”

George Carlin.

Sono 3 gli elementi essenziali che devono essere presenti nella nostra vita se vogliamo sconfiggere l’apatia e ritrovare motivazione e voglia di fare.

1. Uno scopo che ci metta il pepe al culo

So esattamente cosa stai pensando.

Come te, ne ho le palline di ping-pong piene dei vari para-guru di crescita personale che continuano a menarcela con questa storia del nostro scopo nella vita, delle passioni da inseguire, dei sogni da realizzare, etc. etc.

Parole tanto belle, quanto vuote.

Purtroppo non possiamo avere tutti le idee chiare come Elon Musk, che fin dall’età di 10 anni ha avuto il sogno di rendere la razza umana una specie multiplanetaria.

apatia-musk

Per questo motivo, nel corso degli anni ho cercato di fornirti strumenti pratici per tradurre queste parolone fumose in qualcosa di decisamente più concreto.

Ne ho parlato in questi articoli:

Queste strategie possono sicuramente aiutarti a schiarirti le idee. Però non bastano. Ecco perché oggi vorrei aiutarti a fare un passettino in più:

ESCI. DALLA. TUA. TESTA.

Trovare la propria strada non è un processo lineare, e di certo non può essere un processo puramente mentale.

Non puoi mica sederti su una poltrona per 2-3 ore, chiederti che ci fai al mondo e sperare in un’improvvisa illuminazione trascendentale.

Se vuoi davvero trovare uno scopo che ti metta il pepe al culo e uscire finalmente dal tuo stato di apatia, devi sporcarti le mani.

Sperimenta ogni giorno qualcosa di nuovo. Leggi un articolo o un libro su un ambito a te totalmente sconosciuto. Cerca di parlare con persone che abbiano avuto un percorso di vita singolare. Inizia a praticare un nuovo hobby. Viaggia. Impara una nuova lingua.

Spesso infatti troviamo la nostra strada non continuando ad immaginare un ipotetico futuro, ma guardandoci alle spalle e mettendo insieme quei puntini (leggi: “esperienze”) che hanno caratterizzato la nostra vita fino a quel momento.

apatia-puntini

Più esperienze significative e variegate sarai in grado di accumulare, più facile sarà per te individuare un percorso che tu senta davvero tuo, un percorso unico che ti doni ogni giorno entusiasmo e voglia di vivere.

E questo bagaglio di nuove esperienze puoi iniziare a costruirtelo oggi stesso, tra pochi minuti, appena finito di leggere questo articolo.

No, non devi partire per un viaggio mistico in India. Queste sono le scuse dei mediocri che continuano a rimandare la propria vita pensando che a contare siano solo le esperienze pre-confezionate che ci vendono in TV o sui social network.

Vuoi iniziare a collezionare esperienze che ti scrollino di dosso l’apatia?

Oggi cerca di parlare con una persona che abbia più di 75 anni e chiedile quali siano i suoi più grandi rimpianti nella vita. Vedrai come ti metterà il pepe al culo questa semplice chiacchierata…

2. Un’instancabile ricerca dell’eccellenza

“L’eccellenza consiste nel fare cose ordinarie in modo straordinario.”

John W. Gardner.

Non ne ho le prove, ma ho più di un sospetto sul fatto che l’epidemia di apatia che sembra aver colpito le giovani generazioni sia dovuta agli standard di perfezione con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno.

Prova a pensarci…

Oggi se hai vent’anni e non hai fondato almeno una start-up da 1 miliardo di dollari, non hai la Ferrari parcheggiata sull’eliporto del tuo Yacht attraccato in Sardegna e hai meno di 10 milioni di followers su Instagram, beh… non vorrei dirtelo, ma praticamente sei uno sfigato! :-D

apatia-rich-kids

E indovina un po’ cosa succede quando i nostri termini di paragone sono così alti e così distanti?

Ci blocchiamo.

Il nostro cervello inizia ad avere vere e proprie crisi di rigetto: preferisce isolarsi, evitare qualsiasi responsabilità e nascondersi in uno stato di nulla-facenza auto-indotto.

C’è però un modo per non cadere in questa insidiosa trappola.

Se infatti l’ossessione per una vita da copertina perfetta di fatto ci induce alla paralisi, la ricerca dell’eccellenza nelle nostre esperienze quotidiane rappresenta invece uno dei più potenti antidoti contro l’apatia.

Confuso?! Lascia che ti spieghi…

Fare progressi in un determinato ambito della nostra vita è l’ingrediente essenziale per riaccendere la nostra motivazione.

Lo sanno bene, ad esempio, gli appassionati di videogiochi.

Passare al livello successivo, conquistare nuovi poteri, sbloccare schemi segreti, sono tutti meccanismi psicologici che ci tengono incollati allo schermo.

Lo stesso vale nella nostra vita: quando ci dedichiamo incessantemente a migliorare una specifica abilità, il senso di progresso e padronanza che proviamo sono inebrianti.

Se vuoi sbarazzarti dell’apatia devi dunque individuare un’attività che ti appassioni e che non sia né troppo facile, né troppo difficile; ma soprattutto un’attività che ti “costringa” ad allenarti quotidianamente in un’incessante ricerca dell’eccellenza.

apatia-strumento

Mi vengono in mente decine di queste attività:

  • Suonare uno strumento musicale.
  • Migliorare le proprie abilità fotografiche.
  • Apprendere un linguaggio di programmazione.
  • Praticare uno sport.
  • Allenare la propria scrittura.

E vuoi sapere qual è la parte più bella? Perfezionare queste abilità potrebbe addirittura aiutarti a scoprire qual è il tuo famoso scopo nella vita!

Attenzione però: il mondo è pieno di dilettanti che si appassionano di questo e di quell’altro, per poi abbandonare il percorso a metà strada quando le cose si fanno difficili.

Non voglio che tu diventi un collezionista di hobbies.

Abbiamo visto che variare le proprie esperienze è importante, ma ad un certo punto devi decidere di superare la soglia della mediocrità e dedicare tutto te stesso alla tua “arte”, percorrendo fino in fondo i 3 stadi dell’eccellenza.

Vediamo ora l’ultimo punto.

3. Un profondo senso di controllo

Può sembrare paradossale, ma come abbiamo visto, l’apatia a volte può essere una risposta del nostro cervello a situazioni stressanti.

Anzi, per essere più precisi… a situazioni su cui abbiamo l’impressione di non avere il controllo.

Se infatti ci convinciamo che, nonostante i nostri sforzi, non potremo mai e in nessun modo modificare la nostra realtà, arrenderci è la nostra reazione naturale.

Ecco perché il terzo elemento essenziale per ritrovare entusiasmo e motivazione è il controllo.

apatia-controllo

Riappropriarti infatti del tuo senso di controllo, anche se in una piccola sfera della tua vita, ti darà gli strumenti necessari per ritornare in carreggiata.

Nello specifico, se vuoi provare nuovamente questo senso di controllo, devi introdurre nelle tue giornate una qualche attività o abitudine, di cui puoi decidere in massima autonomia questi 4 aspetti:

  1. Quando poterla praticare.
  2. Come poterla praticare.
  3. Con chi poterla praticare.
  4. Cosa fare per praticarla.

Indovina un po’?! Ho in mente esattamente l’attività che ti darà il pieno controllo su questi 4 aspetti e che può letteralmente rivoluzionarti la vita.

I vecchi lettori di EfficaceMente la conoscono molto bene… sto naturalmente parlando dell’ora sacra.

Introdurre un’ora sacra, ovvero 60 minuti della giornata completamente dedicati a te stesso e alla tua crescita personale, può seriamente aiutarti a sbarazzarti dell’apatia.

Avrai infatti la libertà di…

  1. Decidere quando praticare la tua ora sacra (al mattino appena sveglio o alla sera al rientro dal lavoro, a te la scelta).
  2. Scegliere come investire questi 60 minuti al meglio.
  3. Stabilire con chi farla: da solo o con una persona speciale.
  4. Definire esattamente cosa fare durante questa ora sacra: meditare, leggere, fare sport, praticare il tuo famoso hobby di cui abbiamo parlato al secondo punto, etc.

Come ripeto spesso a chi mi segue: non devi credermi sulla parola, ma prova l’ora sacra anche solo per 7 giorni di seguito e ti assicuro che sentirai davvero di aver ripreso il controllo della tua vita.

Ricapitolando…

Se sei arrivato fino alla fine di questo articolo di quasi 2.500 parole, beh, lasciatelo dire: hai dato la tua prima “picconata” all’apatia e hai iniziato a cancellare dal tuo dizionario l’espressione “non ho voglia di fare niente”.

Naturalmente, per ritrovare davvero entusiasmo e motivazione, non basta leggerlo questo articolo: devi metterlo in pratica.

Ecco allora una sintesi di ciò che dovrai fare appena chiuderai questa pagina:

  • Inizia a pensare alla direzione che vuoi dare alla tua vita. Puoi utilizzare gli articoli che ti ho linkato per schiarirti le idee, ma ricorda che per trovare il tuo scopo nella vita, devi sporcarti le mani e uscire dalla famosa zona di comfort.
  • Nel momento in cui inizierai a fare nuove esperienze, metti da parte gli standard perfezionistici con cui ci bombardano ogni giorno, e concentrati piuttosto sulla quotidiana ricerca dell’eccellenza. Perditi ogni giorno in un’attività che ti appassioni, ti stimoli e ti sfidi a dare sempre il tuo meglio.
  • Infine non dimenticare di riprendere il controllo della tua vita. Un ottimo modo per farlo è quello di introdurre l’abitudine dell’ora sacra: 60 minuti della giornata completamente dedicati a te stesso, in cui, ad esempio, praticare l’attività vista nel punto precedente.

Bene, voglio concludere questo articolo con una citazione tratta da uno dei miei film preferiti: Se7en, interpretato da Brad Pitt e Morgan Freeman:

“È che non riesco a continuare a vivere in mezzo a gente che abbraccia e coltiva l’apatia come se questa fosse una… una virtù. […] L’apatia è una soluzione, insomma è più facile stordirsi con qualche droga piuttosto che dover affrontare la vita; è più facile rubare quello che si vuole piuttosto che guadagnarselo. È più facile picchiare un figlio che educarlo. Diamine! L’amore costa, costa impegno, lavoro…”

Det. Somerset (Se7en).

Ps. Nei prossimi giorni pubblicherò all’interno del gruppo Facebook di EfficaceMente un TED talk legato a questo articolo.

È stato tenuto da uno dei massimi esperti mondiali sul tema della motivazione. Ti piacerà ;-)

Buona settimana: mi auguro davvero che tu riesca a dare una bella scrollata alla tua vita nei prossimi giorni. Ci rileggiamo presto! Andrea.

Ah, dimenticavo! Se ti va di condividere questo post sul tuo social preferito (trovi i pulsanti di condivisione qui sotto) non mi offendo eh! :-D

Foto di Stokkete

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  • Gabriela Liz Gomez

    Grazie Andrea, mi sono svegliata senza voglia di far niente, oggi già stavo pensando di rimandare lo studio in biblioteca poi mi sono detta vediamo la mail, magari c’è la mail di efficacemente che mi tira su meglio di una tazza di caffè!! Grazie

  • Giuseppe

    Una grande Spinta!!!

  • Pippi

    il primo caso, secondo me, non è solo apatia, ma proprio una depressione maggiore

    • Probabile, ma non sono uno specialista e non posso sbilanciarmi.

      Quello che ho notato però è che negli ultimi anni vengono usati sempre più spesso nomi di patologie in maniera appropriata: se siamo tristi, subito parliamo di depressione; se siamo nervosi, subito di ansia, e così via.

      Questo atteggiamento mi ricorda l’operazione di una casa farmaceutica che per ampliare il mercato, impose ai medici di abbassare le soglie di un esame clinico: così erano tutti malati!

  • Marco

    Mitico Andrea !!!💪💪💪💪

  • luca arcuri

    Bell’articolo, molto motivante e concreto 😊

  • Riccardo

    Grazie per l’articolo! :)

  • Mirko Pasquini

    Minchia, Se7en è tanta roba :’D

    Bell’articolo, seguo da molto il blog e non ho ancora iniziato a praticare la mia ora sacra! Forse è il caso di cominciare :) Grazie Andrea!

  • Uno di quegli articoli pregni che sai scrivere bene… di quelli che possono diventare le pietre miliari del tuo blog… bravo Andre!

  • Smetto di cazzeggiare e mi metto a studiare il tuo articolo. E mi vado anche a rivedere il film! Grazie!

  • Fabio

    Articolo al top Andrea!

    L’apatia è direttamente proporzionale alla chiarezza dello scopo e alla capacità di pianificare i gradini che ti porteranno allo scopo.

    se sei sicuro che è quello il gradino da salire, se sei sicuro che quell’output è il migliore per ottenere quel risultato, sei a posto!

    il problema è che:

    1- non abbiamo le idee chiare come elon musk
    2- non tutti siamo adatti a perseguire il sogno di elon musk
    3- non è detto che il sogno di elon musk sia attuabile

    una volta assunte queste tre proposizioni (cetamente non potenzianti, ma non per questo false), tutti i gradini della bella scala a pioli diventano traballanti e tac: apatia!

    la buona notizia è che alle volte è anche vero il contrario: siamo convinti che per diventare domatori di tigri serva una laurea in veterinaria quanto basta “semplicmeente” bussare al primo circo e farsi una decina di anni di gavetta.

    definire i proprio obbiettivi è la parte più autentica di noi, ma è dannatamente difficile (e non sto’ a fa’ el Frignone XD).

    Buona settimana a tutti e Daglie!

  • Delle attività che suggerisci, posso confermare che migliorare in uno sport e nella scrittura mi ha dato e mi da ancora forti stimoli e motivazioni. Penso però che sia il terzo punto a fare la differenza, il controllo. Anche nella parte all’apparenza più ovvia,il saper cosa fare, spesso è possibile inciampare. Pianificare, almeno per grandi linee, il percorso da seguire, mi ha aiutato a mantenere alta la motivazione e raggiungere l’obiettivo.

  • Emanuele Sicurella

    Ciao Andrea, ottimo articolo, grazie di cuore! Sono stato apatico in passato, ma il momento peggiore è stato quando ho vissuto per la prima volta in un’altra città da solo.
    Ancora oggi non riesco a spiegarmi perché: 0 motivazione allo studio, 0 voglia di vedere persone o di uscire a scoprire la città nonostante me ne fossi innamorato.
    Vorrei capire perché vivere da solo mi ha fatto questo effetto…
    Grazie ancora e a presto ;)

    • Uhm… interessante: sicuramente i grandi cambiamenti che avvengono nella nostra vita possono portarci a questo tipo di reazioni (c’è chi diventa ansioso e chi “risponde” mentalmente con l’apatia).

      Interessante.

  • Lorenzo Orsini

    1 nessuna voglia di studiare
    2 isolamento dal resto del mondo
    3 motivazione sotto le scarpe

    ero esattamente così 5 anni fa. il percorso universitario si era bloccato, non avevo più voglia di studiare, lasciavo scorrere le lezioni senza prendere in mano nessun esame e senza fare quelli della sessione precedente. mi sentivo completamente scarico, vuoto, senza più sapere perchè avevo scelto quella facoltà. la vita un disastro, subivo tutte le scelte che gli altri (famiglia) facevano per me senza reagire. mi sentivo come non ero autorizzato a esprimere i miei sentimenti e la mia personalità. sono seguiti 2 anni bui, dove sono rimasto bloccato in tutto. se mi guardo indietro vedo che ho buttato nel cesso anni dove di solito le persone consolidano le amicizie, viaggiano e vanno in vacanza con gli amici, oltre che costruire il proprio futuro. sono andato da uno specialista, che mi ha molto aiutato ,mi ha insegnato a esprimere le mie emozioni senza vergogna. ma la vera svolta è arrivata quando ho deciso che il futuro dipende solo da me, che per quanto la vita è stata difficile ogni secondo senza agire condanna te stesso a una vita ancora più infelice. devo ancora finire l’università, è un percorso lungo e purtroppo ho perso molto tempo, ma l’ho ripresa in mano, ho una ragazza e sto pensando di andare a lavorare all’estero. grazie andrea, i tuoi articoli mi hanno aiutato molto, anzi credo che senza sm2 avrei lasciato l’università. aspetto il prossimo articolo ;)

    • Ah… mi fa davvero piacere Lorenzo. Grazie molte per averci raccontato la tua storia. Sono felice di aver contribuito in qualche modo a questa rinascita.

      A presto.

  • Articolo eccellente!

    L’apatia è uno stato mentale complesso, va affrontato da varie angolazioni. Un approccio che ho trovato piuttosto efficace è quello di iniziare ad ottenere dei risultati, anche piccoli: più ne otterrai, più voglia avrai di continuare e di darti da fare.

    Non è facile per chi è bloccato dall’apatia, ma ci sono dei metodi che funzionano.

    Oltre a questo è importante curare il proprio equilibrio mentale, un aspetto che purtroppo è spesso sottovalutato.

  • Alessio

    Davvero bell’articolo grazie Andrea! :-)

  • Angela

    Mi ricorda molto il libro “Drive”, di Daniel Pink. Lo consiglio specialmente se questa situazione si dovesse presentare in ambito lavorativo.

    • Ecco, arriva Angela e mi rovina la sorpresa che avevo preparato con TED Talk di Daniel Pink :-D

      • Angela

        No, che spoiler! Chiedo perdono, sara’ interessantissimo comunque :D
        Grande Daniel e grande Andrea! (se metti su un team di ricercatori diventi più’ famoso di lui, cioè’ piu “esperto mondiale”, la fama è relativa…)

      • Effettivamente ‘sti americano si sanno vendere bene…

  • Claudio

    Gran bell’articolo Andrea! Per esperienza personale penso che l’uso eccessivo di internet e nello specifico di social come Facebook o Instagram ,che per forza di cose ci catapultano nella vita degli altri e ci “impongono “un confonto continuo anche con persone che nella vita reale non conosciamo o non frequentiamo abitualmente, contribuiscono in modo determinante ad alimentare quell’invidia negativa ,che paradossalmente ,invece di darci la spinta a migliorarci e a raggiungere i nostri obiettivi,ci porta a focalizzarci sugli aspetti negativi della situazione in cui ci troviamo. Questa “invidia da social network”ci “svalorizza” ai nostri occhi e ci fa perdere entusiasmo in tutto ciò che facciamo,insomma ci fa sprofondare in uno stato di totale apatia.Detto questo, secondo me il primo passo per sconfiggere l’apatia nella nostra vita consiste nel DISCONNETERSI totalmente da Internet per un determinato periodo di tempo(20 giorni vanno più che bene)

  • Ambra Bertozzi

    In questo periodo sono tutt’altro che apatica eppure ho trovato comunque spunti interessanti in questo fantastico articolo.
    Non vedo l’ora di vedere il Ted Talk!
    Grazie Andrea e buona settimana a tutti.
    Ambra

  • Abe

    Ottimo articolo.

    Me lo salvo per i periodi bui :o

  • Marco

    È sempre un piacere leggere di prima mattina un tuo articolo André :)
    Hai affrontato molto bene un tema delicato come l’apatia. Non è sempre facile cogliere se sia una questione patologica o solo una fase temporanea, ma tu come sempre metti a disposizione le migliori soluzioni per tutti noi.

    Al prossimo articolo ;D

  • Alessandro Palazzi

    Ciao Andrea,
    ottimo articolo, come sempre. Ti seguo da anni ormai, le tue lezioni sono illuminanti ed estremamente utili. Posso dire di aver sofferto questa condizione tempo fa e la miglior soluzione al problema è stata proprio trovare quello scopo che mi ha messo il pepe al culo e iniziare a sporcarsi le mani. Feci ciò seguendo i precedenti tuoi post e risolsi il problema… ora ritrovo tutto in quest’ultimo articolo e ne sono lieto :-) Grazie e buona giornata!

  • Leonardo

    Dico una cosa che può essere utile per chi si trova a vedere davanti a se delle montagne invalicabili, formate dagli stessi sogni propri:
    Non importa quanto siano grandi i tuoi sogni o i tuoi problemi, le piccole cose valgono quanto le grandi cose. Migliora nelle piccole cose, non le abbandonare e ricordati ogni giorni di essere grato per quello che hai e di migliorare quello che puoi migliorare in quella singola giornata. Senza fare progetti enormi e probabilmente ingestibili nel breve tempo.

  • TheOmniaplayer

    Grazie! Bell’articolo! :) Anch’io all’inizio di quest’anno attraversavo un brutto periodo di apatia in cui mi sentivo praticamente un cadavere ambulante ma poi mi sono ripreso quando ho scoperto l’onironautica e la possibilità di controllare i propri sogni.

  • TheOmniaplayer

    Ciao, Andrea! Volevo chiederti un consiglio per combattere un problema che mi affligge ovvero il fatto che ogni volta che mi ritrovo a rincorrere un obiettivo arrivo sempre a 3/4 dell’opera e poi mi sento come se avessi già dimostrato di potercela fare e mi viene voglia di mollare tutto.

    • Ciao, il fermarsi a 3/4 degli obiettivi è un sintomo piuttosto comune. Da quello che scrivi sembrerebbe un problema di personalità apparente: più che il risultato ti interessa il dimostrare (a te o agli altri) che sei in grado di farcela.

      Se è questo il tuo caso esistono dei metodi per migliorare, tuttavia prima cerca di capire se effettivamente è così.

      Per capirlo ti posso consigliare un metodo che di solito funziona bene, se hai la volontà di farlo: scegli un libro che vuoi leggere, e per una o due settimane alzati mezz’ora prima la mattina per leggerlo.

      Non dovrai parlarne a nessuno, nemmeno quando avrai finito il libro. Se non ti senti soddisfatto e senti il bisogno di raccontarlo per avere un apprezzamento dagli altri, è probabile che tu soffra di personalità apparente.

      Tienici aggiornati :)

  • Giulio Vallata

    Bellissimo articolo, come sempre. Ti leggo e ti rileggo appassionatamente.

  • “ll tedio non è la malattia della noia di non aver nulla da fare, ma una malattia più grave:
    sentire che non vale la pena di fare niente.”
    Fernando Antonio Nogueira Pessoa

  • Penso che aiutare gli altri sia un altro metodo per uscire dall’apatia

  • Oscar David Perez

    Ciao! Vorrei sapere se il mio trastorno è qualcosa simile… desidero fare molte cose. …ovvero fare esercizio, studiare in maniera ossessiva. …ma non trovo la volontà per farlo,mi distraggo con il cellulare il quale mi aiuta nel lavoro e nello studio, un periodo avevo eliminato questa distrazione e i risultati sono stati sorprendenti, ma adesso non riesco a combinare qualcosa di buono. Persino non so perché mi sforzi tanto, soprattutto il rumore o le conversazioni mi distraggono e mi irritano. Sento una impotenza tremenda, sento che lascio passare il tempo e lo spreco ma la peggior parte è che non faccio nulla al riguardo.

  • Lisa

    Ciao Andrea puoi indicarmi il link del Ted di cui parli alla fine dell’articolo?
    Grazie mille. Buona Giornata.

  • E. Nigro

    leggo tutto, mi impongo di cambiare e a farlo e puntualmente la voglia di mettermi il pigiama, una coperta e una sfilza di film diventano allettanti e mi chiamano…. sto attraversando un bruttissimo periodo coinciato ventanni fa e forse finito qualche anno fa… oggi ho quattro figli e un’immensa voglia di chiudermi in camera mia e non uscirne più……

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